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BASELITZ. AVANTI! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist (ph. Elisa Norcini)
25 Marzo 2026

Georg Baselitz al Museo Novecento

Fino al 13 settembre, Firenze ospita una retrospettiva di 170 opere che celebra oltre 60 anni di arte radicale e anticonformista di Baselitz

È Sergio Risaliti a guidarci - per il nuovo numero di Firenze Made in Tuscany Magazine - dentro Avanti!, la grande mostra dedicata a Georg Baselitz. Un percorso che attraversa oltre sessant’anni di ricerca e restituisce, attraverso circa 150 opere su carta, dipinti e sculture, la forza indomabile di un artista che ha scelto di andare avanti, sempre, anche capovolgendo lo sguardo sul mondo. Qui di seguito le sue parole.

BASELITZ. AVANTI! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist (ph. Elisa Norcini)

In oltre sessant’anni di attività, George Baselitz ha costantemente rifiutato di imbrigliare la propria energia creativa entro i confini di una tecnica o di uno stile unico. Ha portato avanti una ricerca solitaria, difendendo con determinazione la pratica artistica come esperienza individuale, sulla scia di altri grandi maestri del passato. Per questo motivo ha sempre evitato di aderire a gruppi, movimenti o correnti. Come ha osservato Ulrich Weisner: “Baselitz ha trovato per sé una via individuale che non è imitabile né può diventare stile”. Questa primavera il Museo Novecento, con la mostra Avanti! presenta l’intera produzione grafica dell’artista, unanimemente riconosciuta come uno dei vertici della sua ricerca. In mostra si trovano circa 150 opere su carta, accanto a cinque dipinti e cinque sculture, testimonianza della natura profondamente poliedrica del suo lavoro.

BASELITZ. AVANTI! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist (ph. Elisa Norcini)

Le opere, realizzate con diverse tecniche incisorie e distribuite sui tre piani del museo, dimostrano come la grafica non sia affatto un’attività secondaria o marginale. Come ha dichiarato lo stesso Baselitz: “Ho sempre realizzato xilografie quando sentivo la necessità di precisare in una forma definitiva un’immagine, un’idea d’immagine che avevo sviluppato e che si era manifestata in dipinti”. Questa esigenza lo ha accompagnato per decenni, spingendolo a dedicarsi alla grafica con risultati straordinari e sempre originali. Già dal 1964 Baselitz si era immerso nel lavoro incisorio, in un periodo dominato da un’ideologia del progresso che escludeva qualsiasi forma di ritorno al passato. In aperta controtendenza, l’artista intraprese un percorso che lo riportava a confrontarsi con la storia dell’arte e con le tradizioni più antiche, sia pittoriche sia scultoree, affrontate con libertà e spirito anticonformista. Non sorprende quindi il suo modo di scolpire il legno, quasi fosse un maestro d’ascia, né la scelta di realizzare sculture policrome in netto contrasto con le forme industriali e seriali di Judd, con le Brillo Boxes di Warhol o con il neo-realismo dell’Arte Povera.

BASELITZ. AVANTI! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist (ph. Elisa Norcini)

Chi visita la mostra Avanti! si trova così davanti a un artista che, pur utilizzando tecniche apparentemente anacronistiche, procede in realtà lungo un percorso radicalmente innovativo, privo di nostalgia e di regressioni. Una simile capacità di avanzare recuperando elementi del passato si ritrova solo in Picasso e in pochi altri artisti a questo livello e con questa libertà. Nato nel 1938 in Germania, Baselitz è cresciuto tra le macerie della Seconda guerra mondiale, assistendo al crollo della civiltà europea, alla costruzione e alla caduta dei muri, alle rivolte giovanili e al fallimento delle utopie politiche. Fin dagli esordi ha sfidato le regole della rappresentazione tradizionale e le convenzioni morali, scegliendo posizioni estreme e sviluppando un linguaggio inquieto, provocatorio e profondamente antiaccademico. Libero al punto di non piacere, Baselitz ha affrontato senza timore la crisi della pittura, segnata dall’eredità di Duchamp. Accettando la distruzione del linguaggio figurativo, ha tentato di ricostruirlo dalle sue stesse rovine, esplorando le potenzialità nascoste delle immagini e recuperando iconografie antiche e primordiali. Celebre è la sua scelta di rovesciare i soggetti, presentandoli sottosopra: un gesto insieme simbolico e concettuale che destabilizza lo sguardo e costringe lo spettatore a confrontarsi con una visione innaturale. Capovolgere l’immagine significa anche mettere in discussione il tempo e lo spazio, modificando il nostro modo di percepire la realtà.

BASELITZ. AVANTI! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist (ph. Elisa Norcini)

Le fonti d’ispirazione degli artisti restano spesso enigmatiche. È possibile che Baselitz sia stato colpito da immagini del passato, come quelle di Filippino Lippi negli affreschi della Chiesa del Carmine a Firenze, forse osservati durante il suo soggiorno a Villa Romana nel 1965. Una delle sue prime figure rovesciate, Fingermalerei del 1972, presenta alcune analogie con l’immagine di un Pietro crocifisso a testa in giù come nella Cappella Brancacci. Attraverso queste inversioni Baselitz suggerisce che nulla è definitivo, che l’energia creativa è superiore a tutto, ad ogni tragedia, collasso o frattura, e che si deve andare avanti senza mai rinunciare a trasformare e riorganizzare il campo visivo, la struttura figurativa, i saldi e perpetui contenuti della storia dell’arte. In questo senso ha letteralmente capovolto il linguaggio figurativo, cercando nel terreno stesso dell’arte i semi di una possibile rinascita dopo Duchamp e prima del ritorno alla pittura degli anni Ottanta. Esiste infatti una distanza significativa tra il suo linguaggio e il citazionismo narrativo dei pittori postmoderni. Le sue opere possono apparire volutamente sgraziate, infantili o dissonanti; il segno è nervoso, irregolare, i colori talvolta stridenti. Proprio in questa apparente disarmonia risiede la forza della sua ricerca: una libertà espressiva sostenuta da una solida visione concettuale. D’altronde imparare a disegnare come un bambino può richiedere una vita intera. Senza i dipinti, le sculture e soprattutto la straordinaria produzione grafica di Baselitz, sarebbe difficile comprendere cosa significhi davvero ‘andare avanti’, anche invertendo la direzione del tempo.

Per la prima volta, il Museo Novecento dedica quasi tutti gli ambienti delle ex-Leopoldine a un’unica grande mostra monografica dedicata a Baselitz. Al Museo è possibile visitare anche la mostra dedicata a Ottone Rosai. Poeta Innanzitutto, fino al 4 Ottobre. Cento opere della collezione permanente del Museo saranno esposte a Castelfiorentino con la mostra “Cento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione. Da Morandi a Vedova”, a cura di sergio Risaliti e Eva Francioli realizzata dal Museo Novecento in collaborazione con il CAMBIO Centro Culturale fino al 20 settembre

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