Chiara Francini

Chiara Francini
Interviews
22Gennaio2016
Giovanni Bogani, ph. Maria La Torre

Tra cinema, teatro e televisione, incontro con l’attrice fiorentina

Fiorentina, esuberante, vitale. Grandi guizzi di humour, ma anche - in lei - il vibrare di una sommessa, taciuta malinconia. Chiara Francini è una delle attrici emerse con più chiarezza, nel panorama del cinema e del teatro italiani degli ultimi anni.

Adora Monica Vitti, Laura Morante e Isabelle Huppert. Nata a Firenze, vive soprattutto nei treni ad alta velocità, che la portano da Roma a Milano, da un set a un teatro, da uno studio fotografico a un’intervista. Ha da anni un fidanzato svedese, e nel tourbillon di amori e disamori che costella il mondo dello spettacolo, la sua stabilità è un altro piccolo miracolo.

Mezza Italia si è innamorata di lei. Che nel frattempo ha vinto il premio come miglior attrice al festival di Roma per Soap opera, il premio Biraghi a Venezia per Maschi contro femmine, ed è diventata anche testimonial di una importante rete telefonica, in una campagna tutta humour al fianco di Raoul Bova.

Iniziamo da Firenze. E magari anche da Pitti…
Sì! Io quando ero ragazzina, per tirare su un po’ di soldi facevo la hostess a Pitti. Ritornarci adesso, come farò a gennaio, mi riempie di gioia. Ora non sono più hostess, sono pilota!, ride.

In questi giorni sei a Firenze?
Sono da mia madre. Nata e cresciuta a Campi, piccolo paesino accanto a Firenze, ormai parte della città. Mia madre che sognava una figlia scrittrice, o professoressa, e diceva: ‘Chiara, se vai via muoio’. Poi sono andata via e non è morta, però! Per fortuna…

Quanto ti senti di appartenere a Firenze?
Io sono fiorentina ontologicamente, in tutto il mio modo di essere. È qualcosa che non si può nascondere. Il monosillabo dei fiorentini, quando rispondono brevi, secchi, è un modo di essere. Il nostro è un modo di essere, e di parlare. Sarcastico, schietto, dolce ma anche forte.

Il personaggio fiorentino che ami di più?
Oriana Fallaci. Aveva in sé lo spirito della donna moderna, grintosa, combattiva, e la violenta dolcezza delle Madonne fiorentine.

L’attrice che ti ha fatta “nascere”, artisticamente?
Barbara Nativi, del teatro della Limonaia, a Sesto Fiorentino. La prima volta mi scelse per Noccioline, di Fausto Paravidino. Devo tutto a lei.

Un attore?
Paolo Poli, meraviglioso, elegante, ironico, intelligente. L’ho incontrato in treno, quasi non riuscivo a parlare. Avevo un allevamento di criceti in bocca. Gli ho scritto una dedica sul libro della Ginzburg che stavo leggendo, Ti ho sposato per allegria, ho aggiunto il mio numero di telefono e glieli ho dati.

Un luogo di Firenze che ami?
Piazza della Vittoria, dove c’era - e c’è - il mio liceo classico, il Dante Alighieri, che mi ha dato tanti dolori e patimenti! Prendevo l’autobus da Campi, poi ore di filosofia, greco, storia, tornavo a casa e mi facevo da mangiare da sola. In realtà, è stato il periodo più bello della mia vita.

Altri luoghi?
Le Cascine d’estate. Facevano concerti che mi facevano sentire come a Woodstock. Profumo di libertà. E Procacci, dove fanno i panini tartufati. Un posto poetico e meraviglioso. Piazza Brunelleschi, l’università dove studiavo Paleografia latina e Fililogia romanza. Volevo laurearmi in filologia, glottologia, codicologia…

Locali?
Pochi. Non andavo in discoteca, tornavo subito a casa, oppure andavamo in trenta al pub.

Teatri?
La Pergola. Il più bel teatro del mondo. Grazie a Roberto Toni, il produttore teatrale, ci sono entrata anche da attrice, sul palcoscenico. E adesso ho un paio di progetti insieme a lui, per ritornare a provare il gusto antico e assolutamente moderno del teatro.

Prossimo futuro?
Tre lavori televisivi in uscita: Non dirlo al mio capo di Giulio Manfredonia su Raiuno, Matrimoni e altri disastri su Canale 5, dove sono un’astronoma romantica, e Piccoli segreti e grandi bugie su Raiuno, dove sono una giornalista in una storia sentimentale e buffa. Poi al cinema On Air, storia di un successo con Giancarlo Giannini, in uscita a marzo. Lì sono una madre, dagli anni ’70 ad oggi, con una trasformazione e un salto di quarant’anni.

Quanto stai sui social?
Molto, perché mi piace scambiare opinioni con i follower e le persone che mi seguono su Facebook. Sono migliaia, e rispondo a tutti da sola, non ho social media manager. 

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