Adieu mon cliché

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World
15Giugno2010
Alessandra Lucarelli

I mille volti di Istanbul

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La sua sospensione ideale tra Oriente e Occidente è un concetto superato. E qui lo sanno da tempo. Siamo a Istanbul, la metropoli sul Bosforo, città di oltre 15 milioni di abitanti emblema della più affascinante stratificazione culturale e artistica. Una storia ricca di importanza e di tradizione alle spalle - che la vede alle origini città greca dal nome Bisanzio, poi capitale dell’Impero Romano d’Oriente col nome di Costantinopoli
e infine capitale dell’Impero Ottomano da cui eredita il nome attuale - che si coniuga in modo armonico alla contemporaneità delle metropoli più avant-garde di oggi.
Nominata una delle capitali della cultura europea 2010, Istanbul vanta un programma di eventi, mostre, festival, concerti ricchissimo per tutto l’anno che va solo ad aggiungersi alla già stimolante vita quotidiana. Tanti i lavori di restyling progettati quest’anno, come le decine di monumenti restaurati del quartiere storico di Sultanahmet, dove sorgono le più famose attrazioni della città: Hagia Sophia (o Basilica di Santa Sofia, oggi museo, la sua cupola gigantesca
apice dell’architettura bizantina è uno dei simboli della città), la Moschea Blu, La Cisterna Basilica e il Palazzo Topkaki. Insieme al Grand Bazaar, il più grande mercato coperto della città dove si trovano, tra gli oltre 4.000 negozi, i tessuti e tappeti turchi più preziosi. In molti si ricorderanno, se non altro grazie ai numerosi libri e film, la facciata suggestiva della Stazione Haydarpasa che segnava un tempo la destinazione di arrivo del celebre Orient Express. E sicuramente in molti vorrebbero provare i famosissimi hamam o trascorrere almeno una notte al Ciragan Palace, l’hotel ricavato dalla dimora del Sultano considerato il più bello - e costoso - della Turchia. Ma andiamo con ordine. Chi desidera trascorrere un week-end nella capitale turca, deve segnarsi i nomi di Bebek, il quartiere chic che vanta numerosi caffè e ristorantini di pesce degni di nota (come il Lucca e The House Café). Nisantasi è invece la zona ideale per lo shopping, dove sorge Beymen, una delle boutique multimarca più interessanti della città. Da non perdere una cena da Beymen Brasserie o al Borsa Restaurant. Altro quartiere interessante è Beyoglu: snobbato e trascurato un tempo, oggi si rivela
una delle zone più vive e in continua evoluzione. A partire da piazza Taksim in giù
e non solo su Istiklal Caddesi - una delle strade più famose - ma anche nelle vie parallele, come Asmali Mescid, dove si trovano numerosi negozi e gallerie d’arte. E’ a Beyoglu che sorgono il Consolato Italiano e l’Istituto Italiano di Cultura. E lo Hayal Kahvesi, uno dei locali più interessanti della nightlife turca, insieme a Simdi cafe e Otto. Un’atmosfera diversa quella che si respira a Levent, quartiere disegnato da grattacieli altissimi e centri commerciali futuristici come il Kanyon. Istinye park centro commerciale di grandi marchi ed eleganti café e ristoranti nel quartiere moderno di Maslak, merita una visita per apprezzare le nuove tendenze. Due tappe cult della ristorazione sono l’Ulus 29 e il Sunset (qui in particolare il panorama sul Bosforo è mozzafiato). Anche a livello artistico la città tiene il passo con le metropoli
europee, con l’Istanbul Museum of Modern Art o il Pera Museum, oltre alle numerose gallerie fotografiche e di arte contemporanea - come la Galerist, una delle preferite del celebre regista turco Ferzan Ozpetek. Di prossima apertura il Museo dell’Innocenza (sarà inaugurato il prossimo luglio a Çukurcuma, nel quartiere di Tophane), vero e proprio inventario della cultura locale realizzato secondo l’omonimo romanzo del premio Nobel Orhan Pamuk. Ma quanto influisce la cultura italiana - che affonda le sue radici nella storia della città - in tutto questo? Per capirlo, basta perdersi un po’ nel ‘quartiere genovese’, Galata, dove l’architettura di inizio secolo porta la nostra firma. Nell’ambito moda, i due grandi imperi turchi del jeans come Mavi e Orta Anadolu sono distribuiti in tutto il mondo e numerose sono le maison italiane invece vendute a Istanbul, come Armani, Prada, Tod’s, Ermenegildo Zegna, Bottega Veneta, Giuseppe Zanotti, Salvatore Ferragamo, Patrizia Pepe e di prossima apertura uno shop in shop firmato Pratesi da Beymen. La cucina italiana, si sa, è un must. Meta fissa di modelle e attori, oltre che dei calciatori del Galatasaray, del Fenerbahce e del Besiktas, è il ristorante Papermoon, uno dei più gettonati insieme a Mezzaluna e Fratelli La Bufala. Attesissima anche l’imminente apertura di Cipriani. Dopocena andare a ballare in uno dei club della città è quasi d’obbligo, e se non sono italiani va bene lo stesso. Tra i top Sortie, Reina, Cahide – uno dei più trasgressivi, e Cubuklu 29, al quale si arriva solo in barca. A proposito di barche, una gita sul Bosforo rappresenta un’opportunità piacevole per concludere - o al contrario per dare il benvenuto - alla cosmopolita Istanbul. E chi vuole ritagliarsi un break da tutto questo tourbillon di arte e divertimento, sempre in barca può scappare su Büyükada, una delle nove splendide Prince’s Island. Qui macchine e motori sono banditi. I turchi - che scelgono questi splendidi paesaggi per le proprie residenze estive - si spostano solo a piedi, in bicicletta o in carrozza. Pura avanguardia.
 

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