In Toscana il primo Conclave della Storia
Quando Arezzo fece la storia... papale!
Nessuno lo sa, ma la Toscana è stata il palcoscenico del Primo Conclave moderno della storia della Chiesa. Scoprite com’è andata…
Dimenticate Roma. Scordatevi la Cappella Sistina. La storia del conclave, quello vero – con cardinali chiusi dentro, niente contatti con l’esterno, pasti ridotti all’osso (letteralmente) e un’elezione segreta da manuale – è iniziata in Toscana, in un posto che forse non vi aspettereste: Arezzo. Sì, proprio quella Arezzo delle giostre medievali, della pappa al pomodoro e dei tramonti toscani da cartolina.
giostra del saracino in piazza grandeEra il 21 gennaio 1276, e in una chiesa di pietra incastonata tra i tetti della città, San Domenico, 13 cardinali si riunivano per scegliere un nuovo Papa. Il candidato? Un certo Pierre de Tarentaise, vescovo di Ostia, che sarebbe diventato Innocenzo V. Ma questa non era solo un’elezione: era il primo conclave della storia, nel senso moderno del termine.
Chiesa di San Domenico ArezzoLe origini di questa vicenda
Facciamo un salto indietro: prima di Arezzo, le elezioni papali erano un tantino... caotiche. Nei primi secoli, bastava una manciata di romani con opinioni forti o un Papa morente con un amico fidato da nominare. Poi arrivarono i cardinali, le famiglie aristocratiche (leggi: faide degne di Game of Thrones) e... il disastro di Viterbo. Nel 1268, dopo la morte di Clemente IV, ci vollero 1006 giorni (quasi tre anni!) per scegliere il successore. I cardinali? Chiusi nel palazzo papale, mentre fuori i cittadini di Viterbo – esasperati – li chiudevano a chiave, toglievano il tetto e li mettevano a pane e acqua. Altro che ritiri spirituali.
Il vincitore di quel folle conclave fu Gregorio X, che, con la saggezza di chi ne ha viste tante, decise di mettere ordine. Durante il Concilio di Lione del 1274, tirò fuori dal cappello la Costituzione ‘Ubi periculum’: un regolamento ferreo per le future elezioni. Chiusi dentro, contatti vietati, dieta progressivamente più triste. Era l’alba del conclave moderno.
Gregorio X
Gregorio X, però, era anziano e acciaccato. Lasciò Lione nel 1275, ma la strada per Roma era lunga e irta di febbri. Si fermò ad Arezzo, ospite del vescovo (e signore della città) Guglielmino degli Ubertini. Purtroppo, il 10 gennaio 1276, morì. Ma come recitava la sua stessa legge: nove giorni dopo, si elegge un nuovo pontefice nello stesso luogo della morte.
Ed eccoci qui: Arezzo diventa per caso (e per Costituzione) teatro del primo conclave della storia, con le regole nuove di zecca, appena coniate a Lione. In tutto parteciparono 13 cardinali su 16, in clausura, tra preghiere, votazioni e qualche brontolio di stomaco. E fu lì, tra le mura della Chiesa di San Domenico, che nacque Innocenzo V.
Il primato di Arezzo
Arezzo non è solo una tappa perfetta per chi cerca un’Italia autentica, ma anche una delle poche città al mondo che può vantare le spoglie di un Papa: Gregorio X riposa proprio nel Duomo, un gesto di riconoscenza verso la città che lo ospitò nei suoi ultimi giorni – e che costruì la cattedrale anche grazie al suo lascito.
Chiesa di San Domenico Arezzo
Oggi pochi ricordano che l'elezione papale non è sempre stata roba da Roma. Successe a Viterbo, Perugia, Lione, Venezia, persino a Costanza, ma è ad Arezzo che il conclave ha messo il suo primo sigillo ufficiale.
Consigli per viaggiatori curiosi
Se siete ad Arezzo, fate un salto nella Chiesa di San Domenico – magari dopo un caffè in Piazza Grande – e immaginate 13 cardinali in mantelli rossi, chiusi tra quelle mura nel gennaio del 1276, intenti a cambiare la storia. Poi salite al Duomo, rendete omaggio a Gregorio X (che nel 1713 è stato anche beatificato, mica poco) e magari perdetevi tra i banchi dell’antiquariato mensile o nelle atmosfere da film di La vita è bella. Perché sì, Arezzo sa sorprenderti.
Il film perfetto per questi tempi... con un tocco di Toscana
In un momento in cui il tema del conclave è tornato prepotentemente sotto i riflettori, c’è un film che sembra fatto apposta: Il Conclave (2024) diretto da Edward Berger. Nel cast brillano nomi del calibro di Ralph Fiennes, Stanley Tucci, Isabella Rossellini e Sergio Castellitto, in una trama avvincente ambientata tra le mura segrete del Vaticano. E indovinate un po’? Anche qui la Toscana fa la sua parte.
I magnifici gioielli e accessori indossati dagli attori – tra anelli cardinalizi e croci da mozzare il fiato – sono stati realizzati a mano dal maestro orafo Paolo Penko, artigiano fiorentino noto per trasformare la tradizione rinascimentale in arte indossabile. Un dettaglio che rende la visione ancora più affascinante per chi ama l’Italia, la storia e l’eleganza senza tempo. Qui anche la nostra intervista a Riccardo Penko.
Le creazioni di Paolo Penko in Conclave (ph. Edoardo Argenio)Il film è disponibile in streaming su Amazon Prime, quindi se vi siete appassionati alla storia del primo conclave ad Arezzo... sapete cosa guardare stasera.