Una Galassia di stelle

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30Agosto2019

La Serenissima caput mundi del cinema. I film in concorso nella nuova edizione della Mostra del Cinema di Venezia

La lunga lista di registi e attori - tra cui numerosi premi Oscar come Meryl Streep, Brad Pitt, Robert De Niro, Catherine Deneuve, Scarlett Johansson, Penélope Cruz, Antonio Banderas e Johnny Depp - parla da sé: la 76° edizione della Mostra del Cinema di Venezia (dal 28 agosto al 7 settembre) è a dir poco stellata.

Un’edizione che mai come quest’anno è donna, a partire dalle presidentesse di due giurie: la regista argentina Lucrecia Martel (per il Leone d’Oro) e la nostra Susanna Nicchiarelli (per Orizzonti). Ma soprattutto perché, tra vicende e personaggi che hanno segnato la storia più o meno recente, questo Festival parla della condizione femminile nel mondo. Leone d’Oro alla carriera Julie Andrews, l’eterna Mary Poppins che col suo ombrello atterra questa volta al Lido, e Pedro Almodóvar, acclamatissimo, ma non tra le ‘teste coronate’, all’ultimo Festival di Cannes. Madrina l’incantevole Alessandra Mastronardi.

Film di apertura La vérité, con Catherine Deneuve, Ethan Hawke e Juliette Binoche. Tre le pellicole italiane tra le 21 in corsa per il premio principe: Il sindaco del rione Sanità, tratto dalla commedia di Eduardo de Filippo, regia di Mario Martone, già protagonista della scorsa edizione del Festival con Capri-Revolution (un bis così ravvicinato non si vedeva dagli anni ’80, con Ermanno Olmi, per Lunga vita alla signora!, Leone d’Argento nell’87 e La leggenda del santo bevitore, addirittura Leone d’oro l’anno successivo). In concorso anche La mafia non è più quella di una volta, di Franco Maresco, che torna a guardare alla sua Sicilia con una nuova “indagine antropologica, grottesca e cinica”, come ha affermato Alberto Barbera, direttore artistico del Festival. E poi Martin Eden, di Pietro Marcello, trasposizione ambientata in Italia tra il 1919 e il 1980 del romanzo di Jack London, con Luca Marinelli, Davide di Donatello 2016 per Lo chiamavano Jeeg Robot. Fuori concorso, ma dalla firma blasonata, Tutto il mio folle amore, di Gabriele Salvatores.

Mentre Roman Polanski è in concorso con J’accuse, ricostruzione meticolosa - con un tocco personale - del caso Dreyfus, scoppiato in Francia sul finire del XIX secolo; con Jean Dujardin e Louis Garrel. È sempre ispirato a una storia vera, quella di agenti segreti cubani, anche il film di Olivier Assayas, Wasp Network, con Penélope Cruz. Scarlett Johansson, insieme a Adam Driver, mostra invece come un matrimonio felice si possa trasformare in un incubo giudiziario, con Marriage Story, di Noah Baumbach.

Per la prima volta a Venezia, James Gray firma la regia di uno dei film più attesi di quest’anno: Ad Astra, con Brad Pitt nel ruolo di un astronauta che vive in futuro distopico. Non ha suscitato minor clamore l’annuncio di Joker, di Todd Phillips: con Joaquin Phoenix nei panni dell’acerrimo nemico di Batman e Robert De Niro, alias Murray Franklin, il presentatore televisivo che contribuirà al crollo psicologico di Arthur Fleck (vero nome di Joker). In lizza anche The Laundromat, di Steven Soderberg con Gary Oldman, Antonio Banderas, Meryl Streep, sui cosiddetti “Panama papers”; mentre Johnny Depp e Robert Pattinson, insieme a Mark Rylance, sono i protagonisti di Waiting for the Barbarians, del colombiano Ciro Guerra. Uno dei ritratti femminili più intensi di questa edizione così femminile è quello dipinto idealmente da Pablo Larraìn, regista di Ema.

Non mancheranno anche quest’anno gli omaggi: quello a Stanley Kubrick, di cui ricorrono 20 anni dalla morte e dall’ultimo film, Eyes wide shut, proiettato insieme al corto Never just a dream: Stanley Kubrick and Eyes wide shut e quello a Fellini, con la versione restaurata di Lo sceicco bianco, film del ’52, e Federico Fellini in frames, 18 sequenze dagli archivi dell’Istituto Luce.

Spazio poi alle serie, con due episodi sia di Zerozerozero, di Stefano Sollima, tratto dal libro di Roberto Saviano sul traffico di droga, che di The New Pope, di Paolo Sorrentino, con Jude Law e John Malkovich. Al Lido approda anche la musica rock, con Us + Them, film concerto di Roger Waters, e The Burnt Orange Heresy, di Giuseppe Capotondi, film di chiusura del Festival, con Donald Sutherland e Mick Jagger. Infine, proiezione esclusiva che non ha destato poca curiosità, quella di Chiara Ferragni Unposted, documentario sulla nota influencer italiana.

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