Per sempre musa

Per sempre musa
Interviews
26Settembre2009
Francesca Lombardi photo Laurent Monla

Autrice, cantante, attrice, regista, sceneggiatrice, pasionaria. In una parola, Jane

Birkin07

Alla conferenza organizzata prima dell’unica data italiana della tournèe mondiale lo scorso luglio al Giardino di Boboli per la quinta edizione di Opera Festival, Jane Birkin è bellissima.
Nonostante non lo voglia: jeans, sneacker e un pull sottile, come lei. Androgina e sensuale nello stesso istante.
Armoniosa, leggera pur nel fiume di parole, in francese, con cui investe una platea adorante.
Della forma, più che del contenuto che la maggior parte degli spettatori sicuramente non capisce. In questa occasione Jane ha presentato anche il suo ultimo libro Oh scusa dormivi tradotto da Alessandra Aricò e edito in Italia da Barbès Editore. Prima del concerto, intenso alla sua maniera, la incontriamo.

Bosnia Ruanda Birmania: Jane Birkin, da icona di bellezza e stile a messaggero della sofferenza del mondo. E’ stato difficile farsi ascoltare, liberarsi dai cliché che la vogliono ancora oggi musa bellissima e audace?
No, è stato facile, amo stare tra la gente. E la gente capisce se ciò che fai è sincero.
Una vita di amori intensi e un libro sulla difficoltà dell’amore e sull’incomunicabilità. Cosa ha significato amare ieri e cosa significa amare oggi per Jane?
Credo sia una cosa rara amare dopo anni, con la stessa intensità. Per l’uno o per l’altro, l’amore si trasforma in qualcosa di diverso. Ho conosciuto coppie che si sono amate a lungo. Può funzionare, ma ci vuole buon senso, che non è sempre a portata di mano!
Il libro nasce come testo teatrale, bellissimo e intenso. E’ diventato anche un film. Che tematiche tocca?
Oh scusa dormivi è in realtà un monologo tra due persone che non si ascoltano o che non ricevono le risposte che desiderano. Proprio come la vita.
Lei ha parlato dell’importanza di dire ti amo, anche se l’altro non lo recepisce. Ha detto più volte ti amo o le è stato detto?
Mi è accaduto di dirlo e l’altro era molto imbarazzato perché era omosessuale e non l’avevo capito neanche per un secondo. Mi è stato anche detto, da persone a cui volevo bene, ma non amavo. E’ difficile rispondere “possiamo essere amici”. Ma l’ho fatto e ora siamo amici.
Musica per l’anima, musica come messaggio di pace universale. Quali corde tocca l’arte quando diventa denuncia?
La domanda è troppo complicata per me! Alcune canzoni hanno cambiato il modo di pensare nel mondo. Come un film di Ken Loach..
Enfants d’Hivers: un album scritto e pensato in un momento particolare della sua carriera, in cui si registra un netto ritorno al passato della canzone francese.
Com’è nato?

Aspettavo che qualcuno, chiunque, si mostrasse interessato a Boxes per produrlo. Ero triste e scoraggiata. Sono andata a Brest da sola, avevo appena rotto con una persona. Ho scritto alcune canzoni tristi. Poi ho pensato “forse è stata colpa mia” e ho scritto canzoni su questo pensiero. Période bleu è una di quelle. Un produttore ha investito su Boxes. Io ho messo gran parte dei testi delle canzoni nel film e viceversa. Ho diretto il film, ho tagliato il film, ho inciso un altro disco scritto da altri per me, Fictions. Sono andata in tournée. E in tournée mi sentivo spesso sola. Così scrivevo sui sacchetti per il mal d’aria in aereo, sui bloc-notes negli alberghi, sui menu nei ristoranti. Ancora testi. Poi Charlotte ha avuto un incidente e ho continuato a scrivere. Ero così spaventata. Ho scritto Pourquoi per lei quando siamo tornati dall’ospedale ed era tutto a posto. Poi l’altra mia figlia si è ammalata ed ero nuovamente spaventata. La grace de toi è per lei. In quel periodo ho pensato a lungo all’infanzia, avevo nostalgia della mia infanzia e di quella delle mie figlie, quando tutto sembrava sicuro. Enfants d’hiver è nato così.
Le sue figlie. Dalle sue parole emerge che avete un rapporto molto stretto. Padri diverse, vite che si svolgono lontane. Qual è il vostro collante?
Le sorelle hanno un rapporto molto stretto e ciò mi rende felicissima. Potrei morire domani sapendo che ci saranno sempre l’una per l’altra. Sono stata molto fortunata, hanno tutte un gran senso dell’umorismo. Ridiamo tanto, mi fanno ridere più di chiunque altro. Forse è quello il segreto.
Firenze è stata l’unica data italiana. Come l’ha scelta?
A Firenze vivono i miei cari amici, Tommaso (Barbieri della Barbés Editore ndr) Simona e Rocco. L’ho fatto per loro. 

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