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29 Febbraio 2016

A colloquio con il maestro Ennio Morricone

A colloquio con Ennio Morricone, scoprendo l’essenza di un uomo-maestro giocatore di scacchi

Avete mai giocato a Indovina chi? Oggi vogliamo provare il vostro intuito, gli indizi per indovinare il Mister X in questione sono densi: lui è più che famoso, un’icona del nostro tempo, conosciuto all’estero quasi come la pizza, la mafia e il mandolino. 84 anni che non dimostra, capelli bianchi, sinonimo di saggezza e conoscenza, occhiali da vista, spesso lo si vede con una bacchetta in mano.

Un po’ di numeri che vi aiuteranno: 2 Oscar, 500 i film di cui ha composto le colonne sonore, ha lavorato con grandi registi del cinema contemporaneo come Leone (suo primo compagno di lavoro, ma anche di scuola elementare), Pontecorvo, Bertolucci, Tornatore, De Palma, Polanski, Stone, Almodóvar. Indovinato? è Ennio Morricone.

Avete mai visto pellicole del calibro de La battaglia di Algeri, C’era una volta in America, Gli intoccabili o Nuovo Cinema Paradiso? Bene, sappiate che dentro quella musica, risiede la mente di un vero maestro, un pilastro della cultura italiana in tutto il mondo. Eccoci giunti al nostro incontro.

Maestro, ci racconti brevemente i momenti salienti di una sua giornata compositiva.
Mi alzo presto, faccio ginnastica, leggo i giornali e poi mi metto a scrivere musica, con la matita sulla carta, niente è cambiato da un tempo.
Il 3 novembre lo vedremo sul palco del Mandela Forum di Firenze, che cosa ci regalerà?
Un programma di musiche in via di elaborazione: sarà speciale. Un progetto di concerti seriale, che ha avuto inizio all’Arena di Verona, come una tela tessuta dal 2002 fino a oggi.
Uno scorcio di Firenze che le è rimasto nel cuore?
Tutta la città è straordinaria. Credo che una vita non sia sufficiente per poterla apprezzare completamente appieno.
E’ un bravissimo giocatore di scacchi. Una regola del gioco da applicare anche nella vita?
Calma e tranquillità per elaborare le soluzioni migliori.

La colonna sonora della sua vita?
Tutte. Perché tutte mi hanno fatto soffrire.
Ennio Morricone e l’arte. Che cosa riesce a colpirla maggiormente in un’opera d’arte?
Attraverso l’amicizia con la pittrice Eva Fisher si è creato un profondo legame artistico, culminato con un disco, A Eva Fisher Pittore, realizzato nel 1992. Penso che il senso del bello sia soggettivo ma che debba essere sottoposto anche ad un’analisi oggettiva. Ogni opera, se sensibile e personale, ha una sua ragione per colpirmi.
Il regalo più grande che abbia mai ricevuto e quello fatto?
Ricevuto: mia moglie.
Fatto: l’ho sposata.
Tra le sue composizioni, ne scelga una da dedicare alla sua donna.
Gia’ dedicata: Vidi aquam a Maria-Marea (sua moglie Maria Travia dal 1956, ndr).
Una cosa che non manca mai nel suo frigo?
Mi trovo spesso davanti al mio frigorifero durante la giornata. Adesso trovo i fichi. Gustosi, ottimi.
 

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