L’artigianato artistico fiorentino protagonista su Rai 1 con la nuova serie Pezzi unici

L’artigianato artistico fiorentino protagonista su Rai 1 con la nuova serie Pezzi unici
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12Novembre2019

Scopri con noi tutti i protagonisti

Quello dell’artigianato è, prima di ogni cosa, un mondo fatto di persone, volti, storie e, soprattutto, di amore. Dimostrazione vivente - non la sola, naturalmente, ma una delle più celebri - è Wanny Di Filippo, che verso la metà degli anni ’60 ha dismesso i panni di rappresentante di ricambi d’auto, per dedicarsi alla sua vera passione: la pelletteria.

Una piccola grande epopea personale da cui è nato Il Bisonte, oggi simbolo del made in Florence, venduto in tutti e 5 i continenti. Non ha la sua lunga barba bianca, né il suo stile tra il dandy e un hipster ante litteram, ma è a lui che la regista Cinzia TH Torrini si è ispirata per il protagonista di Pezzi Unici, la sua nuova serie tv, in onda questo autunno su Rai 1.

Vanni Bandinelli, un burbero - ispirato sì a Wanny, ma non abbiamo detto in ogni dettaglio - falegname, interpretato dall’attore tre volte Davide di Donatello Sergio Castellitto, che descrive il suo personaggio come “una specie di Geppetto arrabbiato, che tira fuori dal legno non un Pinocchio, ma cinque, che gli ricordano ogni giorno il suo dolore e l’errore di essere stato forse più bravo come artigiano che come padre.”

La serie - girata tra Firenze e la vicina Prato, prodotta da Rai Fiction e Indiana Production con la collaborazione di Toscana Film Commission e OMA (Osservatorio dei Mestieri d’Arte), che ha supportato le riprese coordinando il lavoro dei suoi preziosi artigiani fiorentini - racconta infatti la storia di un uomo che si trova ad affrontare la scomparsa del figlio (Lorenzo de Moor), a causa della droga, e a lavorare con cinque ragazzi problematici (Leonardo Pazzagli, Moisè Curia, Sandra Ceccarelli, Lucrezia Massari e Carolina Sala), che vivono in casa famiglia e devono seguire un corso di riabilitazione. Sono loro, oltre ai manufatti, i pezzi unici.

“È un racconto che parla, col pretesto del thriller, delle relazioni umane - spiega Castellitto -. Una fiction che nell’epoca in cui digitiamo Monnalisa, clicchiamo e ne stampiamo cinquanta copie, parla di unicità, irripetibilità, non solo dell’oggetto ma anche della persona: la straordinaria singolarità dell’essere umano.”

“Il mio intento - commenta la regista - era quello di raccontare, con un linguaggio più universale e trasversale possibile, del piacere di essere artigiani, di essere creativi con le mani. Vorrei riabituare le persone al bello. Far capire ai giovani che questo è un lavoro che dà onore. Ho conosciuto Wanny quando andavo a scuola e passavo tutte le mattine da via del Parione, dove c’era lo scantinato in cui lavorava. Oggi negozi in Giappone, New York, Milano, Parigi. Se una persona si dedica all’artigianato con mente aperta, come ha fatto lui, ha tra le mani una grande opportunità.”

Nel cast anche Irene Ferri (direttrice della casa famiglia e amante di Vanni), Fabrizia Sacchi (moglie di Vanni), Marco Cocci (cognato di Vanni) e Giorgio Panariello, per la prima volta in una produzione Rai: “Quando mi è stato offerto questo ruolo ho colto con una grande entusiasmo e impegno l’occasione di entrare in punta di piedi, ma dall’ingresso principale, nella fiction Rai. Io sono Mastro Ciliegia, l’amico di sempre di Vanni. Sono quella nota, anche se piccola ma che c’è, di commedia, in questa serie che è principalmente drammatica. È un personaggio che potrebbe sembrare semplice, ma che in realtà è molto complesso. Completamente diverso da tutto quello che mi avete visto fare finora.” 

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