La grande Caterina

La grande Caterina
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08Aprile2019

La donna di casa Medici divenuta regina di Francia. A 500 anni dalla nascita

“L’Italia offrì con la piccola Medici ricchi compensi alla Francia e all’Europa del XVI secolo di cui gli italiani sono stati educatori non solo nelle belle arti ma anche nella raffinatezza dei modi e dell’arte culinaria”(Jean Orieux). Fu proprio a Caterina che si deve un nuovo gusto nell’allestimento della tavola: impose le forchette già in uso a Firenze, i vetri di Murano, le ceramiche di Faenza. Fu ancora Caterina a introdurre a corte i piatti tipici toscani oggi famosi in tutto il mondo come specialità della cucina francese: la Salsacolla diventò la Besciamella, la Zuppa di cipolle la Soupe d’oignon, le Pezzole della nonna le Crepès , l’Anitra colla melangola la Canard a l’orange, i Crostini di fegato il Paté de fois. Con i cuochi fiorentini si trasforma l’antica cucina francese ancora medioevale, è a loro che risale quella moderna che continua a glorificarne le ricette. A lei inoltre si deve quasi sicuramente l’origine dei Macarons e del Profiteroles.

Lo storico francese Jean Orieux dedica tante pagine a Caterina riconoscendone il valore di grande donna del Rinascimento, come politica di spicco, ambasciatrice della cultura, della moda e dello stile italiano. Orfana di Lorenzo, duca di Urbino, appartenente alla stirpe del grande Cosimo I (nati peraltro nello stesso anno, 1519, a distanza di due mesi l’una dall’altro), educata dallo zio, Papa Clemente VII, le predissero che sarebbe stata Regina di Francia. Sul trono l’aspettava il bell’Enrico II di Valois, che la guardava con occhi fieri dalla miniatura consegnata al Papa dagli ambasciatori, per le nozze che portavano la famiglia dei mercanti fiorentini nel Gotha reale d’Europa risanando le vuote casse francesi.
Il castello diplomatico-politico stava per crollare il 22 ottobre 1533, quando Caterina, quattordicenne, priva di appeal, ma con un enorme dote, arrivò a Marsiglia, infagottata in un abito eccessivo, pur scelto da Isabella Gonzaga, la guru della moda del momento.

Per il deludente incontro con la sposa, il matrimonio quasi naufragò, ma vinse la ragion di stato. Caterina certa che il viaggio era di sola andata, portò con sé un po’ del proprio mondo. Nel suo lungo e tormentato regno, cercò di avvicinarsi alle regole francese, ma fu la Francia, per quella trascinante personalità di Caterina, che finì per italianizzarsi. Guardata con sospetto fin dall’arrivo, aprendo il corteo nunziale in sella a un puledro bianco, stupì per il lusso degli abiti e per le sfere che portava al collo, annusandole continuamente. Dentro, essenze create dal profumiere personale Renato Bianco, contro il nauseabondo odore della folla. Ribattezzato in Francia Renèe le Florentin, divenne l’idolo dell’aristocrazia, non adusa all’epoca all’acqua e sapone. A lui, si diceva, profumavano anche le mutande! Caterina portò la Francia nel mondo dei profumi e della moda. Insicura, per la sua bassa statura, vicino all’aitante sposo, si fece confezionare da fidi calzolai, scarpe dai tacchi di 10 cm, suscitando curiosità! Non avendo un vitino di vespa, inventò allora un corsetto per diminuirne la circonferenza. Caterina, unica a Corte, partecipava alle caccie, cavalcando all’amazzone, con le sue gonne svolazzanti. Per non mostrare piccanti intimità, indossava i caleçons, indumento maschile e tutte le dame la imitarono.

Ma il problema era il mancato erede. In 10 anni di spasmodica attesa, Caterina, “ispezionata” dagli archiatri, sorbiva, inutilmente pozioni di erbe e urina d’asina gravida, finché Jean Fernel, medico-stregone diagnosticò che il sovrano era “storto nella sua natura” (ipospadia) e il seme reale non arrivava al traguardo. Con acrobazie sotto le lenzuola e diete afrodisiache, Caterina partorì ben 9 figli. Salvata la dinastia, la Francia divenne una delle nazioni più raffinate d’Europa grazie alla regina italiana che con intelligenza, cultura e arte del saper vivere diede un’impronta di grandezza ed eleganza. Quest’anno ricorrono i 500 anni dalla nascita di Caterina e Cosimo I de’ Medici eccellenti rappresentanti della civiltà rinascimentale italiana e fiorentina che fecero cultura non per ornamento ma per passione e con intelligenza. Firenze li celebra con un calendario di importanti eventi. Un programma costantemente aggiornato sul sito 500cosimocaterina.it.  

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