Pierfrancesco Favino a Firenze

Pierfrancesco Favino a Firenze
Interviews
04Novembre2014
Teresa Favi ph. Daniele Barraco

Al teatro della Pergola dal 4 al 9 novembre

Chi è l’attore italiano più richiesto a Hollywood? Non ci sono dubbi: è Pierfrancesco Favino.

Noi lo abbiamo incontrato, ecco cosa ci racconta.

Quanto è importante il teatro nella sua carriera di attore?
E’ il punto di partenza, la mia palestra e il mio alimento. Se non facessi teatro non potrei fare neanche cinema e televisione.

L’attrazione per la recitazione, è una sua passione fin da bambino. La radice di tutto questo sta?
Nella sensazione che hai quando percepisci il pubblico davanti, inizi a sentire l’aria che cambia, la densità delle molecole, una cosa molto fisica, quasi erotica che la macchina da presa non ti dà.

Quando si è accorto dell’esistenza di questa magia?
Già a sei anni facevo l’intrattenitore della mia famiglia. Cantavo, ballavo, raccontavo barzellette, facevo imitazioni. Il succo era lì.

Già, le sue imitazioni, nessun programma televisivo se le fa scappare...
E’ un istinto che ho sempre avuto, sono un grande osservatore, ascolto una voce, il modo con cui è modulata, colgo un atteggiamento e mi viene spontaneo riprodurlo.

Sarà per questo che affonda così in profondità quando affronta un personaggio, soprattutto se è realmente esistito?
Il primo della serie fu proprio un toscano, Gino Bartali, mi ricordo che tappezzai la mia stanza con le sue foto e mi ci chiusi dentro per giorni. Venni in Toscana a Ponte a Ema a conoscere la sua famiglia. Per sei mesi facevo 30 chilometri in bicicletta ogni giorno. Era diventato un’ossessione.

Cosa ha di diverso il cinema di Hollywood dal cinema italiano?
La prima cosa è la dimensione, inutile girarci intorno. I mezzi non sono paragonabili ai nostri. E poi la grande dedizione di ognuno al lavoro. Per quanto riguarda il talento invece non credo siamo secondi a nessuno.

E’ vero che ha un rapporto speciale con la Toscana?
E’ vero, mia madre è originaria di Porto Ercole, e adesso vive lì nella casa al mare di quando ero piccolo. Era meraviglioso allora... Una Porto Ercole con poche case, la pineta. Ho bellissimi ricordi. Quando possiamo con la mia famiglia affittiamo un casale tra Cetona e San Casciano. E’ il nostro buen retiro. Con la campagna ho davvero un rapporto straordinario, di puro relax. Magari un giorno chissà, riuscirò a comprarmi un casale su una collina. 

Commenti