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Lavinia Rinaldi ph. Pasquale Paradiso

7 Aprile 2017

Pisa, un miracolo ad occhi aperti

Un itinerario unico, alla ricerca della marmorea bellezza della Toscana

Città antichissima, forse ligure, etrusca, romana o greca. La sua storia ci arriva con un passato pieno di vicende, personaggi: l’arte italiana non sarebbe la stessa se non fosse stata illuminata da Nicola e Giovanni Pisano, rinnovatori della scultura, l’uomo non avrebbe raggiunto la luna se Galileo non avesse scrutato le stelle.

Immagine emblematica di Pisa, trionfante attraverso i secoli, è Piazza dei Miracoli, così definita da D’Annunzio, interpretando l’emozione di chi la vede per la prima volta o di chi la rivede con lo stesso stupore. Torre, Cattedrale, Battistero quasi caduti dal cielo illuminano lo spazio verde, in un ordine sparso, rivelatore di magica prospettiva, dove luce, ombra, anni, secoli, dialogano con i monumenti.

Piazza dei Miracoli, con marmorei capolavori del romanico pisano, è una “clessidra cosmica”: il sole batte in precisi punti scandendo il ritmo di giorni, stagioni, sigillandosi nella storia e nell’arte della città. Icona d’Italia, la Torre pendente che sfida le leggi di gravità è il campanile del Duomo. Unica per valore artistico e per collocazione, sorge nel punto più in vista della piazza, vedetta, simbolo di orgoglio civico e religioso. Una lapide documenta l’inizio dei lavori: A.D. MCLXXIV. Campanile hoc fuit fondatum mense Augusti.

Costruzione lunga secoli per la sua progressiva inclinazione dovuta all’acqua nel terreno e conclusa nel 1372. In prospettiva, sorge la Cattedrale dedicata a Maria Assunta, capolavoro romanico con elementi classici, bizantini, lombardo-emiliani e islamici, prova della fioritura artistica dell’epoca e della cultura dell’architetto Buscheto, che nel 1064 presentò il disegno della “candida mole marmorea”. Consacrata nel 1118, nonostante il Diavolo che, dice la leggenda, osteggiasse la costruzione lasciando unghiate sulle fiancate. Contiene il pulpito di Giovanni Pisano, capolavoro gotico con scene della vita di Cristo. Uguale alla facciata del Duomo è il diametro del Battistero, il più grande d’Italia. Affidato, nel 1152, all’architetto Diotisalvi, opera marmorea a pianta circolare, ispirato al Santo Sepolcro di Gerusalemme, con fonte battesimale a immersione e il pulpito di Nicola Pisano che, con Giovanni ne concluse i lavori.

Come una quinta teatrale il Camposanto, è sfondo della piazza, tra le più antiche architetture funerarie cristiane. La terra su cui è costruito, mescolata a quella del Golgota, bagnata dal sangue di Cristo, fu portata dai Crociati. Sarcofagi romani, affreschi di grandi pittori medievali, ispirati alla Divina Commedia, rendono la visita vera esperienza emotiva. Pisa “dalle mille torri”, potente Repubblica Marinara, oltre a quella di Piazza dei Miracoli, ne ha altre, di cui due pendenti: quella della Chiesa di S. Nicola con pendenza del 2,5%, quella della Chiesa di S.Michele degli Scalzi col 5%. La più famosa però è la Torre della Fame simbolo dantesco del dramma del Conte Ugolino, che si affaccia su piazza dei Cavalieri.

Detta delle “Sette Vie”, nel Medioevo, era centro di potere economico. Ristrutturata da Vasari nel 1562 per Cosimo I dei Medici, fu sede dell’ordine dei Cavalieri di S.Stefano. Il Palazzo della Carovana dei Cavalieri, già Palazzo degli Anziani, oggi è sede della Scuola Normale Superiore, prestigiosa istituzione fondata da Napoleone.

L’Arno attraversa Pisa e, come a Firenze, sono detti Lungarni, le strade che lo costeggiano, costituendo una caratteristica della città. Sul Lungarno Pacinotti c’è Palazzo Reale, costruito nel 1583 da Bernardo Buontalenti come dimora di Francesco I. Tra gli ospiti importanti, ci fu Galileo di cui si conserva qui il telescopio. Sul Lungarno Gambacorti c’è Palazzo Blu, dal colore dell’intonaco trovato in fase di restauro, ricordo del “color dell’aria” dei palazzi di Sanpietroburgo, con cui fu dipinto nel 1773 quando fu sede del Collegio Imperiale Greco-Russo voluto dall’imperatrice Caterina II. Oggi è un museo con mostre temporanee come Viviani a Palazzo Blu, fino al 14 maggio 2017. Imperdibile è la piccola Chiesa della Spina, gioiello gotico, così detta perché vi si conservò, per un po’, una spina della corona di Gesù, portata dai Crociati nel 1333.
Nel cuore antico di Pisa, incontro eccezionale è quello con il murales dipinto da Keith Harring nel 1989: in 180 metri quadrati della parete del Convento di S.Antonio, raffigura il tema della pace incastrando, come puzzle, trenta figure nei colori dei palazzi pisani. Unica sua opera “permanente” realizzata poco prima di morire.  

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