La cappelle più belle di Firenze

La cappelle più belle di Firenze
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20Marzo2017

Capolavori nascosti, affreschi straordinari che decorano alcune tra le più belle cappelle private di Firenze

A Firenze, ospitate nelle chiese, sono custodite importanti testimonianze del grande passato che rappresentano una peculiarità dell’arte toscana e fiorentina. Sono le cappelle private dei ricchi mercanti, banchieri e nobili fiorentini che commissionarono le loro decorazioni ai migliori artisti di quel tempo e grazie alle quali possiamo cogliere l’intreccio tra religiosità, potere, affari, cultura e arte.

Fra le numerose cappelle private di cui Firenze è ricca, peculiare è quella che fu definita dal Vasari la Scuola del Mondo: la Cappella Brancacci (1424-1428), dove hanno studiato lo stile rinascimentale numerosi artisti ed è esempio tra i più elevati di pittura di tutti i tempi.
Situata all’interno della chiesa di Santa Maria del Carmine, è frutto della collaborazione di Masaccio e Masolino da Panicale, ai quali deve aggiungersi anche la mano di Filippino Lippi.
Felice Brancacci, ricco mercante di seta e influente uomo politico del suo tempo, commissionò alla bottega di Masolino la decorazione ad affresco, con un ciclo sulla salvezza dell’uomo, dal peccato originale all’intervento di Pietro, protettore della sua famiglia. I lavori furono avviati nel 1424.
Il suo aiutante Masaccio prese la direzione dei lavori dopo la partenza di Masolino per l’Ungheria (1º settembre 1425). I lavori furono poi sospesi quando anche Masaccio partì per Roma. Gli affreschi furono completati solo cinquanta anni più tardi (1480) ad opera di Filippino Lippi.
Il ciclo dei dipinti, suddiviso in dodici scene, presenta immagini tra le più note nella storia dell’arte occidentale, tra questi: la Tentazione di Adamo ed Eva di Masolino, la Cacciata dal Paradiso terrestre di Masaccio (che segna il passaggio dall’arte gotica a quella rinascimentale), il pagamento del tributo di Masaccio, prima grande scena monumentale del Rinascimento e fonte d’ispirazione per artisti tra i quali lo stesso Michelangelo.

Nella chiesa di Santa Trinita è custodita, tra le altre, la cappella Sassetti decorata da Domenico Del Ghirlandaio con un importante ciclo di affreschi con le Storie di san Francesco d’Assisi (1482-1485). Considerato il capolavoro del Ghirlandaio, è tra le opere più significative dell’umanesimo, ricco di simboli e allusioni, nonché di preziosi spaccati sui personaggi e sul mondo dell’epoca. A commissionare i lavori fu Francesco Sassetti, ricco banchiere e uomo di fiducia della famiglia Medici.

Nellla basilica di Santa Maria Novella si trova la Cappella di Filippo Strozzi, decorata con affreschi di Filippino Lippi e sculture di Benedetto da Maiano.
Filippo Strozzi il vecchio commissionò la decorazione della cappella il 21 aprile 1487 a Filippino Lippi per 350 fiorini d’oro. La consegna dei lavori fu stabilita per la fine del 1488. Il committente morì però già nel 1491 senza vedere finiti i lavori (conclusi solo nel 1502) dopo un soggiorno romano dell’artista.

La permanenza a Roma è riscontrabile nella presenza di fastose architetture “archeologiche” nelle decorazioni della cappella, che presenta nella parete destra le Storie di San Filippo mentre in quella sinistra le Storie di San Giovanni Evangelista. Dietro l’altare è presente la tomba di Filippo Strozzi, scolpita da Benedetto da Maiano (1491-1495) che si presenta come un arcosolio, con una Madonna col Bambino entro un tondo sorretto da quattro angeli.  

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