La pelle di Firenze

La pelle di Firenze
Stories
27Marzo2012
Text Mila Montagni photo Dario Garofalo

Nelle botteghe artigiani che sono artisti

Stefano Bemer_42

La tradizione artigiana di Firenze – anche negli anni dell'omologazione del gusto e della lavorazione – non teme confronti. Oggi – nei luoghi che videro artigiani diventati artisti per passione, e che nei secoli hanno fatta unica l'Italia, rendendola il gioiello che colpisce al cuore per il suo stile declinato nell'eleganza – hanno uno spazio di rilievo coloro che continuano a lavorare manualmente la pelle. Qualcuno ha raccolto il testimone della famiglia, qualcuno ha attraversato i mari per poterlo fare qui, qualcuno si è inventato un mondo e ogni giorno lo fa diventare realtà. Grazie a un mestiere che è ricerca e raffinatezza.
Così, in un laboratorio che sa d'antico, tra stampi e lamine d'oro sottile, taglierine e modelli antichi Francesco Bruscoli ha raccolto i saperi che la sua famiglia gli ha trasmesso da più di centotrent'anni e rilega libri rifiniti del metallo più prezioso, creando al contempo oggetti di pelletteria e restaurando volumi che altrimenti il tempo e la sorte potrebbero disperdere, come accadde nel '66 quando in queste stanze tornarono in vita tomi preziosi e antichi che in altro modo il fango dell'alluvione avrebbe divorato. Uno spazio inatteso per il lavoro, ma nato nel segno di un'esigenza che è sociale e artistica insieme - ovvero insegnare una professione ad adolescenti rimasti senza famiglia a causa del Secondo conflitto mondiale -, è quello che si trova nel quartiere storico della lavorazione della pelle fin dal XIII secolo: Santa Croce. Qui, grazie all'impegno della famiglia Gori e alla volontà dei Francescani, in un ambiente rinascimentale e raccolto lavorano gli artigiani della Scuola del Cuoio, sotto l'egida sapiente di Tommaso Melani e Laura Gori. Le borse che escono da questo atelier sono uniche anche per la loro nascita privilegiata. Borse che soltanto un maestro sa creare sono anche quelle che trovano la loro forma nelle stanze di un antico convento d’Oltrarno (sempre vicino al Ponte Vecchio) di Lanfranco Sernesi, che con la firma di Monaco Metropolitano cuce e taglia con maestria, insegnando quest’arte fiorentina contaminata dall’attualità a quanti abbiano voglia di mettersi in gioco. Borse da lavoro, da viaggio e da passeggio sono la vocazione allo stile anche di Leoncini, che negli spazi della prestigiosa via della Vigna Nuova crea secondo i dettami della tradizione artigiana, personalizzabile non soltanto attraverso la scelta dei pellami ma anche delle richieste di chi sa quanto siano preziose le mani e l’abilità di chi le progetta e le produce. Le mani di Piero Peroni, che col fratello fondò l’azienda omonima, sono eredi di tre generazioni di artigiani che - ispirandosi alle bellezze artistiche della Firenze non soltanto Quattrocentesca - hanno saputo inventare in cuoio, pelle e cuoietto, accessori e articoli d’arredo che ricordano Firenze in qualsiasi stanza siano conservati.
Quanti poi sanno quanto sia importante la tradizione del buon vivere, nella città che s’affaccia sull’Arno sanno altrettanto bene che qui è possibile incontrare ancora artisti che realizzano scarpe secondo regole che difficilmente verranno sostituite da nuove intuizioni modaiole. A dimostrazione e conferma la presenza di artigiani come il giapponese Hidetaka Fukaya e la tedesca Saskia Wittmer, che hanno eletto come loro patria Firenze, e qui creano calzature uniche e personalizzate, nel rispetto di cromatismi e modulazioni di desideri. Proprio come Stefano Bemer che si muove tra pellami morbidi e tomaie, in un tripudio di colori e morbidezze di confortevole comodità o come Calogero Mannina, che con pazienza certosina e abilità silente nel suo laboratorio tra il Ponte Vecchio e Palazzo Pitti prepara scarpe che rendono lieve il percorrere le strade che ogni giorno ognuno deve affrontare. Strade che dal vivace e articolato laboratorio in Santo Spirito di Roberto Ugolini diventano più facili da superare grazie alla comodità e alla bellezza che caratterizza ognuna delle singole creazioni che da qui escono.
 

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