Impressioni dagli States

Impressioni dagli States
Museums
09Gennaio2012
Mila Montagni

Palazzo Strozzi omaggia i pittori d’Oltreoceano raccontando un universo di contaminazioni culturali

3.12 Sargent, At Torre Galli, RAA.jpg

Abbigliate di un bianco luminoso di sete, pizzi e taffetas, donne dallo sguardo distante e quasi algido guardano Firenze attraverso i vetri molati di Palazzo Strozzi. Sono donne che conoscono bene la città o ne hanno sentito parlare dai loro conterranei dall’inglese stentoreo proprio degli americani della Grande Frontiera, che nei giardini delle ville che si affacciano sul nastro d’argento dell’Arno hanno soggiornato e lavorato per anni, ma anche solo qualche settimana o a volte mesi. Sono donne ritratte da alcuni dei più affascinanti (e forse meno noti al grande pubblico) pittori di scuola impressionista statunitense, donne che raccontano di un’America distante e combattiva, diversa dalla quieta Europa ancora rarefatta negli ultimi fuochi dell’Ancien Régime. E sembrano proprio le donne, coi loro volti tra il severo e il ludico, a disegnare un percorso sottile ma saldo lungo le sale di Palazzo Strozzi che omaggia il quinto centenario della morte di Amerigo Vespucci con la mostra dedicata appunto agli “Americani a Firenze. Sargent e gli impressionisti del Nuovo Mondo”.
Al cuore della narrazione pittorica - curata da Francesca Bardazzi e Carlo Sisi - una storia di iconografie di varia natura, sospese tra gli ultimi decenni del XIX secolo e i primi del XX, con il cuore pulsante di Firenze e della sua colonia d’anglofoni (e non soltanto) di strepitosa cultura ed eleganza a scandirne il ritmo segreto e costante. Sarà dunque possibile ammirare opere di quei pittori statunitensi che scelsero il verbo impressionista tra i propri modi d’espressione e l’Italia, ma soprattutto le dolci rive dell’Arno, come loro dimora d’arte. Così, con l’elegantissimo e appassionato Singer Sargent ci saranno tele di Mary Cassatt e James Abbott McNeill Whistler e poi di Winslow Homer, William Morris Hunt, John La Farge, Thomas Eakins, ma anche di pittori conosciuti come i “Ten American Painters”, ovvero William Merrit Chase, John Henry Twachman, Frederick Childe Hassam, oltre ai “Duveneck boys”, con Elisabeth Boott e il pittore Joseph Rodefer De Camp.
 

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