Ruffino, scrigno Folonari

Ruffino, scrigno Folonari
Reportage
08Gennaio2007
Gianni Mercatali

Gli antichi tenimenti di una famiglia fiore all’occhiello dell’enologia

 alcuni vini dei Tenimenti Ruffino 2

Per i consumatori americani Chianti vuol dire Ruffino: una recente ricerca Nielsen ha rilevato che il Riserva Ducale da solo rappresenta oltre il 15% del valore della categoria Chianti e Chianti Classico su questo mercato.
Ruffino, però, non è soltanto Chianti. La struttura produttiva messa a punto dalla Famiglia Folonari che ha rilevato l’azienda nel 1913, è orientata alla diversificazione e alla proposta di prodotti vincenti nelle varie tipologie come il Romitorio di Santedame che ha ottenuto il punteggio di 94/100 su Wine Spectator e i ‘3 bicchieri’ del Gambero Rosso.
Significativi investimenti nei vigneti e nelle cantine, ricerca e sperimentazione sono gli elementi con i quali la famiglia Folonari dimostra la sua creatività provando che tradizione e innovazione possono, e devono, incontrarsi nel vino.
‘La nostra filosofia produttiva - dice Luigi Folonari, ad di Ruffino - ha sempre rispecchiato quei concetti fondamentali che sono la conoscenza del territorio, il rispetto per le grandi tradizioni vinicole toscane, la passione per i vitigni autoctoni e non solo’.
Oggi in Toscana i Tenimenti Ruffino sono 7 oltre a nove poderi per un totale di oltre 1500 ettari di cui 650 coltivati a vigneto.
La fattoria più vicina a Firenze, a pochi chilometri dal centro storico, è la Tenuta di Poggio Casciano, le cui origini risalgono all’XI secolo. Vi soggiornarono famiglie nobili della zona come i Soderini, di cui Paolo Antonio fu cugino di Lorenzo il Magnifico. Su un poggio, circondata dai vigneti, spicca la villa padronale del XIV secolo che tutt’oggi conserva lo stile inconfondibile del tempo in cui fu costruita ed è la residenza di Paolo Folonari, mentre un’ala della villa è adibita a luogo di accoglienza di charme per gli ospiti. Poggio Casciano, con i suoi 222 ettari, è una delle più estese tenute di Ruffino, mentre i vigneti coprono una superficie di 62 ettari. Comprendono diverse colline, con esposizioni e altitudini diverse, e riuniscono un’incredibile varietà di microclimi.
Questa caratteristica ha permesso di coltivare vitigni differenti, come il Sangiovese, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Sirah, e il Pinot Nero. 

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