Diritti universali

Diritti universali
Stories
09Gennaio2012
Alessandra Lucarelli

Kerry Kennedy ha inaugurato la sede fiorentina della Robert F. Kennedy Foundation of Europe

‘Nel 1966, anno della terribile alluvione, Gianni Agnelli chiamò mio zio Ted. Lui prese il primo volo per Firenze, e ritornò innamorato della la vostra città. Un amore condiviso dai 127 membri della famiglia Kennedy’. A parlare è Mary Kerry Kennedy, scrittrice e attivista statunitense, figlia di Robert Francis Kennedy e Ethel Skakel Kennedy, che nel 1988 ha fondato il Robert F. Kennedy Center for Human Rights. La sede italiana è stata trasferita a Firenze questo gennaio.
Quali sono gli obiettivi della Robert F. Kennedy Foundation of Europe?
La RFK Foundation è una onlus dedicata alla realizzazione del sogno di Robert F. Kennedy di un mondo giusto e pacifico. Attraverso il nostro progetto-curriculum per le scuole superiori, Speak Truth to Power, RFK Europe racconta le storie e le lotte dei difensori dei diritti umani agli studenti: nel giro di pochi anni è stato presentato a oltre 300.000 studenti delle scuole superiori in tutta Italia ed è oggi insegnato in ogni provincia italiana.
Da Roma a Firenze. Perché?
Abbiamo scelto Firenze per la sua posizione centrale e per il rapporto che ci lega a questa splendida città. Le Murate, dove ha sede l’associazione, è un luogo fantastico e vivace.
Diritti umani: quali sono ancora i problemi più difficili da risolvere nei paesi civilizzati?
In ogni paese del mondo vi sono abusi dei diritti umani. Questo è il motivo per cui in Speak Truth to Power ho incluso 46 paesi e quattro dei difensori vengono dagli Stati Uniti e si dedicano a questioni quali la pena di morte, abusi di polizia, giustizia minorile e violenza domestica. Anche i recenti e terribili fatti di Firenze mi hanno ricordato l’importanza dell’empatia e della tolleranza: il diritto degli immigrati di essere al sicuro nel loro paese d’adozione è un tema molto importante.
In che misura i movimenti significativi degli ultimi mesi sono stati guidati da un interesse reale di ristabilire i diritti umani piuttosto che da interessi economici?
La Primavera Araba è stato un momento straordinario in cui persone oppresse per decenni si sono unite per abbattere con successo regimi oppressivi. In Egitto, Libia, Siria, Tunisia non si è sentito il bisogno di distinguere tra diritti economici e sociali, culturali e politici. Certamente la loro valutazione è coerente con il preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: ‘il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo’. In tal modo, la ricerca delle libertà fondamentali (quali la libertà d’espressione e il diritto di voto) è profondamente legata alla protezione dei diritti umani, inclusi i diritti economici, e la negazione di queste libertà è coerentemente legata alla negazione dei diritti alla casa, al lavoro, all’istruzione. 

Commenti