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Museo Bardini (ph. Dario Garofalo)
2 Marzo 2026

Brevissime 2026 al Museo Stefano Bardini

Dal 5 marzo, un ciclo di lezioni aperte al pubblico sulle grandi fratture della storia dell’arte

Al via la nuova edizione di Brevissime. Lezioni di storia delle arti, la rassegna di divulgazione culturale che porta la grande storia dell’arte fuori dalle aule accademiche e dentro uno dei luoghi più affascinanti della città: il Museo Stefano Bardini, in collaborazione con i Musei Civici Fiorentini.

Il titolo scelto per questa edizione – “Rottura. Momenti, figure e materiali che hanno deviato il corso della storia” – è una dichiarazione di intenti: ogni incontro indaga una frattura, una deviazione, un gesto innovativo capace di generare nuove traiettorie culturali. Dai libri che hanno cambiato l’immagine del cosmo alle opere che hanno incrinato i canoni figurativi, fino ai materiali che hanno ridefinito committenze e pubblici, la stagione 2026 si conferma un appuntamento centrale per chi cerca a Firenze lezioni di storia dell’arte di alto livello, ma accessibili a tutti.

Il programma 2026: da Galileo a Caravaggio, le grandi svolte della storia dell’arte

Ad aprire il ciclo, il 5 marzo, è Michele Dantini con Non rottura. Controstoria dell’arte italiana del secondo Novecento. Il docente dell’Università per Stranieri di Perugia propone una lettura alternativa del secondo Novecento italiano, interrogando il rapporto tra discontinuità politiche e persistenze della memoria nelle opere di Lucio Fontana e Alberto Burri.

Il 12 marzo Filippo Camerota, direttore scientifico del Museo Galileo, affronta la rivoluzione introdotta dal Sidereus Nuncius di Galileo Galilei: nel 1610 il trattato infranse definitivamente l’antica immagine del cielo, segnando una delle più radicali “rotture” della storia del pensiero occidentale.

Il 26 marzo Aldo Galli guida il pubblico nella riscoperta della terracotta quattrocentesca, materiale che contribuì a una vera e propria democratizzazione della scultura, ampliando pubblico e committenza.

Il 2 aprile Thomas C. Salomon dedica la lezione a Gian Lorenzo Bernini e alla rivoluzione del Barocco, nata anche dal sodalizio con Papa Urbano VIII: un linguaggio figurativo destinato a ridefinire per sempre l’idea di arte come spettacolo totale.

Il 16 aprile Claudio Paolini ricostruisce la Firenze tra il 1940 e il 1943, raccontando le strategie messe in atto per salvaguardare il patrimonio artistico durante la Seconda guerra mondiale e sfatando il mito di una città al riparo dal conflitto.

Il 23 aprile Camilla Pietrabissa indaga invece la nascita del paesaggio come genere moderno, analizzandone le implicazioni culturali e politiche.

Il 7 maggio la storica americana Michèle K. Spike firma Tre donne per Firenze, dedicato a tre figure decisive per la storia cittadina: Matilde di Canossa, Maria di Nazareth e Anna Maria Luisa de' Medici.

Il 14 maggio Mario Iozzo conduce il pubblico nell’Atene di Fidia, tra Partenone e nascita del “classico”, in uno degli snodi fondamentali della storia dell’arte occidentale.

Chiude il ciclo, il 21 maggio, Alessandro Morandotti con una lezione dedicata a Caravaggio e alla fondazione di una nuova tradizione figurativa: una rottura radicale che, tra luce e ombra, naturalismo e tensione drammatica, segna l’inizio della modernità.

Brevissime. Lezioni di storia delle arti
Museo Stefano Bardini
Piazza de’ Mozzi, Firenze
Dal 5 marzo 2026

Biglietti acquistabili esclusivamente online QUI

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