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Drusilla, ph. Serena Gallorini

text Teresa Favi
photo Serena Gallorini

3 Febbraio 2021

A tu per tu con Drusilla

L’attrice e performer toscana parla del suo speciale legame con Prato. La città che l’ha lanciata e ancora l’accompagna

Un tu per tu inedito e speciale, con uno dei volti più poliedrici del nostro spettacolo, Drusilla Foer, cover story del nuovo Pratoreveiw.

“Prato mi ha battezzata artisticamente e emotivamente. Mi ha donato affetti insostituibili: Franco Godi il mio produttore, Roberta Betti, Elvira, Davide Drago e la ‘gente’ del Politeama, e alleati collaboratori come Serena Gallorini, amica e fotografa, e Iacopo Nucciotti che mi ha pettinata per la prima volta in questa città. È una città che mi piace perché ha uno sguardo contemporaneo, non polveroso”. Parla così Drusilla Foer con la sua voce calda e musicale mentre in uno studio fotografico in Corte Genova è seduta alla consolle del trucco assorbita da una impegnativa preparazione per il nostro servizio fotografico. Per una mattinata, è tutta nostra.  

regina del trasformismo Drusilla Foer è balzata al successo con lo spettacolo teatrale Eleganzissima

Ha la grazia di Marlene Dietrich, i motti di spirito di Marta Marzotto, l’intelligenza snob di Franca Valeri. Drusilla è una grande signora. Personaggio irriverente e antiborghese, si presta spesso a sostegno di cause sociali importanti. Attrice, cantante, autrice, icona di stile e regina del web.

Nel mondo dello spettacolo da una decina di anni, si divide fra televisione, radio, cinema e teatro. 

Prima della ribalta televisiva come giudice di Strafactor 2017 (talent nel talent di X Factor) e poi come editorialista di Matrix Chiambretti su Canale 5 e La Repubblica delle Donne in prima serata su Rete 4, si fa già notare nel 2012 al cinema con Özpetek in Magnifica Presenza e ancora in TV con Serena Dandini per The Show Must Go Off su La7. Ha all’attivo due spettacoli teatrali Eleganzissima e il nuovo Venere Nemica. Entrambi hanno riempito il Politeama di Prato ogni sera.

Già nel 2012 si fa notare al cinema con Ferzan Özpetek in 'Magnifica Presenza'

Signora Foer come nasce il suo nome?

Mi è stato dato come tutti i nomi ma devo ammettere che una sera, durante una cena alla quale ero stata imbucata, ho conosciuto una donna che si chiamava Drusilla. Una creatura incantevole, priva di pregiudizi. Diciamo che sono contenta di chiamarmi come lei. Foer è il cognome di monsieur Foer, Hervè. Mio marito, che non è più fra noi. Talmente presente è il mio sentimento per lui, che quasi non mi manca la sua presenza fisica. Se accade, raggiungo suo nipote a Parigi, Hans de Foer. Sono simili, nei pensieri, nei gesti, nell’aspetto. Un giovane artista che mi ha ispirato molto.

Molti la considerano un’icona di stile, altri la vedono come il personaggio che combatte i pregiudizi con ironia. Ma qual è la vera vocazione di Drusilla? 

Ho la devozione all’intrattenimento inteso come luogo piacevole in cui esprimo la mia visione della vita, senza alcun tentativo di persuasione. C’è però un messaggio che vorrei riuscire a trasmettere al mio pubblico, ed è il seguente: “La cosa più bella è accogliersi e la più brutta è vivere all’insaputa di sé stessi”.

All’anagrafe, Drusilla Foer risponde al nome di Gianluca Gori: fotografo, pittore, autore, cantante e attore di Firenze. un giorno, dal nulla, ha creato questo personaggio diventato in breve un fenomeno del web

Recentemente, la sua popolarità si è impennata sul web. Il segreto del suo successo?

Se proprio devo rispondere, credo di piacere perché non sono una minaccia al pensiero degli altri, perché mi espongo senza vergogna, e cerco di farlo con garbo. E perché sono simpatica. Questo me lo riconosco teneramente.  

Come lavora Drusilla?

Scelgo i tessuti e i tagli dei miei outfit che realizza Ornella la mia sarta. Sovrintendo con prepotenza a fotoritocchi moderati e ai montaggi dei miei video. Mi trucco spesso da sola prima che Iacopo domi la mia chioma ingestibile. Scrivo i miei testi, intervengo nella scelta delle musiche per miei spettacoli fino a mettere bocca persino dove non dovrei. Sono un’overcontroller maniacale e insopportabile. Ma questo limite mi mette in contatto con l’umanità delle persone con cui lavoro che sono molte, competenti e pazienti. Siamo come il meccanismo d’orologio, ogni rondella è fondamentale. Certamente la figura fondamentale è Franco Godi, a lui devo molto, se non tutto.

Drusilla durante lo spettacolo Eleganzissima che ha debuttato nei principali teatri italiani

Come è nato il suo speciale legame con Prato?

La prima volta che ho messo piede in questa città fu perché Davide Drago, un sacerdote della musica Indi italiana, mi chiese di partecipare a una trasmissione Radio che conduceva per una emittente pratese. Fu una bellissima esperienza proprio in quegli anni durante i quali non avevo nessuna ambizione di visibilità. Poi, fu la volta di Paolo Nieri che mi invitò a presenziare all’apertura di un locale del centro, sensibile ai temi LGBT. Ebbene, quella fu la mia prima apparizione pubblica. Alcuni giorni dopo un’amica mi propose di far parte della giuria del concorso musicale Eroticanzoni al Politeama di Prato. Rifiutai gentilmente inviandole la registrazione di un pezzo di Milly a sfondo erotico. Fu allora che il direttore artistico dell’evento, Franco Godi, volle conoscere quell’anziana signora che cantava bene... Finì che condussi la serata. Tra gli ospiti c’era anche Patty Pravo. Fu un successo. In tema di legami con Prato, vorrei ricordare anche un episodio abbastanza recente. Sempre al Politeama. Due giorni dopo la scomparsa di Roberta Betti, la sera della prima replica toscana di Venere Nemica, per lei abbiamo aperto il lucernario di Nervi facendoci consolare dalle stelle… È stato emozionante.

A proposito di emozioni, qual è stato il momento più emozionante della sua carriera?

Fu durante una serata di Eleganzissima, sempre al Politeama, dopo aver interpretato Sognando una canzone molto intensa di Don Backy. In sala c’era l’autore che piangendo mi raggiunge sul proscenio e mi dice: “Nessuno mi ha mai restituito questo pezzo così”. Sono rimasta senza parole…

Il complimento più bello?

Quello di un giovane tecnico del suono alla fine di una replica di Venere Nemica: “Signora, lei mi sposta!”.

Il suo itinerario fra le vie del centro storico tra arte, gusto e buoni amici?

Via Garibaldi con il Politeama e la meravigliosa pizzeria a taglio, le fugaci visite all’amica Silvia Bacci, gli shooting in Corte Genova, i negozietti di tessuti, i sedani al sugo indigeribili, il Museo d’arte contemporanea, i Kinkaleri e il Fabbricone dove venni folgorata dagli spettacoli dei Magazzini Criminali. 

Drusilla durante lo spettacolo Eleganzissima

Quali sono i progetti in cantiere a cui si sta dedicando anima e corpo?

Un libro dove racconto la vita di Drusilla a episodi. Scrivere è catartico, smuove cose… Un disco, di brani inediti di grandi autori italiani. La televisione, in qualche modo apparirò.

E cosa vorrebbe fare che ancora non ha fatto?

Mi piacerebbe molto doppiare un cartone animato e incidere una hit estiva.

Drusilla, qual è il libro che le ha cambiato la vita?

I racconti di San Francisco di Armistead Maupin.

La sua colonna sonora in una playlist?

Prince, Steve Wonder, Lady Gaga, Jaques Brail, Ivano Fossati, Debussy, Carmen McRae, Aznavour, Jobim. Ma non riesco a perdonare Madonna.

L’opera che vorrebbe avere a tutti i costi nel caveau?

La veduta di Delft di Vermeer. Possiedo però un quadro che amo molto dipinto da Gianluca Gori. Era un artista abile, dovrebbe tornare a dipingere e basta. 

La vera eleganza è?

Mi creda, l’eleganza non esiste, esiste solo la naturalezza.




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