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Kopac

text Francesca Lombardi

12 Settembre 2025

Slavko Kopač all’Accademia delle Arti del Disegno

L'artista croato, formatosi a Firenze, torna nella città che segnò il suo percorso umano e creativo

“Un artista dalla forte carica innovativa che merita di essere ricordato e riconosciuto specialmente a Firenze, la città che contribuì alla sua formazione nei difficili anni della guerra”: con queste parole Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno ha presentato la mostra Slavko Kopač. Il tesoro nascosto. Arte informale, surrealismo, art brut - a cura di Roberta Trapani e Pietro Nocita - ospitata fino al 13 novembre nella Sala delle Esposizioni della prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno a Firenze.

Slavko Kopac

Formatosi alla Accademia di Belle Arti di Zagabria Slavko Kopač (1913-1995) evolve giovanissimo dal Naturalismo ai movimenti più interessanti dell’arte del suo tempo. La mostra dedicata a uno dei più grandi artisti croati e tra i primi curatori delle collezioni di Art Brut segna il suo ritorno a Firenze dopo la personale del 1945 presso la Galleria Michelangelo in via Porta Rossa, offrendo un'occasione unica per riscoprire un'opera straordinaria e una figura enigmatica e complessa. Molto amato da André Breton, Jean Dubuffet e Michel Tapié, Kopač ha saputo incarnare lo spirito innovativo e interdisciplinare di un’epoca di rinascita culturale dalle macerie del dopoguerra.

Horses, una delle opere esposte a firenze nel 1945

Il percorso si articola attorno a due momenti centrali: il periodo fiorentino, tra il 1943 e il 1948, segnato dalla guerra e dalla ricostruzione, durante il quale Kopač elaborò un linguaggio espressivo originale che lo impose rapidamente sulla scena artistica internazionale; e il periodo parigino, in cui l’artista si affermò come figura chiave al crocevia tra surrealismo, arte informale e art brut — non come autore di quest’ultima, ma come suo strenuo difensore e promotore.

A Parigi, nell’estate del 1948, avvenne l’incontro con Jean Dubuffet, che lo riconobbe come interlocutore privilegiato e lo volle tra i suoi più importanti collaboratori nel progetto della Compagnie de l’Art Brut, a cui Kopač si dedicò fino all’apertura al pubblico, nel 1976, della Collection de l’Art Brut di Losanna. Nello stesso periodo entrò in contatto con André Breton, il quale apprezzò profondamente il suo immaginario onirico e totemico, accogliendolo nella cerchia surrealista. Pur intrattenendo un intenso rapporto con l’ambiente surrealista, Kopač non aderì mai formalmente al movimento, mantenendo una posizione autonoma.

Umbrella Tree 1946, Kopac

Artista radicalmente indipendente, Kopač esplorò con libertà disegno, pittura e scultura, sperimentando materiali e soluzioni formali eterogenee. Il suo linguaggio, in continua trasformazione, nasce da impulsi istintivi e tensioni poetiche, dando vita a forme ibride e metamorfiche che evocano un immaginario arcaico e universale.

In occasione della mostra dedicata a Slavko Kopač, sarà pubblicato un volume monografico che restituisce un ritratto completo e approfondito dell’artista. La pubblicazione, come la mostra, è resa possibile grazie al sostegno dell’Associazione ArtRencontre – Pola, Tamara e Kristijan Floričić, Maja Ivić – ed è realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura croato, della Regione Toscana e del Comune di Firenze. L’iniziativa è promossa e organizzata dall’Accademia delle Arti del Disegno, da ArtRencontre e dalla Kopač Committee Association, in collaborazione con il Museo Novecento Firenze, l’Institut Français Firenze, BBS Pro e MUS.E Firenze.

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