Internet isn’t much without conversation

Internet isn’t much without conversation
Stories
27Marzo2012
Felice Limosani

di Felice Limosani

Considerare la rete nel suo profilo social come un canale su cui pianificare azioni di ogni sorta, non è del tutto sbagliato ma non è nemmeno tutto. Al di là dei molteplici aspetti che i social network offrono, c’è una componente, a mio avviso determinante, che è quella del tempismo delle conversazioni. Non basta essere presenti sulle varie piattaforme.L’immediatezza e la capacità di agire e interagire, saranno in chiave creativa, indice di risultato. Per farsi leggere e trovare quando ci è più congeniale, bisogna essere pronti nel posto giusto con l’argomento giusto. Attenzione, dico argomento non prodotto! Se l’obiettivo è farsi leggere con i fini più disparati, tempi e argomenti, diventano due elementi inscindibili. Nel web un numero impressionante di individui, postano storie e racconti. Condividono pensieri ed emozioni ma anche consigli e pareri su prodotti e acquisti. Il tutto basato sulla fiducia altrui.
In questa prospettiva, come si connoterà il mercato on line più di quanto non lo sia già? Oltre ai viral movie, immagini e file di ogni sorta, il vero quid sono le conversazioni. Quelle aperte, oneste, dirette, divertenti o anche scioccanti , stupefacenti e irriverenti. L’importante è che non siano troppo avanti e nemmeno troppo indietro rispetto al flusso degli argomenti.
Lasciarsi andare nel flusso, soddisfa la necessità di socializzare di cui l’uomo ha tanto bisogno. La scìa delle conversazioni infinite che spiegano o raccontano, con proteste, lamentele o apprezzamenti, scherzose o seriose, ma sempre più e senza dubbi devono essere vere e sincere. Attenzione! Non sono ammesse le conversazioni falsificate e neanche posticipate. Meglio sarebbe se fossero conversazioni che anticipano temi trasversali, capaci di aprire un flusso partecipativo. Come al solito i grandi brand sono in ritardo sui costumi digitali, esattamente come fecero circa 10 anni fa, non cogliendo per tempo l’ opportunità del commercio elettronico. Ritardo dopo ritardo, fatta eccezione per poche realtà, eccoci che conversazioni “altre” parlano in modo referenziale, senza umorismo, con monotona cadenza sulla missione aziendale e altre banalità simili. La loro linea è congestionata, essi stessi sono occupati in conversazioni dai toni vecchi, vecchie litanie a volte vecchie bugie per un dialogo unidirezionale, senza vita. Non c’è da stupirsi se la rete non ha molto rispetto e interesse per queste realtà incapaci di conversare come si farebbe a cena con un amico. Parlando di tutto, confrontandosi, scambiandosi idee, commenti, suggerimenti, racconti. Immaginate come sarebbe se fossimo con qualcuno che ci parla solo di sé e di quello che fa e noi potessimo solo rispondere “mi piace o non mi piace”. Non è con un numero elevato di fun o di follower che si ottiene credibilità e consenso. Il rapporto di fiducia con persone e consumatori si baserà sempre più sulla verità, sui fatti, sul dialogo. Questo sarà il volano per lo sviluppo delle imprese e per conquistare nuovi amici o consumatori. E non si creda che ci sia molto spazio per i furbetti. Le conversazioni virtuali, si accorgono in un istante quando chi parla è credibile, sincero, creativo, reale e viceversa. Un esempio per tutti? I bloggers o presunti tali. Fatta eccezione di alcuni, per il resto la rete sa che i blogger recensiscono prodotti “gentilmente offerti come regali”. Altro che innocenza del diario. Eppure si potrebbe fornire conoscenza vera e propria invece che sfornare digital-talk sterili o corrotti che sottovalutano i loro interlocutori letteralmente troppo informati per cadere nella solita trappola. Ma c’è dell’altro. Nelle mie conversazioni, dialogo sia con il Brand che con i suoi dipendenti. Incredibile la divergenza che li contraddistingue, è come se non si parlassero! La prima conversazione dovrebbe essere reale con i propri collaboratori. Una sorta di collegamento ipertestuale con chi potrebbe mediare attraverso dialoghi privati, valori comuni. Le aziende a loro volta dovrebbero saper ascoltare attentamente entrambi. In questo modo essi potrebbero parlare al mondo attraverso l’esercito dei collaboratori intra e inter - connessi che dialogano direttamente online. In pratica due binari di dialogo. Una all’interno dell’azienda, l’altro con il mercato. Grazie a Internet, le conversazioni stanno aprendo nuovi modi per condividere le conoscenze utili a una velocità sconcertante. Ecco perché occorre alimentare questa modalità di scambio. Come diretta conseguenza a quanto osservo, i nostri interlocutori fisici e virtuali, stanno diventano sempre più intelligenti e veloci della maggior parte delle aziende. Svariati milioni di persone che conversano on line vanno prese sul serio quanto un editorialista “potente”. Parlare con il mercato non è più compito del marketing ma delle persone, con un segreto: togliersi le scarpe alla porta come fanno in Austria prima di entrare in casa d’altri.  

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