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Teresa Favi

30 Luglio 2020

Ponte Vecchio raccontato dagli orafi

Storie e segreti del ponte più ammirato nel mondo attraverso i racconti dei gioiellieri che l’hanno fatto diventare grande

Dicono che l'oro è un investimento sicuro perché il suo valore raramente si deprezza. A Firenze la stabilità dell'oro si manifesta in una forma diversa: il Ponte Vecchio. Nessuno scorcio di Firenze è più iconico di Ponte Vecchio, l'unico ponte di Firenze scampato alla Seconda guerra mondiale perché Hitler, si dice, ne fosse innamorato.

Ve lo raccontiamo attraverso i racconti dei suoi protagonisti, gli orafi. Da secoli vivono in simbiosi: orafi, gioiellieri e Ponte Vecchio. Una storia di alto artigianato, pietre preziose, bellezza eterna e gioielli unici realizzati come abiti su misura. Davvero una grande storia, ma racchiusa in una storia ancora più grande capace di rendere un acquisto sul Ponte Vecchio una vera ‘esperienza’.

Ponte Vecchio, uno degli scrigni più preziosi di Firenze

Il Corridoio Segreto

Non c'è visita a Firenze che lasci il tempo di una lunga passeggiata lungo l'Arno. Il Duca di Toscana, Cosimo I, però, non aveva tempo per fare lunghe passeggiate. Doveva attraversare spesso il Ponte Vecchio per arrivare a Palazzo Pitti, dopo che lui e la moglie Eleonora di Toledo decisero di vivere dall'altra parte del fiume, a Palazzo Pitti.

Così a metà del Cinquecento Cosimo chiese a Giorgio Vasari di costruire un corridoio (il Corridoio Vasariano) sopra il ponte come passaggio segreto coperto tra Palazzo Pitti e Palazzo Vecchio la sede del governo. All’epoca Ponte Vecchio era occupato da macellai e concerie che gettavano i loro rifiuti nell'Arno. 

Dai macellai agli orafi

Ma fu Ferdinando II, nel Seicento, a spostare i macellai dal Ponte Vecchio al quartiere di Santa Croce, e a fare arrivare argentieri, gioiellieri, orafi e mercanti d'oro esercizi ben più adatti ai suoi passaggi regali. Da quel momento l’oro e Ponte Vecchio sono diventati un unicum che si è mantenuto inalterato fino a oggi.

Pontevecchio

Il fascino di quella forma irregolare

Ben presto gli orafi trasformarono i piccoli portali dei laboratori in tavoli, detti madielle, sui quali esponevano le loro merci. Madielle e laboratori dentarono veri e propri spazi di lavoro e di vendita, negozi tramandati da una generazione all'altra come parte del patrimonio di famiglia. Quelli di successo, quando arrivò la necessità di avere più spazio, riuscirono persino a costruire delle estensioni sul fiume con aggetti esterni, una diversa dall’altra. Poi si passò a salire anche in verticale. 

Così, nel corso dei secoli, i gioiellieri hanno dato al Ponte Vecchio quel tipico aspetto asimmetrico e affascinante che fa innamorare a prima vista le persone di tutto il mondo di Firenze. 

Gli orafi di Ponte Vecchio oggi

Orgogliosi e fieri di essere gli eredi di una tradizione importante e secolare, molti sono figli d’arte, legati alle proprie botteghe più che alle proprie case. In questo video raccontano aneddoti e passioni ma anche le sensazioni che provano ogni mattina nel sentirsi parte di una lunga storia e dell’essere tra i pochissimi privilegiati a godere di quella meraviglia mondiale che è Ponte Vecchio da dentro. Dunque, vi presentiamo gli orafi che hanno contributo a rendere unica questa esperienza di storytelling e più vicina a tutti noi la vita sublime sul Ponte Vecchio:

Elisa Tozzi Piccini - Fratelli Piccini

Elisa Tozzi Piccini di Fratelli Piccini              

Pierferdinando Vettori-Gioielleria Vettori

Pierferdinando Vettori della Gioielleria Vettori                  

Filippo Cassetti-Cassetti

Filippo Cassetti di Cassetti 

Gianna Peruzzi-Fratelli Petruzzi

Gianna Peruzzi di Fratelli Peruzzi                  

Giuditta Biscioni-G.Biscioni

Giuditta Biscioni di G. Biscioni                 

Roberto Vaggi-Sergio Vaggi & Figli Srl

Roberto Vaggi di Sergio Vaggi & Figli            

Ignazio Tomasini-Tomasini Francia

Ignazio Tomasini di Tomasini Francia                                                   

Marco Monaco-T. Ristori

Marco Monaco, AD di T. Ristori        

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