Santa Maria Novella

Santa Maria Novella
Firenze
15Marzo2013
Nicky Swallow photo Luca Moggi

Là dove il profumo di Firenze è più intenso

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Il quartiere, che occupa una notevole porzione dell’area nordoccidentale di Firenze, prende il nome dalla più importante chiesa gotica della Toscana ed è una zona di estremi contrasti dove, entro le stesse poche centinaia di metri, si trova la sciccosissima Via Tornabuoni, la rustica, etnica Via Palazzuolo e la trasandata zona della stazione che si sviluppa intorno al famoso edificio modernista degli anni trenta di Giovanni Michelucci.

Il posto migliore da cui partire per un giro del quartiere è all’incrocio tra Via Tornabuoni, Via Strozzi, Via della Vigna Nuova e Via della Spada, vicino al punto in cui un tempo sorgeva la porta occidentale d’ingresso alla Fiorenza dell’epoca romana.  

Lo status attribuito a via de' Tornabuoni non è cosa recente ; nel quattrocento, quando Firenze era il centro della finanza europea, l’emergente elite commerciale scelse Via Tornabuoni e dintorni per costruirvi gli imponenti palazzi in cui viveva sontuosamente, sopra il quartiere generale degli affari. 

Il più grandioso edificio di tutti sorge al centro della strada, una costruzione monolitica che fu l’ultimo – e si potrebbe dire il più bello-dei grandi palazzi rinascimentali privati. Palazzo Strozzi fu commissionato nel 1489 per il magnate Filippo Strozzi, ma fu lasciato con un cornicione incompleto dopo la morte di Strozzi nel 1491; se vi fermate in Piazza Strozzi e guardate in alto, vedrete che il cornicione è completo mentre la parte in direzione di Via Tornabuoni è molto più stretta. Oggi il palazzo, costruito intorno a un magnifico cortile, ospitavla dinamica nuova Fondazione Strozzi, un centro culturale che ha promosso alcune tra le più interessanti e innovative mostre fiorentine degli ultimi decenni.

A pochi metri in direzione nord, si trova il suggestivo Procacci, purtroppo l’ultimo angolo rimasto della VecchiavFirenze in questa strada, dove un panino al tartufo con un bicchiere del prosecco della casa è un classico dell’aperitivo fiorentino. Dall’altro lato della strada si trova la vecchia Profumeria Inglese (ora occupata dalle scarpe Hogan) con le sue insegne in pietra che ricordano che là sorgeva la “English and American Chemist, established 1843”, un richiamo agli anni d’oro della comunità anglo-fiorentina.

Proseguendo verso l’estremità meridionale di Via Tornabuoni (notate la targa sopra Gucci che indica che George Eliot soggiornò lì nel 1880), si raggiunge Piazza Santa Trinita, il punto di convergenza di tre strade romane. L’edificio più imponente è Palazzo Spini-Feroni, merlato e a superficie curva, il quartier generale dell’impero Ferragamo.

Via della Vigna, un’altra elegante via dello shopping, sorge laddove c’era un grande frutteto. A circa metà strada, sulla destra, troviamo l’ampia facciata di Palazzo Rucellai delicatamente incisa e costruita fra il 1446 e il 1451 circa. Essa nacque come la residenza fiorentina di Giovanni Rucellai che, oltre ad essere uno dei più rispettati intellettuali del Rinascimento fiorentino, fu anche uno dei più ricchi uomini d’affari
europei.

La stretta via dei Palchetti, che si trova sulla destra, abbraccia la parte posteriore del palazzo e conduce alla chiesa sconsacrata di San Pancrazio e al museo Marino Marini, dedicato alle opere di uno dei più famosi scultori italiani moderni. La chiesa, con il suo imponente porticato e due antichi leoni di pietra a guardia, è una delle più antiche della città e si affaccia posteriormente sulla vivace via della Spada, i cui negozi, bar e ristoranti di quartiere creano un forte contrasto con la strada dello shopping per eccellenza che è a un tiro di schioppo. 

Al numero 18 troviamo uno dei gioielli della Firenze nascosta, la piccola cappella Rucellai, che ospita il pregevole tempietto del Santo Sepolcro che fu eretto nel 1467 da Alberti come monumento funebre a Giovanni Rucellai.

A sinistra, Via delle Belle Donne (così chiamata perché un tempo affollata di case d’appuntamento), conduce oltre la croce del Trebbio dove un colonna di pietra del XIV secolo, sormontata da un tabernacolo ligneo, segna il punto in cui un gruppo di eretici venne massacrato nel 1244.

Da qui, svoltando a sinistra, Via del Moro ci conduce al fiume Arno. Insieme con Via dei Fossi, questo è il fulcro di una zona nota per il suo interessante mix di antiquari, gallerie d’arte e negozi artigiani dove si possono comprare da riproduzioni a grandezza naturale della Medusa di Benvenuto Cellini a stampe fotografiche contemporanee. La parte finale di Via delle Belle Donne conduce direttamente nella bella e recentemente restaurata Piazza Santa Maria Novella.

Oggi la piazza è fiancheggiata da alberghi raffinati, ma nel 1700 ospitava corse di carrozze e i due obelischi poggiati sulle tartarughe di bronzo del Giambologna segnavano il punto in cui svoltare. La costruzione della grande chiesa domenicana di Santa Maria Novella iniziò nel 1246 e venne completata nella metà del XIV secolo;la magnifica facciata di marmo bianco e nero con le sue particolari decorazioni geometriche che rappresentano l’emblema dei Rucellai di una vela al vento è opera dell’Alberti.

Il vasto e grandioso interno è un vero scrigno d’arte che include affreschi del Ghirlandaio, Filippino Lippi e Andrea Orcagna, il grande crocifisso di Giotto e la famosa divina Trinità del Masaccio. La loggia ad archi di San Paolo, una copia
del tardo quattrocento dello Spedale degli Innocenti del Brunelleschi, abbellisce la parte sud della piazza e oggi ospita il museo di storia della fotografia, un must per gli appassionati di storia della fotografia. 

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