Alla scoperta di Santa Croce

Alla scoperta di Santa Croce
Firenze
18Aprile2013
Nicky Swallow photo Alessandro Moggi

Uno dei simboli di Firenze nel mondo

Alto sul muro della parte nord-ovest di piazza Santa Croce si possono vedere due targhe poste una sopra l’altra. Quella più bassa, lunga e stretta segna il livello che raggiunsero le torbide acque dell’Arno, ingrossato dalla pioggia, il 13 settembre 1557. La targa più piccola testimonia che il 4 novembre 1966 il fiume salì ancora più in alto. Questa è infatti la parte più bassa di Firenze ed è quella che più ha subito le molte alluvioni che hanno invaso la città nei secoli.

Piazza Santa Croce si trova appunto al centro del quartiere di Santa Croce, il più grande dei quartieri medievali di Firenze che parte dalla piazza fino ai viali sempre intasati dal traffico. Da secoli la piazza è stata un punto di ritrovo, di accoglienza e intrattenimento; è stata scelta come sede per tornei, feste e spettacoli pubblici sin dal XIV secolo, e ancora oggi ospita le partite del calcio storico fiorentino, il mercato stagionale e altri eventi.

Oltre ad essere il quartiere più vicino al fiume Arno, era anche uno dei piu poveri, un’area paludosa che agli inizi del XIII secolo era fuori delle mura. Nomi di vie come via delle Conce (anticamente via Pelacani) e via dei Conciatori sono il ricordo di un quartiere putrido e malsano occupato dai conciatori e dai tintori che usavano sostanze pericolose e velenose per il loro lavoro e che gettavano le acque sporche nelle strade. Ai giorni nostri il quartiere è un industrioso melange di cultura, edonismo e intensa attività lavorativa.

Monumenti di grande importanza come il Museo del Bargello e la stessa chiesa di Santa Croce si trovano a pochi metri da monumenti meno conosciuti come il Museo Horne, Casa Buonaroti e la Badia Fiorentina. I tanti turisti sono attratti dai negozi di pelletteria, ma si trovare anche negozi di artigiani, boutiques e laboratori di restauro. Per gli appassionati del food la scelta spazia da ristoranti consigliati dalla guida Michelin a locali che vendono kebab, da banchini ambulanti che vendono trippa a molte ottime trattorie e osterie in mezzo ad alcuni bar e club esclusivi, meta di chi ama uscire di notte.

Tra gli edifici che si affacciano su piazza Santa Croce, quello che più si distingue è il palazzo dell’Antella del tardo XVI secolo. Circa dodici artisti impiegarono solo venti giorni per dipingere l’inconfondibile facciata policroma. In mezzo agli sporti sulla parte sinistra si può vedere una piccola placca rotonda di fronte ad un altro disco di ceramica sul lato opposto della piazza, sopra il numero civico 7. Questi due segni indicano la metà campo usato per il calcio storico nei primi anni. In cima alla piazza si trova la grande chiesa francescana di Santa Croce, collezione di opere d’arte, in passato scelta come luogo di sepoltura di illustri personaggi fiorentini.

Pittori del calibro di Giotto, Taddeo, Agnolo Gaddi e Giovanni da Milano decorarono le cappelle laterali, mentre il Vasari, il Canova, Donatello, Mino da Fiesole e Michelozzo fornirono le sculture. a fianco della chiesa si trova la Cappella dei Pazzi, uno dei lavori piu famosi del Brunelleschi.
Non bisogna andare lontano per sfuggire alle folle di turisti che occupano la piazza durante questo periodo dell anno. Sulla parte nord della piazza c’è un groviglio di viuzze molto caratteristiche costeggiate da case dove si trovano dipinti, tabernacoli e giardini nascosti.

Lungo la parte est della chiesa si trova Via dei Malcontenti, così chiamata perchè i prigionieri passavano di qui mentre andavano alla forca pubblica situata nell’odierna viale Piave. All’incrocio tra via delle Conce e via Ghibellina c è il giardino all’italiana Vivarelli Colonna, un’oasi silenziosa e ombrosa. A ovest si trova via de’ Macci, una lunga via con negozzi interessanti e laboratori, che porta direttamente al mercato di Sant’Ambrogio, vivo microcosmo della vita fiorentina all’interno del quartiere. Al numero nove c’è l’ex convento di San Francesco, fondato nel 1335 dalla famiglia dei Macci come un rifugio per ragazze madri o ragazze abusate: le malmaritate.

Oggi è la casa laboratorio della famiglia Lastrucci che accoglie i visitatori con mosaici e intarsi. Via delle Pinzochere è chiamata così in ricordo dell’omonima porta, ora murata, sul muro nord della chiesa di Santa Croce; era da qui che entravano i preti francesi “pinzochere” quando andavano a pulire la chiesa. Una targa in via Verrazzano n 2 dice che il grande esploratore e navigatore Giovanni da Verrazzano è nato lì, mentre sul muro di via del Fico (a sud) c’è un’altra targa, datata 22 gennaio 1714, che dichiara che la prostituzione era proibita nella strada.

Sulla parte ovest di piazza Santa Croce, gli edifici sono molto piu imponenti. Via Torta segue la forma dell’anfiteatro romano, vasto edificio costruito tra il secondo e il terzo secolo d.c. che poteva ospitare 15000 spettatori. Incorporata nella Firenze medievale, la forma ellittica è facilmente visibile tutt’oggi mentre si segue la strada curva che incrocia con via dell’Anguillara e diventa via dei Bentaccordi, sul muro sinistro c’è una targa che segna la casa giovanile di Michelangelo. Questo quartiere era la roccasalda della ricca e potente famiglia dei Peruzzi, mercanti bancari i cui possedimenti comprendevano numerosi palazzi dell’area e la cui cappella è stata decorata da Giotto stesso.

La loro residenza principale fu costruita sulle rovine dell’anfiteatro nel tardo XIII secolo e occupava un intero isolato tra borgo dei Greci e piazza Peruzzi, dove il loro stemma che ha come effigie sei pere, è molto evidente. Una camminata di 5 minuti a nord ci porta in piazza san Piero Maggiore, un angolo pittoresco della città conosciuto dai residenti come San Pierino. Con il suo triplo portico, tutto ciò che rimane di San Piero Maggiore con le sue caratteristiche case medievali, come la splendida torre Donati del XII secolo, e una manciata di banchi di mercato, potrebbe sembrare il set di un film. 

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