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La Galleria dell'Accademia (ph. Dario Garofalo)

text Francesca Lombardi

17 Ottobre 2025

Michelangelo Buonarroti: vita, opere e capolavori a Firenze (e non solo!)

Alla scoperta dei capolavori del genio del Rinascimento

L’artista divino: si potrebbe riassumere così la vita e la carriera di Michelangelo Buonarroti, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, vero protagonista del Rinascimento

Nel settembre del 1537, in una lettera all’artista Pietro Aretino scrive: “il mondo ha molti re, ed un solo Michelangelo”. Già ai contemporanei del grande artista toscano era chiara la percezione della grandezza del suo genio.

Ripercorriamo la sua vita e i suoi capolavori.

Il David di Michelangelo al Museo dell'Accademia

La storia di Michelangelo

Michelangelo Buonarroti è nato a Caprese, in provincia di Arezzo, il 6 Marzo 1475. Appena neonato viene portato dalla famiglia a Firenze. Michelangelo era figlio di Lodovico Buonarroti Simoni e di Francesca di Neri; viene avviato dal padre agli studi umanistici sotto la guida di Francesco da Urbino, mostrando sin da subito una predisposizione per il disegno. Frequenta la scuola fiorentina della bottega del maestro Ghirlandaio, ma nel giro di poco (in quel periodo aveva circa 13 anni), abbandona la bottega per recarsi ai Giardini di San Marco, la libera scuola di scultura e di copia all’antico istituita da Lorenzo de’ Medici.

Michelangelo da giovane mostra una fortissima personalità, e viene notato da Lorenzo il Magnifico, che lo accoglie nella sua corte; qui, Michelangelo ha modo di entrare a contatto con dei grandissimi pensatori umanisti, come Marsilio Ficino. Alla corte dei Medici realizza le sue prime sculture.

Dal 1490 in poi inizia una serie di viaggi in giro per l’Italia che saranno fortemente formativi per la sua carriera artistica; nel 1494, infatti, fugge dalla corte dei Medici per paura della loro caduta dopo l’arrivo di di Carlo VIII a Firenze. Si reca a Bologna dove scolpisce il Bassorilievo per il Duomo di San Petronio. A Bologna realizza anche il componimento scultoreo dell’arco di San Domenico, e nel 1495 torna a Firenze. Il rientro a Firenze segna il punto di inizio del periodo delle sue opere più importanti. Un Cupido da lui scolpito oggetto di una truffa a scapito del cardinale Jacopo Galli, noto collezionista romano, lo porta la prima volta a Roma. Da quel momento i soggiorni romani saranno sempre più frequenti e proprio a Roma Michelangelo morirà il 18 febbraio 1864, a 89 anni. Non tornerà mai a Firenze nonostante i ripetuti inviti di Cosimo I.

Le opere più importanti di Michelangelo

Non è facile riassumere l’esperienza di Michelangelo Buonarroti in poche righe. Possiamo però tentare di citare le sue opere più maestose, quelle che non possono non essere citate. In questo bellissimo testo di Antonio Natali, lo storico dell’arte e ex direttore degli Uffizi ci racconta le più famose.

David di Michelangelo

Tra il 1500 e il 1504 realizza il David, emblema del Rinascimento e oggi simbolo dell’Italia in tutto il mondo. L’opera, ritrae l’eroe biblico mentre si appresta ad affrontare Golia, ed è ormai considerato come l’ideale di bellezza maschile nell’arte. Attualmente l’originale è alla Galleria dell’Accademia. Un'altra copia della medesima scultura è situata in Piazza della Signoria, ma i David a Firenze sono ben 5 come vi svegliamo in questo articolo.

DAVID, GALLERIA DELL'ACCADEMIA

Tondo Doni

Michelangelo dipinse questa Sacra Famiglia, uno degli inamovibili degli Uffizi, per il matrimonio di Agnolo Doni con Maddalena Strozzi. In città in quegli anni si trovavano nello stesso momento Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Furono anni di altissimo fervore culturale e Agnolo poté quindi celebrare le sue nobili nozze e la nascita della sua primogenita con alcune delle massime espressioni di questa eccezionale fioritura: i ritratti dei due coniugi dipinti da Raffaello, e il tondo di Michelangelo, che è l’unico dipinto certo su tavola del maestro. Michelangelo aveva da poco studiato le potenzialità del formato circolare, molto apprezzato nel primo Rinascimento per gli arredi devozionali domestici, nei marmi del Tondo Pitti (Museo Nazionale del Bargello) e del Tondo Taddei (Royal Academy di Londra): in entrambi i casi la Madonna, il Bambino e San Giovannino occupano prepotentemente tutta la superficie del rilievo. Anche il Tondo Doni è concepito come una scultura, in cui la composizione piramidale del gruppo si impone su quasi tutta l’altezza e la larghezza della tavola.

Tondo Doni, Michelangelo

La Sagrestia Nuova, Cappelle Medicee

La Sagrestia Nuova, costruita a péndant della Sagrestia Vecchia brunelleschiana , fu ideata nel suo arredo architettonico e scultoreo interno da Michelangelo forse su un precedente impianto progettato da Giuliano da Sangallo. Il lavoro durò quattordici anni, subì numerose interruzioni a causa di importanti vicende storiche - tra cui la fuga e il ritorno dei Medici al potere - e rimase inconcluso nel 1534, per il definitivo trasferimento di Michelangelo a Roma.

Museo delle Cappelle Medicee

Il Dio Fluviale di Michelangelo

Dopo secoli di storia e numerosi spostamenti, il modello a grandezza naturale del Dio Fluviale di Michelangelo ritorna all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, dove viene esposto in una sala appositamente progettata per esaltarne valore artistico e culturale. Concepite intorno al 1526-1527 per le tombe medicee nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo, questa figura avrebbero dovuto completare il sepolcro di Lorenzo duca d’Urbino, rappresentando un dio fluviale antropomorfo in posizione distesa, simbolo della vita che scorre. Donato all’Accademia da Bartolomeo Ammannati nel 1583 per favorire lo studio degli allievi, il modello è stato sottoposto a un restauro meticoloso tra il 2015 e il 2017 presso l’Opificio delle Pietre Dure, che ne ha consolidato la struttura e restituito la matericità originaria. La nuova collocazione, firmata dagli architetti David Palterer e Norberto Medardi, permette una fruizione ravvicinata e meditata, con protezioni antisismiche e un parallelepipedo di vetro che evoca il fluire dell’acqua. La sala ospita anche opere di Francesco Granacci e della Bottega dei Sangallo, creando un dialogo tra i grandi maestri del Rinascimento.

Michelangelo, Dio Fluviale (ph. Elena Foresto)

La Pietà Vaticana

La Pietà Vaticana viene considerata come il primo grande capolavoro dell’artista, databile tra il 1497 e il 1499. È l’unica che contiene la firma dell’artista. Viene commissionata dal banchiere Jacopo Galli, durante il primo soggiorno romano di Michelangelo. La Vergine Maria il Cristo Morto nudo in braccio, e l’iconografia dell’opera prima di questa scultura veniva solitamente tradotta in uno schema abbastanza rigido. Michelangelo innova la tradizione iconografica, scolpendo una scultura con uno schema quasi piramidale, che sembra trasmettere un momento di intimità tra le due figure.

La Pietà ospitata nella Basilica di San Pietro, Città del Vaticano

Gli affreschi della Cappella Sistina

Impossibile non citare, poi gli affreschi della Cappella Sistina, la principale Cappella del Palazzo Apostolico, conosciuta in tutto il mondo per essere il luogo in cui tengono le cerimonie del Papa. Gli affreschi di Michelangelo ne ricoprono la volta, realizzati quando aveva 33 anni, in cui ha dipinto nove episodi tratti dal libro della Bibbia la Genesi, suddivisi in gruppi tematici da tre. Questo è considerato il capolavoro definitivo di Michelangelo, ultimato nel 1512.

Cappella Sistina - Volta

La Cupola di San Pietro

Michelangelo Buonarroti lavora alla Cupola di San Pietro fino al giorno della sua morte, nel 1564. La Cupola è diventata un simbolo della città. La sua forma rappresenta uno dei punti più alti del linguaggio architettonico rinascimentale e del passaggio all’epoca barocca è una delle più vaste coperture in muratura mai costruite. Padroneggia da secoli lo skyline romano, ed è uno dei punti maggiormente panoramici della città.

Galleria dell'Accademia

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