Una grande retrospettiva di Fritz Koenig al Giardino di Boboli

Una grande retrospettiva di Fritz Koenig al Giardino di Boboli
Articles
29Giugno2018

Fino al 7 ottobre 2018, nei magnifici spazi verdi del Giardino di Boboli e nelle sale degli Uffizi, in esposizione 160 opere di uno fra i più importanti scultori del XX secolo

Dal 21 giugno iI Giardino di Boboli e le sale degli Uffizi ospitano la grande mostra che celebra l'artista tedesco Fritz Koenig, a cura di Alexander Rudigier, Eike Schmidt e Stefanje Weinmayr.

L’esposizione presenta per la prima volta i lavori degli ultimi quarant'anni della vita dell'artista, ripercorrendo tutte le fasi creative della sua carriera.

Fritz König, uno dei maggiori scultori tedeschi del ‘900, scomparso nel febbraio 2017 all’età di 93 anni, ha sempre evitato le mostre, le fiere e il mercato dell’arte. Decise infatti di ritirarsi, con la moglie Maria, nella sua tenuta di Ganslberg, in Baviera, dedicandosi con passione anche ai suoi amati cavalli purosangue arabi dei quali diventò allevatore, ai suoi pavoni, alle galline, ai gatti, insomma alla sua “arca di Noè” come la chiamava, circondato dalla sua collezione di arte africana tra le più notevoli al mondo.

Quella fiorentina è quindi la prima grande retrospettiva che gli viene dedicata, e ripercorre dagli anni ’50 in poi, i temi principali della sua opera, spesso ispirata all’arte italiana e all’antichità. La solitudine, l’estasi della coppia, il cavallo, i movimenti delle masse, l’Olocausto sono queste le tematiche al centro della sua poetica. La mostra include disegni, modelli e sculture di piccolo e medio formato (agli Uffizi), tra cui i modelli per i monumenti sugli stermini di Mauthausen e altri non realizzati, e sculture monumentali in bronzo nel Giardino di Boboli.

Koening è noto soprattutto per la sua grande “Sfera Cariatide”, che, collocata nel 1971 ai piedi delle torri gemelle a Manhattan, è miracolosamente sopravvissuta al loro crollo nell’attentato dell’11 settembre 2001. L'opera restaurata, divenuta monumento alla memoria, si trova ora al Battery Park di New York.

Dal 21 giugno iI Giardino di Boboli e le sale degli Uffizi ospitano la grande mostra che celebra l'artista tedesco Fritz Koenig, a cura di Alexander Rudigier, Eike Schmidt e Stefanje Weinmayr.

L’esposizione presenta per la prima volta i lavori degli ultimi quarant'anni della vita dell'artista, ripercorrendo tutte le fasi creative della sua carriera.

Fritz König, uno dei maggiori scultori tedeschi del ‘900, scomparso nel febbraio 2017 all’età di 93 anni, ha sempre evitato le mostre, le fiere e il mercato dell’arte. Decise infatti di ritirarsi, con la moglie Maria, nella sua tenuta di Ganslberg, in Baviera, dedicandosi con passione anche ai suoi amati cavalli purosangue arabi dei quali diventò allevatore, ai suoi pavoni, alle galline, ai gatti, insomma alla sua “arca di Noè” come la chiamava, circondato dalla sua collezione di arte africana tra le più notevoli al mondo.

Quella fiorentina è quindi la prima grande retrospettiva che gli viene dedicata, e ripercorre dagli anni ’50 in poi, i temi principali della sua opera, spesso ispirata all’arte italiana e all’antichità. La solitudine, l’estasi della coppia, il cavallo, i movimenti delle masse, l’Olocausto sono queste le tematiche al centro della sua poetica. La mostra include disegni, modelli e sculture di piccolo e medio formato (agli Uffizi), tra cui i modelli per i monumenti sugli stermini di Mauthausen e altri non realizzati, e sculture monumentali in bronzo nel Giardino di Boboli.

Koening è noto soprattutto per la sua grande “Sfera Cariatide”, che, collocata nel 1971 ai piedi delle torri gemelle a Manhattan, è miracolosamente sopravvissuta al loro crollo nell’attentato dell’11 settembre 2001. L'opera restaurata, divenuta monumento alla memoria, si trova ora al Battery Park di New York.

Commenti