I sognatori

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Interviews
09Gennaio2012
Sabrina Bozzoni

Blue Popsicle. Giovani rocker crescono

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Come ogni anno Firenze si trasforma nel luogo prediletto per i sogni di 36 emergenti realtà musicali, provenienti da tutta Italia, selezionate tra un totale di cinquecento. Promosso dall’emittente radiofonica Controradio, il Rock Contest, nelle sue 23 edizioni, ha visto susseguirsi quelli che sarebbero diventati tra i più importanti nomi della scena rock del nostro paese. Da Irene Grandi ai Malfunk e poi Marco Parente e i recenti The Hacienda. Una giuria esperta insieme a quella popolare, ha proclamato, durante l’ultima sfida del 10 dicembre, la vittoria della quintetto Blue Popsicle. Giovanissimi (il più grande ha 20 anni), fiorentini, insieme dal 2009, al loro terzo EP Nuda Veritas, esprimono tutta la sanguigna forza di chi vuole inseguire il suo più importante sogno. Li abbiamo incontrati.
Giovanissimi e già vincitori del più famoso dei Rock Contest nazionali. I vostri prossimi progetti?
La nostra vittoria ci permette un tutoraggio per un anno da parte dello staff del Rock Contest, giorni di studi di registrazione, concerti, interviste e presentazioni sui media musicali italiani. Più ampiamente quello che a cui aspiriamo è una vita fatta di musica. Sì, poter vivere per lei e con lei è il nostro più grande progetto.
Un sound che trae spunto dal rock new-wave anni ‘80. Quale pensate sia il vostro ingrediente segreto?
Oltre alla tecnica musicale, che abbiamo riscontrato in molte altre band concorrenti, è stata la nostra presenza scenica ad aver colpito. Quando saliamo sul palco, ci dimentichiamo di ciò che ci circonda per fonderci intimamente con la nostra musica. Ci definiamo puramente rock, vicini alla tradizione americana dei Foo Fighters e dai testi velatamente dark, secondo la grande lezione di gruppi come The Cure o Joy Division.
Chi sono i Blue Popsicle fuori dal palco?
C’è chi è all’ultimo anno del liceo, chi sta passando un anno sabbatico dedicandosi a tempo pieno alla musica (Giacomo Mottola, chitarra e voce ndr) e chi frequenta la Facoltà di Filosofia (Filippo Santini, voce ndr).
Da giovanissimi, lanciati nel mondo della discografia. Che cosa vi fa più paura?
Essere categorizzati in generi da cui è difficile uscire. La musica dovrebbe essere liberamente interpretabile, non può dipendere da inutili categorie.
Firenze e il rock visti con i vostri occhi.
Nella nostra città c’è un sottobosco colmo di rock band che prendono per mano la loro passione dedicandole la maggior parte del loro tempo, con impegno e dedizione. Sarebbe sufficiente conoscere le varie sale prove per osservare quanto belle e talentuose siano le loro espressioni. Non si parla di hobby, ma di qualcosa di più.
Potete scegliere un’epoca per essere delle rockstar: quale scegliereste?
Senza dubbio quella post-punk dei Joy Division. 

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