Capitale del vino

Capitale del vino
Reportage
14Marzo2012
Teresa Favi

Divino Tuscany. I blasoni del vino toscano, la regia di James Suckling, lo zampino di Sting

MOGGI-6347

“Il mondo deve tornare a Firenze per celebrare i migliori vini toscani, il cibo, l’intrattenimento, l’arte, la cultura e la storia. Non c’è nessun posto al mondo come Firenze”. Parola di James Suckling (per venti anni alla guida della redazione europea di Wine Spectator e uno dei più influenti e celebri critici enologici al mondo), mantenuta per filo e per segno con Divino Tuscany manifestazione che ha combinato - in un pirotecnico alternarsi di eventi dal 2 al 5 giugno - vino, alta cucina, cultura, storia e life style, coinvolgendo tra i fondatori le più grandi dinastie del vino toscano (Barone Ricasoli, Marchesi Antinori, Castello Banfi, Marchesi Frescobaldi, Marchesi Mazzei, Petrolo, Il Borro, Principe Corsini). L’inaugurazione è stata affidata a uno Stradivari del 1713 suonato dal violinista Joshua Bell alla Pergola. A fare gli onori di casa, i protagonisti della tradizione dei vini toscani che hanno aperto le loro dimore raramente accessibili e presentato i loro gioelli di famiglia: vini che fanno sognare il mondo. E poi, nelle sale del Four Seasons Hotel Firenze, alcuni winemaker e i proprietari di 53 aziende vitivinicole selezionate dallo stesso Suckling hanno dato vita al Grand Tasting, dedicato alle annate millesimate e a quelle più recenti dei loro vini blasonati. Una cena di Gala esclusiva a Palazzo Corsini sulle rive dell’Arno firmata Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde che per quella sera hanno addirittura chiuso la loro pluristellata Enoteca Pinchiorri. Il finale non poteva essere da meno, con un attesissimo ‘dejeuner’ della domenica in campagna, ma che campagna! Al Palagio, ospiti di Sting e Trudy Styler: perfetto British style, e ospiti Vip stesi all’ombra degli alberi fra girasoli e lavanda.
 

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