I rituali del benessere

I rituali del benessere
World
15Giugno2010
Alessandra Lucarelli

Tra Oriente e Occidente. La bellezza secondo Zelal Elbistan

Le radici sono quelle cosmopolite della sua Istanbul, la città dove è cresciuta e rimasta fino a
quindici anni. Prima di trasferirsi in Germania e poi a Milano per completare gli studi e conseguire la
laurea in medicina. Zelal Elbistan è la proprietaria di Soulspace, la Spa racchiusa tra i cortili e le mura di Palazzo Galletti, nel cuore di Firenze, dove la tradizione orientale e quella occidentale si fondono in una perfetta alchimia.

Perché ha scelto proprio Firenze?
Questione di lavoro…e di amore. Mi sono sposata con un fiorentino
e sono riuscita a realizzare il mio sogno. Sono un medico chirurgo che lavora nel business delle Spa e dei centri benessere da quattordici anni, e il sogno di aprire qualcosa di mio era grande. Così, nel maggiodel 2007 è nata Soulspace.

Quanto hanno influito le origini orientali nella sua concezione di benessere?
Vengo dalla cultura dell’hammam, un gesto di detersione e di purificazione giornaliera. Quando
ero piccola mia madre mi portava sempre con sé. Le donne turche passano ore a lavarsi, chiacchierare, prendersi cura del proprio corpo e del proprio benessere. E’ la tradizione, una routine quotidiana a Istanbul. Io ho cercato, con Soulspace, di ricreare questa magica atmosfera unendo la mia conoscenza orientale con le tecnologie e il knowhow occidentale. A Soulspace non utilizziamo macchinari: non perché secondo me nonfunzionino, semplicemente la mia filosofia è un’altra. Quella di
ottenere un risultato passando per il piacere del rituale. Il tocco delle mani delle terapiste, il profumo e la luce delle candele, i colori
caldi dell’ambiente, il sapore delle tisane che offriamo alle nostre clienti che scelgono di dedicarci un’ora preziosa del loro tempo. E’ un concetto orientale, quello dell’ospitalità. E i trattamenti rendono di più quando vengono stimolati tutti e cinque i sensi.

Quali sono le sue passioni?
Mi piace molto viaggiare. Ho una laurea in archeologia e ho fatto la guida turistica. Mi piace visitare
nuove città, scoprirne le origini. E poi la cucina: organizzo spesso cene per i miei amici, anche per due-trecento persone! Lascio i piatti italiani a mio marito, e io mi dedico a quelli delle mie origini. Mi piace vedere le reazioni dei miei invitati quando scoprono i sapori particolari della cucina turca.

Ha viaggiato molto e ha conosciuto tante culture diverse. In cosa secondo lei si assomigliano l’Italia e la Turchia?
Penso che Istanbul assomigli molto alle città italiane di mare, come Napoli e Genova. E anche un po’ a Positano, dove sono stata
per diversi anni. E’ il sorriso delle persone che è lo stesso, il loro calore. Oltre al vento piacevole e alla temperatura mite dei due
paesi. Quando i miei amici turchi vengono a trovarmi, si sentono a casa perché dicono che qui le persone sorridono allo stesso modo. Cosa che non succede, per esempio, nei paesi nordici.

Tre luoghi da non perdere della sua Istanbul. Una gita sul Bosforo, e una visita alla cisterna sotterranea. Bellissima. La città è piena di splendidi monumenti che
testimoniano la sua ricca storia, e dovrebbero essere visitati tutti. Mi piace tanto il quartiere di Beyoglu, dove sorgono numerosi palazzi che sono stati restaurati recentemente. Molto bohemien, offre tanta vita notturna, da vivere a piedi. Posso aggiungere qualcosa? La Torre Galata, suggestiva. E il ristorante Nikla, che offre un panorama della città a 360 gradi. Tra i tanti bellissimi hotel che ci sono in città, mi ha colpito molto Four Floor, una boutique hotel ricavata da una casa antica che vanta una vista sul Bosforo memorabile.
 

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