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Ermanno Scervino Coronavirus

Text Francesca Lombardi

24 Marzo 2020

La moda scende in campo per l’emergenza Coronavirus

Da Ermanno Scervino a Armani, da Dolce&Gabbana a Ferrari, Moncler, Etro, il gruppo Lvhm. La moda e il mondo del lusso sono in prima lotta nella battaglia

Se questo momento sospeso e complesso ha un pregio è quello di farci sentire tutti della stessa parte. In prima linea in questa rivoluzione sociale e culturale settori come la moda e il lusso che - dimenticato il loro significato originario- scendono in campo e riconvertono la loro produzione a fianco della ricerca e del settore sanitario.


Gli esempi nel nostro paese sono numerosi e eccellenti, in una gara di solidarietà senza precedenti. Partiamo da molto vicino: Ermanno Scervino, dopo aver acquistato importanti quantitativi di tessuto idoneo,  ha annunciato di aver convertito la produzione della sua Sartoria - che fino a pochi giorni dava alla luce i capi più preziosi della Collezione con una cura da Haute Couture - per poter confezionare mascherine.

Ermanno Scervino è sceso in campo confezionando mascherine

Come ci ha raccontato Ermanno Scervino: “il nostro desiderio è aiutare la comunità tramite il lavoro delle nostre sarte che si stanno dedicando alla produzione di mascherine e camici che verranno gratuitamente distribuiti alle strutture sanitarie del territorio”.

Come contributo alla lotta contro la pandemia COVID-19, Salvatore Ferragamo ha preso l'iniziativa di produrre e donare 100.000 di maschere antibatteriche TNT, fornire 50.000 pezzi di disinfettante per le mani e 3.000 maschere FPP1 alle unità sanitarie locali in accordo con la Regione Toscana.

Anche Gucci ha risposto all'appello della regione Toscana per la produzione di mascherine e camici per il personale sanitario: sono oltre 1.100.000 le mascherine chirurgiche e 55.000 i camici che saranno donati nei prossimi giorni. Nelle scorse settimane l'azienda, in collaborazione con la filiera, ha avviato la produzione del materiale richiesto.

Un'immagine di sfilata Gucci

Inoltre Kering, i suoi marchi italiani e tutti quelli con rilevanti attività nel Paese (Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Brioni, Kering Eyewear e Pomellato) hanno effettuato una donazione pari a 2 milioni di Euro totali, destinati ad alcune delle principali realtà ed organizzazioni sanitarie del Paese localizzate in quattro aree dove il Gruppo e i marchi sono maggiormente presenti, ovvero nelle regioni della Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio.

Due look Bottega Veneta SS20

Torniamo in Toscana con l’azienda Patrizia Pepe che si è mossa su un duplice fronte: ha dato il proprio contributo con una donazione e attivato una raccolta fondi a favore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi. “L’emergenza Coronavirus ci ha costretti a fermare le nostre attività quotidiane ma non ci deve fermare dall’agire con consapevolezza e coraggio. Con tutti i mezzi possibili dobbiamo restare uniti. Crediamo che ora più che mai ci sia bisogno di unire le forze per ritornare alle nostre vite, più forti di prima.” hanno fatto sapere in una dichiarazione congiunta Patrizia Bambi e Claudio Orrea.

Patrizia Pepe

 All’estero, il gruppo spagnolo Inditex, proprietario di Zara converte parte della produzione alla realizzazione di dispositivi di protezione e camici. Obiettivo: 300mila unità, a disposizione per medici, infermieri e personale sanitario in Spagna. Non mascherine ma gel disinfettanti: il gruppo francese Lvmh, noto soprattutto per alcuni brand di moda come Louis Vuitton, Dior, Fendi, dedica in Francia la sua unità profumi e cosmetici a produrre esclusivamente il gel disinfettante da distribuire in tutto il territorio francese che saranno consegnati gratuitamente in via prioritaria ai 39 ospedali dell’Assistenza Publique-Hôpitaux de Paris. 

Il Gruppo Armani ha convertito tutti gli stabilimenti italiani nella produzione di camici monouso destinati agli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus. Ma non solo, Giorgio Armani è infatti stato il primo tra i big del made in Italy e dall’universo fashion mondiale a dare il suo contributo con un'importante donazione: 1 milione e 250 mila euro per aiutare nella gestione dell’emergenza. Agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della protezione civile.

Giorgio Armani in prima linea per le donazioni agli ospedali di Milano

 

Gli hanno fatto eco Donatella Versace e la figlia con una donazione personale di 200 mila euro; il Gruppo Edizioni Srl della famiglia Benetton che ha stanziato 3 milioni di euro per gli ospedali Ca' Foncello di Treviso, Luigi Sacco di Milano, Lazzaro Spallanzani e policlinico Agostino Gemelli di Roma. Bulgari ha investito sulla ricerca, fondamentale accanto alla gestione dell’emergenza, con una donazione per consentire l’acquisto di un macchinario per la prevenzione e la cura del virus. 

Dolce&Gabbana finanziano la ricerca dell'Humanitas sul sistema immunitario

Ricerca anche per Dolce&Gabbana: gli stilisti hanno infatti deciso di destinare i fondi all’Humanitas University per sostenere uno studio sulle risposte del sistema immunitario al coronavirus coordinato dall’immunologo Alberto Mantovani. Anche Etro ha fatto una donazione al laboratorio di virologia dell’Ospedale Sacco per la lotta al coronavirus, coinvolgendo una serie di influencer e celebrity in una campagna virtuale, complice la maglietta Milano never stops, che si riverisce naturalmente al dinamismo di pensiero. 

Donazioni importanti per la ricerca scientifica mondiale anche da gruppi internazionali come Kering, già impegnato in prima linea per l'emergenza italiana, come abbiamo sottolineato sopra- e Moët Hennessy - Louis Vuitton, (Lvhm), che raggruppano insieme i brand del lusso mondiali.

Chiara Ferragni e Fedez, impegnati in una raccolta fondi di grande successo

Concludiamo tornando in Italia: lo straordinario successo della raccolta fondi di Chiara Ferragni e Fedez che ha superato i 3 milioni di euro; la Ferrari che si è detta pronta a mettere a disposizione le proprie fabbriche e i propri collaboratori per accelerare la produzione di respiratori polmonari per la terapia intensiva; e non ultima Moncler che ha donato 10 milioni di euro per poter avviare il progetto promosso dalle Regione Lombardia che prevede la realizzazione in tempi brevissimi di un ospedale con oltre 400 posti di terapia intensiva all’ interno della ex Fiera di Milano.

La donazione di Moncler

“Milano è una città che ha regalato a tutti noi un presente straordinario. Non possiamo e non vogliamo abbandonarla. È un dovere di tutti restituire alla città ciò che fino ad ora ci ha dato” commenta Remo Ruffini, AD del Gruppo. E riassume il pensiero di tutti noi


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