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La Divina Commedia in una illustrazione di Botticelli

text Domenico Savini

10 Febbraio 2021

Dove vivono e chi sono i discendenti Dante Alighieri?

Ecco a voi coloro che, ancora adesso, possono vantarsi di discendere dal più grande poeta italiano

Coloro che, ancora adesso, possono vantarsi di discendere dal più grande poeta italiano non vivono più da secoli a Firenze ma a Verona, e ormai veronesi si considerano, anche se conservano sempre vivo il loro legame col capoluogo toscano.

Pieralvise Serego Alighieri con le figlie Massimilla and Marianna

Spieghiamo il perché. Appartenevano a due correnti migratorie le famiglie toscane e in particolare fiorentine, che ai tempi di Dante si stabilirono a Verona, allora governata dalla Signoria dei Della Scala. Se la prima di queste correnti vede approdare prevalentemente prestatori di denaro e banchieri, l’altra porta invece sulla città scaligera famiglie di esuli politici, quando alcuni appartenenti alla fazione dei Guelfi Bianchi, condannati e banditi da Firenze dopo la presa di possesso del governo da parte dei Neri nel 1302, dovettero allontanarsi dalla Toscana.

Tale colonia di toscani ebbe a Verona vita molto attiva. Tra i vari personaggi si ricordano componenti delle famiglie degli Ervari, degli Uberti (discendenti da Farinata), dei Boncristiani, dei Neri Barucci, dei Della Seta, dei Del Bene e molte altre. 

Proprio a Verona Bartolomeo, poi Cangrande della Scala, ricevettero Dante esule da Firenze. E’ lo stesso Cacciaguida, trisavolo del poeta a profetizzare al pronipote, nel XVII canto del Paradiso, la lunga via dell’esilio e l’ospitalità scaligera: “Il tuo primo rifugio, il primo ostello sarà la cortesia del gran lombardo”.

E’ pressoché accertato che l’esule fiorentino giunse a Verona nel 1304. Qui Dante scrisse il “Convivio” e l’anno seguente il “De vulgari eloquentia”. Soggiornò di nuovo a Verona dal 1312 al 1318 lavorando ad alcune cantiche della “Commedia” e al “De Monarchia”, tornò per l’ultima volta nel 1320; un anno prima della morte che lo colse a Ravenna nel 1321.

Albero genealogico della famiglia Serego Alighieri

Dante lasciò dunque Verona per Ravenna, ma la sua discendenza rimase  nella città scaligera: infatti suo figlio fu quel Pietro, giudice, morto nel 1364 che tornò a Verona nel 1322 con funzione di giudice e delegato generale del podestà.

Stabilitosi nella città dei della Scala, vi sposò Jacopa figlia di messer Dolcetto della Seta, pistoiese, anch’egli immigrato politico. Custode, col fratello Jacopo, dei manoscritti del padre e tra i primi commentatori della Commedia, Pietro ebbe dalla moglie otto figli: Dante II, Bernardo, Jacopo, Antonia, Elisabetta, Alighiera, Gemma e Lucia.

Il primogenito Dante II sposò a sua volta Costanza Maccaccaro e continuò la discendenza, come si vede dall’albero genealogico. Per semplificare, diremo che da Dante II nacque Leonardo il quale da Jacopa Verità ebbe Pietro III padre di Dante III.

Dal terzogenito di Dante III nacque Pietro IV, padre di Ginevra, ultima discendente dalla linea diretta maschile del padre. Ginevra Alighieri, ultima della sua famiglia, sposò il nobile veronese Marcantonio Serego appartenente ad antichissimo ceppo risalente all’XI secolo.

Risale al 1549 il matrimonio tra Ginevra Alighieri, unica figlia di Pietro IV e discendente diretta all’ottava generazione da Dante, con Marcantonio Serego, figlio di Brunoro e di Massimilla Martinengo.

E per non lasciare tramontare  il cognome degli Alighieri i discendenti si chiamano da allora Serego Alighieri. Il matrimonio di Marcantonio e Ginevra fu allietato da ben quindici figli, nove maschi e sei femmine. Fu assicurata così la continuità del nome del Divino poeta. Dei nove figli maschi solo Pieralvise continuò la dinastia, attraverso il figlio Pandolfo. Da Pandolfo, attraverso nove generazioni, arriviamo agli attuali componenti della stirpe di Dante

Dante Alighieri

Capo della famiglia e custode delle tradizioni è il conte Pieralvise Serego Alighieri, figlio del conte Dante (scomparso nel 1986) col quale continuava la tradizione di trasmettersi da una generazione all’altra il nome del poeta. Pieralvise Serego Alighieri è un giovane dinamico imprenditore che si occupa attivamente dell’azienda di famiglia, la bella tenuta di Gargagnago di Valpolicella, dove si produce l’omonimo vino.

L’azienda di Gargagnago, sede di congressi e meeting, è inoltre di buon richiamo turistico, data la dolcezza del luogo e la celebrità dei suoi vini.

Nella villa il conte ha realizzato un centro agrituristico, molto frequentato da turisti d’oltreoceano, curiosi di trovarsi ospiti dai discendenti di Dante. E delle tradizioni di famiglia Pieralvise Serego è custode attento: esponente di varie società dantesche in Italia, di alcune delle quali è anche presidente onorario.

Fiorentino per tradizione dinastica e per parte materna: sua madre era infatti la marchesa Giovanna Correga Bertolini, fiorentina di antico ceppo genovese, il conte ha ereditato dal padre il culto della figura del celebre antenato.

Dal matrimonio con la veronese Francesca Chiarelli, il capo di casa Serego Alighieri ha avuto due figlie: la prima Massimilla studia a Verona Scienze dei Beni culturali, la seconda, Marianna studia Economia a Milano. La famiglia Serego Alighieri è rappresentata da altri cugini del conte Pieralvise, tra cui il conte Sperello sposato a Carla Passi e padre di Pietro e di Laura, e dai conti Brunoro, Francesco e Gregorio Serego Alighieri.










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