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Jeff Goldblum

text Teresa Favi photo Andrea Dughetti make up & hair Jacopo Volpini

11 Luglio 2025

Il nostro incontro emozionante ed esclusivo con Jeff Goldblum a Firenze

L’attore si racconta tra aneddoti, passioni e il suo legame speciale con la Toscana

C’è qualcosa di ineffabile in Jeff Goldblum. Una combinazione di eleganza, garbo, anticonformismo e calore che lo rende magnetico, sullo schermo come nella vita. È un uomo così fuori dall’ordinario, curioso, vibrante, inarrestabile. Lo incontriamo al Teatro della Pergola a Firenze, città con la quale si è legato negli ultimi anni insieme alla moglie Emily e ai loro due figli, e dove ogni mattina si sveglia, guarda fuori dalla finestra e suona il pianoforte. Per noi e per il nostro shooting, è stato straordinariamente disponibile offrendoci sottili movimenti di danza per un’ora intera sulle note di Frank Sinatra, mentre condividevamo il palco del più antico teatro di Firenze. “Sì, è davvero speciale. Firenze ci ha rapiti” dice sorridendo, con quello sguardo incantato che ha fatto innamorare Hollywood e non solo.

Jeff, la sua carriera è straordinaria. Se dovesse scegliere tre momenti chiave?

Il primo è senz’altro quando sono entrato al Neighborhood Playhouse a New York subito dopo il liceo. Studiare con Sanford Meisner è stata la base di tutto. Poi lavorare con Steven Spielberg (in Jurassic Park e Il mondo perduto): è un genio, e anche un uomo meravigliosamente gentile. Infine, le collaborazioni con Wes Anderson: abbiamo girato insieme quattro film, ma il primo - Le avventure acquatiche di Steve Zissou - qui in Italia, è stato un’esperienza magica.

Ha lavorato con tantissimi registi importanti. Cosa la convince a dire sì oggi?

Il regista è tutto. Se non c’è una visione forte, anche l’attore migliore non può far nulla. Adesso mi sento più ispirato e in forma che mai. Mi piacerebbe lavorare con Sofia Coppola, Jane Campion, con i fratelli Safdie, P.T. Anderson, Sean Baker e me ne vengono in mente altri cento. Magari interpretando ruoli a misura d’uomo, multidimensionali e complicati. Mi piacciono ruoli complessi, ricchi di sfumature come Zeus in Kaos (la serie Netflix girata nel 2023 anche in Italia, ndr.) e il Mago di Oz in Wicked.

Com’è stato entrare nei panni di un dio moderno?

Charlie Covell ha creato una visione davvero originale del mito. Zeus qui è vulnerabile, problematico, umano. L’ho trovato stimolante.

Jeff Goldblum

Lei è anche un pianista jazz affermato. Che effetto le fa salire sul palco con la sua Mildred Snitzer Orchestra?

Un’emozione, ogni volta. Sono alcuni dei migliori musicisti al mondo. Amo suonare con loro. Siamo in tour in questo momento. Abbiamo suonato a Parigi e anche qui a Firenze al Teatro Niccolini, e in molti altri posti. Saremo poi a Montreal, Toronto, Atlanta, New York. Sembra che la gente stia apprezzando molto il nostro ultimo album, Still Blooming. E indovinate un po’ chi ha cantato e collaborato con noi? Maya Sykes, Scarlett Johansson, Cynthia Erivo e Ariana Grande. Esilarante!

Quando si è innamorato della musica?

Avevo dieci anni. Il mio maestro mi diede un arrangiamento jazz e scattò qualcosa. A quindici anni suonavo già nei lounge bar di Pittsburgh. Ho sempre avuto un pianoforte con me, anche nei film La mosca e Le ragazze della Terra sono facili sono io che suono. E continuo a farlo, ogni giorno.

La vostra band ha un nome curioso…

Sì! Mildred Snitzer era un’amica di famiglia. Una signora buffa e gentile che veniva a casa nostra ogni settimana. Mildred Snitzer Orchestra. Suona bene, no?

Jeff Goldblum

Lei è anche un’icona di stile. Cos’è per lei l’eleganza?

Forse, è un mix di autenticità e gioco. Da ragazzo adoravo i costumi. Tenevo una specie di lookbook che includeva foto del Rat Pack. I colori, i tessuti e un orologio particolare, ad esempio, potevano essere un indizio per me su un personaggio che stavo cercando di creare. Ho lavorato con stilisti eccezionali come Miuccia Prada, Grace Wales Bonner, Paul Tazewell e Milena Canonero. Oh, vado pazzo per le scarpe! Ho appena fatto realizzare il mio primo paio su misura qui a Firenze da una bravissima calzolaia, Shoko Matsuoka.

Firenze è diventata casa per voi. Come mai questa scelta?

Due anni fa, volevamo che i nostri figli vivessero un’esperienza internazionale. Abbiamo trovato un appartamento vicino a piazza Pitti, e ci siamo innamorati della città. I miei ragazzi ora parlano inglese, francese e italiano. Mia moglie Emilie è rifiorita, e insegna il suo metodo fitness allo Studio22. E ogni mattina mi trovate a solleticare i tasti del mio piano davanti alla finestra spalancata sulla piazza... è un paradiso.

Avete scoperto dei luoghi del cuore?

Tantissimi. La Chiesa di San Felice con quel Pontormo indimenticabile. Il Museo Strozzi, dove ci ha guidati Arturo Galansino. Cammillo è il nostro ristorante preferito, e anche quello di Wes Anderson, ora! Poi piazza della Passera, il gelato della gelateria La Carraia… Qualsiasi strada si guardi è uno scrigno di gioielli.

E i prossimi progetti?

Siamo in piena promozione con l’album e il tour. Poi partirà la promozione per il prossimo film di Wicked, Wicked: For Good, che uscirà a novembre. Lo abbiamo girato a Londra. Sarà un periodo intenso e non vedo l’ora.

Ce l’ha ancora un sogno da realizzare?

Oh sì, sempre. Vorrei registrare con Billie Eilish, Lady Gaga, Jacob Collier, Laufey e molti altri. Stare più tempo con la mia famiglia è un sogno. Fare qualcosa che non ho ancora immaginato. Continuare a stupirmi. Boo!

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