Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy a Palazzo Pitti
Alla Galleria della Moda e del Costume, un racconto visivo e storico che esplora le radici profonde del Made in Italy attraverso abiti, accessori, fotografie e filmati
Fino al 2 novembre, le sontuose sale del Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti a Firenze ospitano la mostra Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy. Un’esposizione promossa dal Ministero della Cultura, organizzata da Archivio Luce Cinecittà in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, che racconta trent’anni cruciali nella formazione dell’identità della moda italiana, prima della sua consacrazione sulla scena internazionale.
Curata da Fabiana Giacomotti, Moda in Luce è un racconto visivo e storico che, attraverso oltre cinquanta abiti, accessori, fotografie e filmati, esplora le radici profonde del Made in Italy. La mostra ricostruisce il periodo compreso tra il 1925 e il 1955, svelando un panorama ricco di innovazione, creatività e competenze artigianali che precedono la celebre sfilata del 1952 nella Sala Bianca di Palazzo Pitti.
Una giovane commessa sistema una vestaglia su un manichino durante una gara, 1941 (Fondo Amoroso / Archivio Luce Cinecittà)Al centro dell’esposizione, l’eccezionale patrimonio dell’Archivio Luce, con filmati, cinegiornali e materiali fotografici – molti dei quali inediti – che documentano l’evoluzione dell’industria tessile italiana e la crescente influenza della moda sul piano culturale ed economico.
In mostra opere di maison ormai scomparse come Ventura, Radice, Gandini, Montorsi, Villa, Palmer, Biki, Carosa, accanto a firme leggendarie come Maria Monaci Gallenga, Fortuny, Simonetta Visconti. Spiccano anche creazioni di Emilio Pucci, Gucci (con una borsa da sera del 1929 mai esposta prima) e Salvatore Ferragamo, con il celebre sandalo "invisibile" del 1947.
Non solo moda: sono esposti anche cataloghi di tessuti, documenti storici, “attestati di italianità”, libri rari e contributi audiovisivi firmati da registi come Michelangelo Antonioni (Sette canne per un vestito, 1948), Romolo Marcellini e Roman Vlad.
FRANCO BERTOLI, MILANO Milano 1910 - 1960 GONNA FEMMINILE 1955 circa (Collezione Massimo Cantini Parrini, Firenze)Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde dichiara: “Questa mostra permette, attraverso un florilegio selezionatissimo di fotografie e video, non solo di ricostruire un momento importante della storia della moda, ma anche di calare gli abiti in un contesto che li rende vivi perché il supporto dei 'cinegiornali' e dell'immagine come mezzo documentario contribuisce come nient’altro a comprendere la funzione sociale dell'abito oltre la sua parvenza estetica”.
“La genesi della moda italiana riflette la storia del Paese. È una narrazione a più voci e fra diversi centri: Venezia, dove si tiene la prima sfilata collettiva di moda italiana e francese nel 1926, quasi in contemporanea con Milano, e poi Torino, dove nel 1935 nasce l'Ente Nazionale della Moda. Questa esposizione, che presenta per la prima volta una selezione ragionata dell'immenso patrimonio filmico, fotografico e documentaristico dell'istituto Luce, in parte inedito, oltre a cinquanta capi e accessori di maison leggendarie e in buona parte scomparse, intende raccontare l'evoluzione dello stile italiano nel trentennio nel quale si forma la sua coscienza critica e storica, si consolida il suo orgoglio di appartenenza, si saggia e si costruisce la sua industria tessile e la sua filiera, secondo un modello rimasto unico al mondo." Afferma Fabiana Giacomotti, curatrice della mostra.