Una giornata molto speciale al Castello di Ama

Una giornata molto speciale al Castello di Ama
Tuscany
22Aprile2013
ph. Alessandro Moggi

Tra arte, vino e un pranzo davvero unico

Sono le dieci di mattina e la strada che si inerpica al borgo di Ama è luminosa e vibrante. Sarà la primavera, o il sole dopo tanta pioggia ma l’aria è così fresca e leggera che il respiro sembra dissetarti.

Ne è valso la pena alzarsi presto, prendere la macchina da Siena per correre qui, in questo borgo etrusco sul quale - da lontano - la stella di Kendell Geers sembra una astronave arrivata dal futuro. Parcheggiamo di fronte agli uffici e entriamo nel silenzio delle strade strette, delle ville, delle case, dei cortili e delle opere del borgo. La visita parte dall’enoteca e si chiuderà qui con un calice di ottimo chianti in mano.

Ad aspettarci Sigrid, che parla di vino e arte in quattro lingue con la medesima grazia e infinito garbo. Mentre ci incamminiamo verso la nuova cantina si sofferma nella stradina sterrata che costeggia il vigneto dell’Apparita e ci racconta una storia fantastica: di un borgo costruito dagli etruschi e amato dai romani. Di 4 soci che negli anni ’70 comprano il borgo per passarci le vacanze, e poi si appassionano al vino e comprano altri terreni per iniziare a produrre in Toscana. Della figlia adolescente di uno dei soci, Lorenza, che appena arriva decide che passerà qui tutta la vita e di un giovane enologo, Marco, che qualche anno dopo e i numerosi stages in Francia rende il vino di questo borgo il miglior Chianti Classico sul mercato e dà lustro a una denominazione ingiustamente poco considerata.

Che i due si siano innamorati e abbiano messo qui le radici, creando un luogo unico al mondo dove il vino incontra l’arte migliore, è il proseguo della storia che Sigrid ci racconta ancora con immutata grazia e delicatezza. Arrivati in cantina inizia il vero viaggio: 9 vini tra Chianti Classico, Crù, Igt, uno Chardonnay, un Rosato, un rosso leggero; il Vinsanto, l’olio. Sigrid parla di barrique e vinificazione con cognizione tecnica e il fascino di chi sa che deve regalare leggerezza. Arriva in cantina la prima opera: Chen Zhen, i suoi cuori in vetro. A questo punto è un inebriante crescendo di vino – via via che arriviamo alle fasi più delicate di vinificazione - e arte.

Dopo Chen Zhen, passiamo dalla cappella di Kapoor e, uscendo, ci sorprendono le macchie di colore di Tayou. Arriviamo ai muri di Garaicoa, al cannocchiale dei Kabacov e alla fontana della Iglesias. Ci soffermiamo di fronte al celebre muro di Buren e entriamo in una parte della villa per goderci gli allegri segni di Solakov.
Di nuovo fuori, nella cantina vecchia dove ci aspettano i capolavori di Pistoletto, L’albero di Ama, di Louise Bourgeois, di Geers… Usciamo, ci troviamo in prossimità dell’enoteca. Ci aspetta la degustazione: 4 vini e l’olio. Adesso i nostri sensi sono tutti all’erta: olfatto in questa campagna splendida, vista, con gli occhi pieni di meraviglia per una collezione in perfetta armonia con il luogo. E adesso il gusto. La visita e la degustazione costano 35 euro a persona.

Da quest’anno, con lo stesso percorso della richiesta per la visita, una mail a info@castellodiama.com, si può prenotare un pranzo nel borgo. Ça va san dire…

Domenica 5 maggio dalle 17 alle 20 all’Erboristeria Inglese sarà possibile incontrare Lorenza e Marco Pallanti. L’occasione sarà la presentazione delle loro candele come esperienza legata al loro progetto di arte contemporanea e al territorio. Una piccola degustazione di Haiku sarà un pretesto per brindare a questo piacevole incontro.


 

"Sarà perché in certi giorni, tornando a casa in città, vorremmo non essere abbandonati da quel particolare profumo gustato poche ore prima ad Ama…
Queste candele sono perciò il frutto di una passione per raccontare
la bellezza di un giro nei vigneti al sopraggiungere della Primavera, oppure
del rubare l’alito a un camino in Inverno oppure, ancora, dell’emozione provata passeggiando tra i galestri in una calda sera d’Estate".

Lorenza Pallanti

Commenti