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eleganza maschile a firenze arte
18 Dicembre 2019

Viaggio nell’eleganza maschile

Un tripudio di bellezza maschile raccontata attraverso opere d'arte straordinarie

Firenze città d’arte e di cultura, ma anche città di eleganza e di moda. Che Firenze abbia un rapporto privilegiato con la bellezza è noto al mondo, ma che questo rapporto con l’eleganza non sia legato solo all’universo femminile, è testimoniato da molti fattori. Oltre alla grande kermesse di Pitti Uomo, punto di riferimento mondiale per la moda, la città custodisce numerose opere d’arte con soggetto maschile: figure legate alla politica o alla mitologia, sono uomini che hanno fatto la storia della cultura figurativa occidentale, come il David di Michelangelo, il Perseo di Benvenuto Cellini, o l’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli.

Un particolare del David di Michelangelo

Le Gallerie Fiorentine, inoltre, custodiscono un numero considerevole di ritratti virili in cui è possibile riscontrare non solo l’importanza politica, sociale dei personaggi ma anche lo stile, l’abbigliamento e l’eleganza. Partendo da questa premessa abbiamo “scelto” tra le numerose opere conservate nei Musei fiorentini una selezione di ritratti che sono la testimonianza di un universo legato all’edonismo.

Il nostro viaggio non può che partire dall’artista che più di ogni altro ha fatto della bellezza ideale, la sua ragion d’essere: Sandro Botticelli. Il Ritratto di giovane con la medaglia, opera custodita agli Uffizi e datata intorno agli anni Settanta del Quattrocento raffigura probabilmente il fratello di Botticelli, oppure un giovane vicino alla famiglia Medici. Il ragazzo dallo sguardo enigmatico, regge un medaglione, nel quale si distingue il profilo di Cosimo il Vecchio, Pater Patriae primo signore di fatto di Firenze. Il giovane, dai bei lineamenti e con gli occhi chiari è rappresentato di tre quarti con lunga capigliatura, tipica del tempo, e indossa un copricapo rosso, un mantello scuro e porta un anello al dito mignolo della mano sinistra montato con una importante pietra color rosso.

Sandro Botticelli, Il Ritratto di giovane con la medaglia

L’altro ritratto sempre di Botticelli è il Ritratto di giovane databile al 1470 circa e conservato nella Galleria Palatina. L’opera, presente nel museo dal 1829 è uno dei primi ritratti in cui il soggetto viene raffigurato di tre quarti, secondo una tradizione derivata dalla pittura fiamminga che in Italia iniziò a sostituire il ritratto di profilo, di stampo umanistico, nella seconda metà del XV secolo. Il giovane ragazzo ritratto fino al busto e voltato verso sinistra indossa una mantella rossa da ricco borghese e un capperone con il tipico drappo ricadente sulle spalle. L’effigie è al tempo stesso sintetica e celebrativa, con una sottile tensione psicologica, data dallo sguardo diretto verso lo spettatore. La leggera visione dal basso dà al personaggio un tono aristocratico.

La Galleria Palatina conserva anche quello che è uno dei ritratti più belli mai eseguiti da Tiziano: il Ritratto Maschile (il giovane inglese), databile intorno al 1525 circa. Il quadro, appartenuto alla famiglia Della Rovere, pervenne da Urbino insieme ad altre opere di Tiziano. Nel ritratto, per un lungo periodo, fu identificato Howard, duca di Norfolk. Più tardi, caduta l’identificazione certa, il titolo venne cambiato in “II giovane dagli occhi glauchi”. L’uomo, con gli occhi chiari e malinconici, volge lo sguardo verso un punto non definito, ha una capigliatura corta e mossa e un barbetta rossiccia, l’abbigliamento è austero ma alleggerito da una camicetta chiara che emerge con gli sbalzi al collo e ai polsi, indossa una pesante collana in metallo e tiene con la mano destra un paio di guanti mentre poggia il braccio al fianco sinistro.

Tiziano, Il giovane inglese

Altra opera, di stupefacente bellezza, è il Ritratto virile del Parmigianino, databile al 1530 circa e conservato agli Uffizi dal 1682. Ritenuto in origine un autoritratto potrebbe raffigurare Bonifacio Gozzadino o un conte bolognese. L’uomo a mezza figura, in una stanza scura mostra bene l’espressiva mano inanellata, indossa una casacca nera apribile sul petto, dello stesso colore del cappello, secondo la moda maschile da gentiluomo dell’epoca, da cui sporgono i lembi del colletto della camicia bianca. Ha i capelli lunghi a caschetto e la barba lunga, folta e scura e rivolge un intenso sguardo allo spettatore con un’espressione fiera e seria, ispiratrice di nobiltà e valore.

Parmigianino, Ritratto virile

Di altro ambito è il raffinatissimo Ritratto di ignoto di diciott’anni di Georg Pencz, pittore e incisore tedesco. L’opera, pervenuta agli Uffizi nel 1773, raffigura un giovane vestito in tipico abito da gentiluomo del tempo di colore rosso con corpetto abbottonato fino alla vita, indossa inoltre una evidente borsa contenente i genitali, detta braghetta. Entrato di moda nel pieno rinascimento questo “insolito” accessorio era spesso imbottito ad arte e a volte usato come tasca ed era un “segno” evidente di virilità e potere.

Raffaello Sorbi, Ritratto dello scultore Emilio Zocchi

Ci piace concludere il nostro viaggio con un’opera custodita nella Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti: il Ritratto dello scultore Emilio Zocchi di Raffaello Sorbi, una raffigurazione potente, frontale e diretta dello scultore toscano. L’espressione è corrucciata, lo sguardo pungente e la bocca è serrata. Le braccia conserte e il pugno chiuso che stringe lo scalpello come un’arma, trasmettono una forza travolgente del giovane che, con il copricapo rosso ornato di cerchi bianchi e la spolverina grigia, dà un senso di stravaganza e di ribellione al formalismo borghese dell’epoca. Un giovane dandy alternativo e anticonformista come i tanti estrosi personaggi che si incontrano durante la kermesse di Pitti a dare colore a una Firenze di consueto formale e tradizionale.

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