Un tram chiamato desiderio

Un tram chiamato desiderio
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11Febbraio2019
ph. Lorenzo Cotrozzi

Linea 2, l’Aeroporto di Firenze e il centro non sono mai stati così vicini

Un nuovo modo di muoversi dal centro all’Aeroporto di Amerigo Vespucci e vivere Firenze, in una manciata di minuti dall’atterraggio. Circa 22 minuti per l’esattezza, ovvero il tempo che impiega la nuova linea 2 della tramvia, inaugurata l’11 febbraio 2019, per andare dalla Stazione di Santa Maria Novella all’Aeroporto e viceversa. Un servizio che rivoluziona completamente i flussi di coloro che, per piacere o per lavoro, partono o rientrano in città con l’aereo. Undici le fermate che separano i due capolinea (in direzione Aeroporto: Alamanni-Stazione, Rosselli, Belfiore, Stazione A.V., Corsica, Circondaria, Forlanini, Regione, Baracchini, Montegrappa, Guidoni), dai quali dal lunedì al sabato la tramvia parte all’incirca ogni 4 minuti nella fascia di punta (domenica e festivi orario ridotto). Anche qui, sui binari, il profilo moderno ed essenziale del modello Sirio, già diventato elemento iconico di Firenze.

Ma la tramvia non è solo un mezzo trasporto comodo e rispettoso dell’ambiente, soprattutto per la città che nel 1879 ha visto entrare in funzione la prima tramvia elettrica d’Italia, che allora collegava Firenze con Fiesole.
Esattamente come un corpo umano, una città non può vivere senza arterie, vie di comunicazione che ne mettono in relazione gli spazi vitali. Canali sociali che ne raccontano le trasformazioni cambiandone il volto e le abitudini di coloro che la vivono, e dando nuova linfa a luoghi, talvolta poco conosciuti, che diventano più accessibili e così più frequentati.

Lo si è visto con la linea T1 che dal febbraio del 2010 partendo dalla Stazione di Santa Maria Novella arriva fino a Villa Costanza, passando per l’Isolotto e Scandicci e che dall’estate del 2018 procede anche in direzione opposta, fino all’Ospedale di Careggi.
È grazie a questi nuovi percorsi che è possibile raggiungere alcuni punti nevralgici della cultura fiorentina, dai più conosciuti, come il Teatro del Maggio Musicale, la Stazione Leopolda, la Fortezza da Basso e il Museo Stibbert, ai più segreti, ma ricchi di fascino, come Villa Carducci Pandolfini, vicino alla fermata Arcipressi, il Castello degli Acciaioli, con il suo bellissimo parco, oppure, per gli amanti dell’architettura contemporanea, il Centro Roger, a Scandicci, entrambi comodamente visitabili scendendo alla fermata Resistenza. Il tutto ammirando lungo il tragitto suggestivi scorci sulla città, come quello che si può vede passando sopra il ponte che unisce piazza Paolo Uccello con viale Stendhal, un intervento ingegneristico di notevole valore, realizzato appositamente per il nuovo sistema tranviario, dal quale con un colpo d’occhio si catturano i lungarni fino a Ponte Vecchio e Palazzo Vecchio. Così come accade con la linea 2, che passa ad esempio dal Palazzo di Giustizia, a Novoli, opera mastodontica dell’architetto Leonardo Ricci, allievo del grande Giovanni Michelucci.

Per l’estate del 2019 è previsto l’inizio dei lavori della Variante Alternativa Centro Storico (VACS) che dalla Fortezza arriverà a piazza San Marco, nel 2020 sono in programma i lavori dedicati al primo tratto della linea 4 che collegherà la Stazione Leopolda alle Piagge, mentre sono in fase progettuale il lotto successivo della linea 4, che unirà la Piagge a Campi Bisenzio, il prolungamento della linea 2, dall’aeroporto a Sesto Fiorentino, e la linea 3.2, ovvero il prolungamento da piazza della Libertà verso Bagno a Ripoli. 

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