Le segrete oasi verdi di Firenze

Le segrete oasi verdi di Firenze
Firenze
04Aprile2016

Gli scorci naturali più suggestivi della città

Apparentemente Firenze sembra una giungla di pietra con pochi spazi verdi lungo la camminata che conduce da un monumento o un museo all’altro. Tuttavia, basta guardare oltre le severe facciate rinascimentali e le piazze assolate per scoprire che l’apparenza inganna; la città è ricca di giardini nascosti dietro a impenetrabili cancellate di ferro e muri inaccessibili.

I giardini di Boboli sono giustamente famosi, ma bisogna essere bene informati per accedere agli spazi verdi meno conosciuti e più lussureggianti della città.

Non ancora scoperto dai turisti e finalmente aperto al pubblico dopo cinque anni di restauro, il parco pubblico Bardini offre una delle migliori occasioni per fare delle belle fotografie. Questa oasi verde si trova Oltrarno su un erto colle incuneato tra piazzale Michelangelo e Boboli; la vista della città dalla terrazza sul tetto della villa è magnifica. Il giardino era inizialmente un frutteto, poi, nel corso degli anni è stato modificato e ingrandito. Oggi conserva la sua struttura quattrocentesca a terrazze con vialetti dove spiccano iris, rose, glicini, ortensie, magnifiche azalee giganti, alberi da frutto, punteggiati di statue e fontane. In cima si trova un lecceto e il “Canale del Dragone”, un gioco d’acqua in stile cinese.

Un giardino completamente diverso si trova a vicino a piazza San Marco. Di proprietà dell’ Università di Firenze, il Giardino dei Semplici conserva la sua struttura originale progettata dal Tribolo per Cosimo I dei Medici nel 1545-46. E’ uno dei tre più antichi giardini botanici del mondo, un toccasana per i piedi affaticati da lunghe soste nei musei. Si può ammirare una collezione di rare piante ed erbe medicinali, alberi e specie vegetali esotiche e tropicali provenienti da tutto il mondo conservate in maestose serre ottocentesche.

Superando ancora l’Arno, vicino a Porta Romana, il Giardino Torrigiani si estende per sei ettari ed è la più grande area verde entro le mura cittadine. Fa parte della proprietà Torrigiani: venne realizzato nel sedicesimo secolo quando era rinomato per la coltivazione di piante rare. Successivamente fu diviso tra i due rami della famiglia, fu ingrandito all’inizio dell’800 e trasformato in un giardino all’inglese, molto in voga in quegli anni. E’ un armonioso esempio di architettura neogotica (inclusi una magnifica torre ottagonale, un “rudere” e un piccolo hermitage) con sculture e sentieri che si snodano lungo prati all’inglese e fitti boschetti.

Se poi le ondate dei turisti diventano troppo opprimenti, vi consigliamo di lasciare la città e recarsi sulla collina di Settignano a visitare Villa Gamberaia. La tenuta ospita uno dei più famosi giardini toscani, un progetto barocco immerso tra gli uliveti e il canto degli uccelli con vista sulla valle dell’Arno e Firenze. La parte più famosa del giardino, affascinante nella sua simmetria, è quella completa di stagno con ninfee, siepi ornamentali di bosso e fontana centrale. Ci sono, tuttavia, anche molti altri angoli deliziosi: il romantico “gabinetto rustico” con le sue grotte artificiali ricoperte di ciottoli e conchiglie, il ninfeo grondante di licheni e muschio e la limonaia dove innumerevoli piante d’agrumi, in splendidi vasi di terracotta, profumano l’aria con i loro boccioli.  

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