Un museo a cielo aperto

Un museo a cielo aperto
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14Luglio2017
Teresa Favi ph. Pasquale Paradiso

Pietrasanta, un itinerario artistico alla ricerca della meraviglia

Incastonata tra le cave di marmo bianco di Carrara che ne fecero fin dal Quattrocento un riferimento per l’attività di grandi artisti del rinascimento da Brunelleschi a Donatello, e più tardi Michelangelo, Pietrasanta ha sviluppato una tradizione artistica e artigiana fatta di laboratori, fonderie d’arte, atelier e gallerie.

L’esistenza di questa filiera ha catalizzato numerosi artisti italiani e stranieri – Botero, Cascella, Folon, Mirò, Mitoraj, Moore sono solo i più noti - che l’hanno scelta come terra d’elezione. Questo ha significato anche la sedimentazione decennio dopo decennio, di un vero e proprio museo a cielo aperto, tanto da essere stata appena nominata Parco Internazionale della Scultura Contemporanea con un percorso ad hoc che consente ai visitatori di seguire le tracce degli artisti passeggiando per strada, in un museo a cielo aperto.

Questa originale proménade è chiamata ZTA, cioè zona a traffico artistico. Attualmente ci sono una settantina di opere open air che lo compongono: in piazza Matteotti, per esempio, c’è Il Guerriero di Botero, la Memoria di Pietrasanta di Cascella, L’adoratrice del Sole di Maria Gamundi, la cornice Peace Frame dell’americano Nall all’ingresso di via di Mezzo (cartolina perfetta per selfie e fotografie), la suggestiva Chiave del Sogno di Kan Yasuda è in piazza Stazione. Incapace di cullarsi sugli allori Pietrasanta si rinnova ogni estate allestendo mostre di prestigio all’aperto che aggiungono interesse alla già affascinante ZTA, a cominciare dallo straordinario set di piazza del Duomo fino al Chiostro e alla Chiesa di Sant’Agostino.

Quest’anno tocca all’artista danese Jorgen Haugen Sorensen con la grande personale dal titolo The Witness in agenda dal 17 giugno fino al 6 agosto
 

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