Alla scoperta del Castello di Sammezzano
Un tesoro di colore e stupore, incastonato nel Valdarno, pronto alla rinascita
Il Castello di Sammezzano, situato a Reggello (Firenze) e in stato di abbandono da quasi trent’anni, ha finalmente un nuovo proprietario: la Smz Srl, riconducibile all’imprenditore fiorentino Giorgio Moretti, fondatore degli Angeli del Bello. La famiglia Moretti si è posta l’obiettivo di restituire al più presto il castello e il suo parco secolare — quasi 200 ettari — alla comunità e al patrimonio culturale italiano. Decisivo per la svolta l'impegno della figlia di Moretti, Ginevra, che ha avuto un ruolo chiave nel convincere il padre ad avviare il progetto di recupero.
Sammezzano interno - ph Massimo ListriEsplorare una regione tanto ricca di straordinari tesori artistici come la Toscana. Puntare lo sguardo sul Castello di Sammezzano. La vasta dimora domina il versante meridionale del monte di Vallombrosa, affacciata con una certa alterigia feudale sulla severa campagna del Valdarno. Costituisce un territorio interamente devoluto alla fantasia.
Unicità assoluta, per la trama di straordinarie suggestioni e l’irripetibile fioritura ornamentale che a sorpresa si cela dietro le mura severe. Autentica visione fiabesca voluta, a partire dalla metà del XIX secolo, dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, committente e architetto insieme.
Ma Sammezzano non è soltanto una sorta di stampa anastatica dell’Alhambra di Granada e delle sue fatate seduzioni islamiche. Né si limita a dar vita a una rappresentazione scenica ordita dalle infinite, inattese invenzioni decorative che vi si susseguono sala dopo sala.
Sammezzano dettglio - ph Massimo ListriEbbene, in questa follia immaginifica e sontuosa, colta e, quasi a tratti ‘disneyana’, c’è molto di più. Intanto chi era Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona? Il gentiluomo toscano, ereditato il possesso di Sammezzano nel 1843 al termine di una lunga e contrastata vicenda legale, si dedicò per il resto della sua esistenza alla trasfigurazione di quella che fino a quel momento era stata una semplice villa signorile posta ‘nel popolo di San Salvatore al Leccio’.
Sammezzano interno - ph Massimo ListriUn unicum dunque. Un palcoscenico di eclettismi e contaminazioni letterarie e stilistiche, dove l’incipit è dato dal bianco abbagliante e ricamato della ‘Sala degli Amanti’, in cui si intrecciano forme gotiche e moresche, per poi esplodere felicemente, senza più un attimo di respiro, nella fantasmagoria cromatica, tecnica e materica, degli ambienti successivi.
Sale e saloni, ogni atrio e corridoio sono animati da un’immensa volontà di ornamentazione che trae linfa dalla sintassi del linguaggio artistico moresco. Sammezzano dunque è sogno e incubo allo stesso tempo, fiction appassionante e accumulo storicistico, set opulento e buen retiro speculativo.
Sammezzano interno - ph Massimo ListriUn insieme stupefacente che racconta ancor oggi l’altrove orgogliosamente individuale, la personalità complessa, inquieta, chiaroscurale del suo creatore.