Tutti gli esami di Sissi

Tutti gli esami di Sissi
Interviews
10Gennaio2011
Giovanni Bogani

Cristiana Capotondi. La carriera folgorante di una liceale cresciuta in fretta

capo2

Cristiana Capotondi ha gli occhi azzurrissimi, la pelle di alabastro.
Notte prima degli esami è il film che l’ha lanciata: amori liceali, la freschezza di un cinema che è commedia, ma non banale. Poi, ecco La principessa Sissi in televisione, in cui raccoglie con delicatezza il personaggio reso famoso da Romy Schneider. Al cinema, di recente in La passione di Carlo Mazzacurati e Dalla vita in poi, un film intenso, che le è valso il premio come miglior attrice all’Ischia Global e a Taormina.
La sua bellezza si mescola, e dà la vertigine, con una semplicità quasi francescana. Una coda di capelli tenuti alla come viene, neanche un’ombra di trucco, nessuna voglia di tenere la sua bellezza chiusa nel cristallo. Parla, gesticola, si appassiona.
Fa l’attrice da quando era bambina. Eppure, è riuscita a trovare il tempo, le energie, la concentrazione per studiare, e per laurearsi con lode. In questa intervista, ci racconta il suo amore per il mare, per il cinema e per la Toscana.

Cristiana, lei ha iniziato a fare cinema a dodici anni. Adesso ne ha trenta. Una vita tutta sul set. Non le sono mancate le sciocchezze che si fanno da ragazzini, le giornate passate a far niente, le corse in motorino?
In realtà no: sono stata molto fortunata. Ho iniziato a fare un lavoro di cui amo davvero tutti gli aspetti. Io, del cinema, vorrei fare tutto, mica solo l’attrice: anche l’elettricista, il fonico, il macchinista!.
Non le è mancato niente nell’adolescenza?
Mi è mancato forse il tempo di fare una scuola di cinema: di andare in una di quelle famose scuole di recitazione che ci sono negli Stati Uniti. Ho dovuto crescere da autodidatta, ingegnandomi. Rubando. Perché in questo mestiere si ruba, si ruba tantissimo. Agli altri attori, ai loro tempi, alla loro verità.
E’ una di quelle attrici che vivono il loro rapporto con il personaggio in modo totalizzante, o riesce a mantenere il distacco?
Credo che i personaggi debbano rimanere sul set e non tornare a casa con noi. Altrimenti è pericoloso. Però, è vero che ci sono personaggi che hanno rivelato cose di me che io stessa non conoscevo. In Come tu mi vuoi ero una universitaria bruttina, complessata, con gli occhiali. Da quando ho fatto quel film, ho vinto la paura di una certa goffaggine che ho sempre sentito come mia.
Ma lei non è certo bruttina come la protagonista del film!
Mah, non lo so! Carina magari sì. Ma molte volte mi sono sentita goffa, inadeguata, incapace di muovermi con disinvoltura. Adesso quella goffaggine non mi fa più paura.
Ha mai ricevuto un no da qualche regista?
Non uno soltanto! Ma ogni no, in fondo, ti aiuta a crescere. Bruciano, questo sì. Ma ci sono ruoli per i quali un volto, o un modo di dire le cose, non sono adatti. Non c’è niente da fare:basta non prenderle come bocciature personali.
E lei a quali film ha detto di no?
Naturalmente non lo dirò mai! Ma cerco sempre il film a cui dire di sì: leggo sempre copioni, sperando che mi emozionino subito, che si trasformino in sentimenti mentre li leggo.
Che tipo di registi ama?
“Ogni regista è diverso. Ci sono quelli come i fratelli Taviani, che ti dicono come devi dire ogni frase, come deve cadere la voce su ogni parola. E’ come essere tenuta per mano tutto il tempo, ed è bello. Ma è bello anche lavorare con i registi che ti lasciano molta libertà.
Ha mai pensato al cinema di Hollywood?
Per me, come attrice, no. Mi sento molto europea: mi trovo a mio agio col francese, come lingua, e con il cinema francese. Un mio sogno sarebbe lavorare in Francia, in un film che sento vicino alla mia sensibilità.
Com’è la sua vita quando non c’è l’impegno del set?
Io sono un po’ una studentessa, ancora adesso. Mi sveglio presto, e alle otto comincio a leggere copioni. Leggo tutto quello che mi mandano. Notte prima degli esami l’ho divorato, in un’ora avevo finito di leggerlo. Quello è il segno che qualcosa mi piace davvero: e quando accade, capisco che voglio fare il film.
E’ fidanzata?
No. Sono felicemente single.
La sua più grande passione non cinematografica?
Il mare. Sono pazza per il mare. Ho preso la patente nautica, e una delle mie gioie è andare in barca. Il mare fa anche paura: bisogna capire che è più forte di noi. Non lo dobbiamo sottovalutare. Ma stare dentro il mare è come essere un neonato dentro la pancia della mamma. E’ ritrovare uno stato ancestrale, primitivo, una perfezione e un sollievo.
Un’altra passione?
La Toscana. Dove ho appena comprato una casa. Ed era davvero il mio sogno, da sempre. Una casa che è a mia immagine e somiglianza, piccolina, nelle crete senesi. Una ‘cucciola’ che se ne sta su un poggio, meravigliosa. 

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