Giorgio Armani compra La Capannina, iconico locale di Forte dei Marmi
Aperta nel 1929, è tra le discoteche storiche più celebri al mondo e dal 1977 è gestita da Gherardo e Carla Guidi
La Capannina è stata acquisita da Giorgio Armani. La notizia che riguarda il leggendario locale fondato nel 1929 da Achille Franceschi e dal 1977 acquisito e gestito da Gherardo e Carla Guidi arriva a fine estate e fa sussultare molti cuori. Quelli di chi l’ha conosciuta negli anni ’60, l’ha vissuta negli anni ’80 e ’90, e non ultimi dei giovanissimi che la frequentano oggi.
La Capannina di Franceschi oggiSotto gli ombrelloni della Versilia, e non solo, la domanda di tutti è: cambierà? La Capannina è simbolo, da quasi un secolo, della mondanità italiana e crocevia di artisti e intellettuali. Per Giorgio Armani, da sempre legato a Forte dei Marmi, rifugio personale e luogo di vacanza, questa acquisizione rappresenta un gesto affettivo, un ritorno alle origini – lì negli anni Sessanta conobbe il suo amico e socio Sergio Galeotti – e un tributo alla tradizione italiana. Per queste ragioni, soprattutto sentimentali, Armani restituirà al locale un heritage mai del tutto sopito. Forse ha tratti un po’ impolverato. La nuova gestione sarà effettiva a partire dalla stagione estiva 2026.
La Capannina di Franceschi (Archivio Franceschi)La nostra casa editrice ha pubblicato un bel volume sulla storia di questo luogo iconico in occasione dei suoi 90 anni: La Capannina di Franceschi. Da Achille Franceschi a Gherardo Guidi 90 anni di un mito. Fotografie belle come le storie e i racconti di questo luogo lo ha vissuto e amato, a cui è legato anche per vicende personali. Proprio Mister Giorgio.
La Capannina Pubblichiamo qui un breve estratto del libro, firmato dal giornalista Umberto Cecchi
Lo diceva Pier Paolo Pasolini - il più rustico e critico poeta del suo tempo, capace di fare a botte con Leonida Repaci, temuto signore del Premio Viareggio - che al momento giusto decideva di sparire per inglobarsi al Forte e poetava: “…il mare si ferma sull’approdo, saggia la riva con sospetto, poi guarda ammirato oltre la fila di tende leggere verniciate di bianco e sembra volersi rifugiare nella grotta di Alì Babà, in quell’apriti Sesamo che è la Capannina, non sembra così anche a voi? Notti d’Arabia felix”. La sua faccia spigolosa, dura, da uomo del nord, appariva rilassata. Ho citato a memoria: vecchi ricordi di una sera inquieta a un tavolo con Pasolini, Piero Paoli e io: ‘due giornalisti di troppo’ come aveva detto Pasolini prima di aprire un dibattito semi-soffocato dai bassi dell’orchestra. Il dibattito era sugli intellettuali e Pasolini li divideva fra impiegati di destra e sinistra con una sparuta pattuglia indipendente al centro che non sbarcava il lunario. Era un vecchio dibattito. La cosa stupefacente era semmai che lo avessimo aperto a un tavolo della sala da pranzo della Capannina, dove il maître, Pasquale Casiello, impettito come un soldato, stava ad ascoltare. Cose straordinarie, ma straordinario è il mondo della Capannina di Franceschi nata nel 1929, lì dov’è ancora. Una ‘capanna’ che fa storia nei cinque continenti.
La Capannina di Franceschi