La dama di oggi

La dama di oggi
Interviews
18Giugno2011
Domenico Savini

Eleonora Gallerani

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Come tutte le grandi protagoniste dei ritratti di Leonardo, anche per la “dama con L’ermellino” il mistero dell‘identità resta il fascino più grande. Tradizione o realtà: Monna Lisa è Lisa Gherardini? La bella Ferronière è Lucrezia Crivelli? Ginevra de Benci è proprio lei?
E chi era in realtà la bellissima e raffinata gentildonna che tra le mani fini e aristocratiche stringe il simbolico animaletto? Il nome di Lucrezia Gallerani è da sempre stato il più probabile anche se si pensa che il greco “Galè” corrisponde a donnola , furetto; quindi sarebbe un riferimento al cognome della bella amata dal Duca di Milano Ludovico Sforza, detto il Moro, alla cui corte lavorava Leonardo. Il grande maestro ebbe senza dubbio l’incarico di ritrarre la favorita del Duca: la nobile Cecilia, era discendente da grande famiglia lombarda; il ritratto ebbe poi alterne vicissitudini fino ad arrivare alla sede attuale a Cracovia nel XVIII secolo. Eleonora Gallerani Caldesi Valeri Quinterio Brentano per citare il suo interminabile nome al completo, si può dire è la più prossima discendente di Cecilia. La famiglia Gallerani è originaria del nord Italia ed Eleonora, con la sua bellezza è presa da noi come erede dell’aristocratica lombarda ritratta in un dei quadri più famosi del mondo. Vive tra Bologna, città che condivide con il marito Nicola, figlio di una principessa del Balzo, e Firenze dove con la famiglia abita sul viale dei Colli a due passi dal Poggio Imperiale. Si occupa con i genitori e la sorella Luisa delle proprietà di famiglia, di quelle di Firenze, di Siena e delle Marche. Alla celebre antenata la legano come detto oltre al nome, la grande bellezza e il fiero piglio aristocratico.
Elenora , cosa significa oggi essere nobili ?
Significa cercare di essere al passo con i tempi; cercare soprattutto di dare il meglio nel campo del lavoro. In casa mi hanno sempre insegnato che la vera nobiltà è l’impegno, la costanza e la serietà nell’impiego quotidiano del tempo finalizzato ad una professione.
Il fatto di essere bella e nobile ti ha facilitato?
Non mi sento bella, voglio essere considerata per le mie doti intellettive, per la mia umanità ad esempio, per il mio impegno con i malati, che accompagno a Lourdes o a Loreto come volontaria; questo mi fa apparire veramente bella, bella dentro. Se poi il fatto di appartenere ad una famiglia conosciuta mi ha facilitata, forse si. L’educazione che mi hanno dato i miei genitori è stata fondamentale, l’educazione oggi è l’unica cosa che distingue le persone. 

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