Con il sud nel cuore

Con il sud nel cuore
Interviews
27Marzo2012
Text Sabrina Bozzoni photo Sebastiano Bontempi

Fiorella Mannoia. Forte e potente come soltanto una donna può essere

IMG_2911

E’ successo come in un incontro casuale con una persona sconosciuta. Quando ti capita durante una comune attesa al supermercato, in banca, davanti alla fermata di un autobus che la forza sensibile di due parole, di uno sguardo, di un gesto si annida dentro il tuo animo e non se ne va. Si tratta invece di un’intervista a una donna della nostra musica, con un universo interiore che ti spiazza, tanto è potente. Rossa come la sua selvaggia chioma che da sempre la caratterizza, una carriera più che trentennale l’ha resa interprete e protagonista del più alto cantautorato italiano, questo e molto altro è Fiorella Mannoia. La incontriamo a pochi mesi dopo l’uscita del suo nuovo album Sud, un lavoro intimo e importante, denso di grandi collaborazioni e, soprattutto, di riflessioni.
Se solo mi guardassi, terza traccia di Sud, rappresenta una svolta personale: la prima canzone scritta da lei. Come ci si sente nei panni di autrice?
Per la prima volta sono uscita vittoriosa contro la ritrosia e l’eccesso di pudore che avevo. Nel corso della mia carriera sono stata accompagnata da collaboratori-maestri nell’arte dello scrivere di fronte ai quali non mi ritenevo di essere all’altezza. In questo caso è stato diverso: si tratta di un disco partito da me, da un’idea mia. Con argomenti così socialmente importanti, come quello dell’immigrazione, tutto è venuto facile e spontaneo. 
I suoi viaggi sono stati essenziali..
Indubbiamente. Lì ho conosciuto molti musicisti stranieri e soprattutto africani che mi hanno catapultato in mondi lontani e affascinanti, fatti di dolore ma anche di allegria, serenità. Sono stati questi rapporti umani a ricamare la trama del disco.
Se le dico Thomas Sankara cosa le viene in mente?
Un esempio, un grande personaggio a noi sconosciuto, ma che in Africa è ancor più famoso di Nelson Mandela. Un uomo politico meraviglioso che, ad ascoltare i suoi discorsi, fa emergere un amore civile per la politica, a noi purtroppo ignoto. Presidente del Burkina Faso per soli tre anni (dall’84 all’87, ndr) ha trasformato il paese più povero del continente in una terra piena di risorse, ha lottato per l’emancipazione femminile e per il suo popolo. A lui ho dedicato il mio lavoro.
Quello che le donne non dicono: sarebbe meglio dirlo o restare in silenzio?
Questo non è proprio il momento del silenzio. Noi tutti abbiamo il dovere di lottare per una sola idea fondamentale, quella del rispetto, che ogni essere umano deve meritare.
Come s’immaginava da bambina?
Non avevo l’urgenza di immaginarmi nel futuro, vivevo spensierata la mia infanzia, giocavo per strada con i miei amici - quando ancora la strada ti era amica - senza la presenza dei “grandi”. E questo mi bastava.
Ci spieghi l’idea radicata nel progetto Axé e perché ha deciso di divenirne la testimonial italiana
Il Projeto Axe’ nasce nel 1990 e si sviluppa in Brasile, a Salvador, per iniziativa di un fiorentino, Cesare de Florio La Rocca. Attraverso un recupero poetico, artistico e musicale, sono stati salvati dalla miseria della strada e del crac più di 20.000 bambini. Oggi molti di questi
ragazzi fanno parte di gruppi di danza e musica professionali. Puoi immaginare quanti potenziali Jimi Hendrix o Stevie Wonder possono vivere nella miseria?
Ne sono divenuta testimonial con l’obiettivo di far espandere questo meraviglioso metodo di recupero anche nel nostro paese.
Infatti le date del suo nuovo tour (il 30 marzo al Nelson Mandela Forum di Firenze) prevedono una sorpresa…
Si, sarò accompagnata da 10 professionisti del progetto Axé. Sarà uno spettacolo corale di capoeira, percussioni e canti.
Firenze e Fiorella Mannoia. Ricordi, impressioni, attimi e visioni che la legano a questa città.
Rispondo con una parola: Amore. E’ stato quello che la città mi ha sempre regalato.
E poi penso alla mia brava amica Maria Cassi... 

Commenti