Le mostre da vedere assolutamente a Firenze
Tutti gli appuntamenti da non perdere
Tutti gli appuntamenti con l'arte da non perdere a Firenze.
Firenze '50 '60 '70 - Immagini dall'Archivio Foto Locchi a Villa Bardini (fino al 18 ottobre)
Fino al 18 ottobre, Villa Bardini ospita Firenze ’50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi, una mostra fotografica che racconta tre decenni di storia fiorentina attraverso immagini d’archivio. Dall’eleganza e il fermento internazionale degli anni Cinquanta, passando per le trasformazioni e le ferite degli anni Sessanta, fino alla complessità culturale e urbana degli anni Settanta, l’esposizione restituisce l’evoluzione della città tra memoria, costume e società.
Mostra Archivio Foto Locchi a Villa Bardini (Foto Locchi/©Archivio Foto Locchi)Florence and the U.S. The Story of a Friendship (fino al 18 ottobre)
Fino al 18 ottobre il Giardino Bardini di Firenze ospita la mostra fotografica Florence and the U.S. The Story of a Friendship, un viaggio attraverso dieci immagini dell’Archivio Foto Locchi che raccontano il profondo legame storico, culturale e solidale tra Firenze e gli Stati Uniti. L’esposizione, promossa dal Consolato Generale USA a Firenze e da importanti istituzioni fiorentine, celebra i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza americana.
Florence and the U.S. The Story of a FriendshipRothko a Firenze (fino al 23 agosto)
La grande mostra dedicata a Rothko curata dal figlio Christopher Rothko ed Elena Geuna si terrà a Palazzo Strozzi fino al 23 agosto.. L'esposizione presenta oltre 70 opere, incluse tele iconiche e monumentali, che esplorano il legame dell'artista con il Rinascimento fiorentino, includendo sedi satellite al Museo di San Marco e alla Biblioteca Medicea Laurenziana.
Mark Rothko, No. 3/No. 13, 1949Baselitz. AVANTI! (fino al 13 settembre)
Il Museo Novecento di Firenze presenta Baselitz. AVANTI!, una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista. Per la prima volta in Italia un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Georg Baselitz: l’incisione. Distribuita sui tre piani del museo, la mostra riunisce circa 170 opere, tra stampe, dipinti e sculture, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro. Le opere selezionate raccontano la varietà dei temi affrontati dall’artista e ribadiscono la sua idea di arte come processo, trasformazione e gesto sovversivo, lontano da ogni forma di armonia rassicurante.
BASELITZ Museo Novecento Please Take This Seriously al Gallery Hotel Art (fino all'autunno 2026)
Please Take This Seriously è la nuova mostra dell’artista romano Daniele Sigalot, ospitata negli spazi del Gallery Hotel Art di Firenze e visitabile gratuitamente fino all’autunno 2026. Curata da Valentina Ciarallo, l’esposizione invita il pubblico a riflettere sul sottile confine tra serietà e ironia, tema centrale della ricerca dell’artista. Attraverso opere site-specific, lavori iconici e nuove installazioni, Sigalot trasforma oggetti quotidiani in presenze monumentali e sorprendenti. Tra i lavori esposti figurano i celebri post-it in alluminio laccato, l’opera interattiva The Ping Pong Paradox e una serie di aeroplanini in acciaio inox dalle superfici riflettenti. La mostra propone così una riflessione sul significato dell’arte contemporanea, sul suo valore e sui meccanismi che regolano il sistema culturale, coinvolgendo lo spettatore in un dialogo aperto e ricco di paradossi.
Mostra Please Take This Seriously al Gallery Art HotelInferno - Esperienza Immersiva nella Divina Commedia di Dante alla Cattedrale dell'Immagine (fino al 15 novembre)
Fino al 15 novembre 2026 la Cattedrale dell'Immagine si trasforma in un vero e proprio portale sensoriale sull’Inferno dantesco. La nuova mostra immersiva INFERNO – Esperienza Immersiva nella Divina Commedia conduce il pubblico al centro dell’universo poetico di Dante Alighieri attraverso un percorso che unisce arte digitale, realtà virtuale e installazioni multimediali di ultima generazione. Il viaggio si sviluppa come una discesa emotiva nei cerchi infernali, tra scenografie monumentali e ambientazioni immersive che danno forma visiva ai versi della Commedia. Dalla Selva Oscura alla Città di Dite, fino al nono cerchio, il visitatore è accompagnato da Dante e Virgilio in un’esperienza che fonde narrazione, luce e suono, restituendo tutta la potenza immaginifica del poema. Accanto all’installazione principale, spicca un’esperienza VR nella storica area del Coro, pensata come viaggio condiviso nella Firenze del XIII secolo e nell’immaginario dantesco. Un progetto che non si limita a raccontare Dante, ma lo reinterpreta come esperienza viva, contemporanea e profondamente immersiva.
Inferno, Cattedrale dell'ImmagineAn American in Florence all'Hotel Savoy (fino al 9 agosto)
An American in Florence è la mostra fotografica di Kristin Krebs Dick all’Hotel Savoy di Firenze. Americana di nascita e fiorentina d’adozione, l’artista racconta attraverso immagini il suo sguardo personale sulla città e sull’Italia, maturato dal 2016, anno del suo trasferimento a Firenze. Il progetto, ispirato anche al pensiero rinascimentale di Leon Battista Alberti, trova espressione sia nella mostra sia nel libro Through Alberti’s Window, trasformando la fotografia in un racconto intimo e contemporaneo del rapporto tra osservatore e città. Le opere e il volume sono acquistabili e il ricavato sarà devoluto alla Boys & Girls Clubs of America, organizzazione che sostiene i giovani attraverso programmi educativi e creativi. L’esposizione si inserisce nel percorso dell’Hotel Savoy, che continua a promuovere iniziative artistiche e culturali in dialogo con la scena creativa fiorentina.
An American in Florence all'Hotel SavoyFirenze Déco. Atmosfere degli anni Venti a Palazzo Medici Riccardi (fino al 25 agosto)
Negli anni Venti Firenze fu uno dei centri più dinamici della cultura artistica italiana, distinguendosi come laboratorio creativo nel campo delle arti decorative, della moda e del design, in dialogo con le grandi capitali internazionali. Questo periodo di grande fermento è al centro della mostra Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti, in programma fino al 25 agosto 2026 a Palazzo Medici Riccardi. L’esposizione racconta la vivacità culturale del decennio attraverso una ricca selezione di opere – tra ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti e manifesti – che testimoniano l’incontro tra tradizione e innovazione. Il percorso mette in luce protagonisti e manifatture d’eccellenza, da Gio Ponti a Galileo Chini, da Thayaht a Ferragamo e Gucci, evidenziando il ruolo di Firenze nel panorama nazionale e internazionale e il contributo decisivo di quegli anni alla costruzione dell’identità moderna della città.
Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti (ph. Nicola Neri)Visioni in blu e Profondo blu a Palazzo Medici Riccardi e all'Accademia delle Arti del Disegno
Firenze dedica due mostre personali al giovane pittore cinese Juan Lin, tra le voci emergenti della pittura contemporanea internazionale. Il progetto espositivo si sviluppa in due sedi: Visioni in Blu a Palazzo Medici Riccardi (31 luglio-13 agosto) e Profondo Blu all'Accademia delle Arti del Disegno (18-30 agosto 2026). Le 54 opere in mostra ruotano attorno al blu, colore simbolo della poetica dell'artista, che diventa uno spazio di memoria, contemplazione ed emozione. Attraverso paesaggi sospesi e atmosfere oniriche, Juan Lin unisce la tradizione artistica orientale e quella occidentale, trasformando città, montagne e orizzonti in evocazioni interiori. Curata da Claudio Rocca, la doppia esposizione invita il pubblico a vivere un'esperienza immersiva e meditativa, dove il paesaggio non rappresenta la realtà, ma il ricordo che lascia dentro di noi.
Juan LinOttone Rosai. Poeta Innanzitutto (fino al 4 ottobre)
La mostra al Museo Novecento prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957), restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti. La mostra costituisce inoltre un importante tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz, a breve protagonista di una grande mostra al Museo Novecento. Baselitz è infatti un grande estimatore di Ottone Rosai, che ebbe modo di scoprire le opere dell’artista fiorentino durante il suo primo soggiorno a Firenze nel 1965.
Ottone Rosai Ph Leonardo MorfiniLe mostre dell'autunno
Broken. La forza del frammento (dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027)
La Fondazione Palazzo Strozzi presenta Broken. La forza del frammento, una grande mostra che esplora il tema del frammento dall’archeologia all’arte contemporanea, celebrando il potere evocativo e il fascino che ha esercitato nell’uomo dall’antichità al presente. A cura di C. D. Dickerson e Andrew Sears e organizzata in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington, dove sarà presentata nella primavera del 2027, l’esposizione riunisce oltre novanta opere di diversi secoli e contesti culturali, che mettendo in luce tanto la forza formale del frammento quanto le complesse vicende storiche che racchiudono. La selezione attraversa le civiltà antiche dell’Egitto, della Mesoamerica, dell’Etruria e della Grecia, per estendersi alle culture premoderne o della prima età moderna, dal Perù alla Cambogia. Accanto a capolavori del passato, sono inoltre presentate opere di artisti moderni e contemporanei che hanno assunto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive, tra cui Auguste Rodin, Alberto Giacometti, Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Francesco Vezzoli e Danh Vo. La mostra indaga le ragioni e le circostanze che hanno determinato la rottura o la frammentazione di sculture, dalle iconoclastie antiche e moderne alle guerre, dal vandalismo a calamità e forze della natura. Il percorso conduce attraverso momenti cruciali della storia, dai naufragi dell’antichità alla Riforma protestante, dalla Seconda guerra mondiale all’alluvione che colpì Firenze nel 1966, permettendo un’ampia riflessione sul valore politico che queste opere hanno acquisito con la loro rottura o frammentazione. La mostra è organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, e dalla National Gallery of Art, Washington.