Arte e Amore a Firenze

Arte e Amore a Firenze
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11Febbraio2019

Tutte le opere e le storie che risveglieranno i vostri sensi

Il nostro percorso di arte, amore e sensualità inizia agli Uffizi: La Venere di Urbino (conservata nella sala 28 di Tiziano e Sebastiano del Piombo) è un dipinto a olio su tela di Tiziano, databile al 1538. La dea di Tiziano è un il primo invito all’amore: fissa in modo deciso l'osservatore, noncurante della sua nudità, con una posa ambigua, a metà strada tra il pudore e l'invito. La forte cesura della parete scura alle spalle della Venere, che si interrompe a metà del dipinto, crea una decisa linea di forza che indirizza lo sguardo della spettatore proprio verso l'inguine, per risalire poi lungo il ventre e il petto, fino allo sguardo.

Nelle sale 10-14 della Galleria troviamo due capolavori di Botticelli: la Primavera e la Nascita di Venere, una doppia ode all’amore e alla bellezza.

L’amore viene mitologicamente divinizzato si ritrova nella Madonna di Filippo Lippi, in cui l’artista ritrae la sua amata, (La Madonna col Bambino e angeli detta Lippina, sala 8 del Secondo piano della Galleria) e nel il ritratto di Lucrezia Pucci Panciatichi di Bronzino (sala 64 Primo Piano della Galleria ) grande amore di Cosimo I° che però non sposò anteponendole la ragione di stato.

La Loggia dei Lanzi, accanto agli Uffizi, svela un monumento sublime alla sensualità: Il Ratto delle Sabine del Giambologna ( il calco è conservato alla Galleria dell’Accademia). 

Alla Galleria dell’Accademia, nella zona della Tribuna del David, troviamo la delicatezza di Dafne e Cloe di Ulisse Cambi, saggio di fine anno accademico eseguito a Roma, viene esposto nel 1834 a Firenze. Il soggetto mitologico deriva dagli "Amori pastorali di Dafni e Cloe", antico testo del greco Longo Sofista.

Sempre all’Accademia, la galleria dei Prigioni - che prende il nome da due figure in marmo di Michelangelo di superba sensualità – custodisce un altro inno all’amore, la Venere e il Cupido del Pontormo. Le due figure incarnerebbero la teoria rinascimentale dell'amore: l'amore terreno guidato dai sensi (Cupido), e l'amore celeste (Venere) rivolto al divino. 

Spostandosi infine in Oltrarno, scegliete per una sosta Piazza Santo Spirito per un ultimo omaggio all’amore. Si narra infatti che questa piazza sia stata il palcoscenico di una delle storie più romantiche della città, quella di Dianora de’ Bardi, figlia di una ricca famiglia benestante, e Ippolito Buontalenti. I Romeo e Giulietta fiorentini. I due si innamorarono, ma vissero il loro amore in modo clandestino, per la rivalità delle famiglie. La leggenda parla di baci rubati, arrampicamenti notturni, finestre aperte, arresti e quant'altro, fino alle giuste nozze. 

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