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September 9, 2019

Firenze Jazz Festival, dall'11 al 15 settembre la musica torna tra le vie dell'Oltrarno e non solo

In cinque giorni 40 concerti con artisti di fama internazionale

40 concerti nei 10 luoghi simbolo dell'Oltrarno per una cinque giorni tutta dedicata al jazz contemporaneo. Dall'11 al 15 settembre si esibiranno nei giardini, nelle piazze, nei club e negli spazi urbani del capoluogo fiorentino più di 100 artisti nazionali e internazionali tra astri nascenti e stelle del jazz. Sotto la direzione artistica di Enrico Romero, questa edizione si caratterizza per il legame tra tradizione e sperimentazione sonora in contesti esclusivi, con concerti sparsi in diverse e suggestive location dell’Oltrarno fiorentino.

Più di un Festival, un laboratorio culturale che riunisce un'intera comunità che ruota intorno a realtà affermate sul territorio e grandi festival internazionali: dallo storico Settembre in piazza della Passera durante il quale si terrà l'anteprima del FJF (10/09), all’Edinburgh Jazz & Blues Festival (11/09), fino alle collaborazioni con Musicus Concentus (14/09), Music Pool (13 - 14 - 15/09) e Jazz:Re:Found (11/09). Oltre 20 partnership per un progetto di rete civica, diffuso e vitale.

Il Firenze Jazz Festival punta il suo sguardo all’estero grazie alla presenza di ospiti di prestigio internazionale, con le quattro diverse formazioni provenienti dalla Gran Bretagna in esclusiva italiana. Ad aprire la rassegna sul palco del main stage di piazza del Carmine, in collaborazione con Jazz:Re:Found - tra i festival italiani più interessanti e attenti alle nuove tendenze - arrivano i Kinkajous (11/09), a presentare dal vivo il loro album d’esordio Hidden Lines, dove lo spiritual jazz si fonde con l’elettronica in uno stimolante mix musicale dalle sonorità fluide e spaziali.

Sullo stesso palco, nel cuore pulsante dell’Oltrarno, attorno a cui ruota l’intera rassegna, è atteso anche uno degli artisti di punta della nuova scena jazz di Londra: il batterista, compositore e produttore Moses Boyd (13/09), vincitore di importanti premi tra cui il Parliamentary Jazz Award, come miglior emergente jazz del 2016. Al FJF presenta il suo progetto più acclamato, Exodus, in cui coinvolge i migliori giovani talenti londinesi, prendendo ispirazione dalle tradizioni del jazz moderno, con un mix di groove e ritmo, riff taglienti e un interplay strumentale mozzafiato, sostenuto dall' incisiva batteria del leader.

In virtù del gemellaggio nato con Edinburgh Jazz & Blues Festival, ospiti anche due band dalla Scozia, fra cui uno dei più innovativi ed eccitanti gruppi della nuova scena del jazz britannica: gli STRATA (11/09), giovanissimo sestetto capitanato dal percussionista Graham Costello. Al FJF si esibiscono con l’esordio discografico Obelisk, in uscita pochi mesi fa e già in lizza per essere nominato miglior album jazz dell'anno. E ancora, da Glasgow arriva il giovanissimo power trio degli AKU! (11/09), protagonista di un mix irresistibile di doom-jazz, rock-noise, afrobeat e hip hop, autore di una musica dal fortissimo impatto sonoro.

Direttamente dagli Stati Uniti, è atteso uno dei migliori chitarristi in circolazione, il texano Mark Lettieri (12/09), da oltre dieci anni componente degli Snarky Puppy, uno dei gruppi di maggior successo del panorama jazz internazionale, forti di ben 3 Grammy Award all’attivo. Un solista di talento in una moltitudine di stili musicali, che ha lavorato al fianco dell'icona neo-soul Erykah Badu, della cantante gospel Tamela Mann, e di altri big come David Crosby, 50 Cent, Snoop Dogg e Eminem.

In un confronto “a distanza” sullo stesso palco, si esibisce un altro fra i chitarristi più famosi al mondo: il fuoriclasse Marc Ribot (14/09), protagonista dell’anteprima della rassegna A Jazz Supreme, in collaborazione con Musicus Concentus. L’intrepido sperimentatore presenta dal vivo il suo nuovo album Songs of Resistance in un jazz ibrido, tra folk e country, che porta al centro della scena i diritti civili, colorandosi di attivismo sociale, antifascismo ed ecologia.

Altro fuoriclasse della chitarra - nel suo caso un esemplare unico di chitarra sarda modificata e trasformata in un incredibile ibrido tra chitarra e violoncello, frutto di anni di studi, ricerche ed esperimenti - è Paolo Angeli (15/09), reduce da tour internazionali di grande successo che tra le tappe più prestigiose, vede anche un sold out alla Carnegie Hall di New York. In Sala Vanni presenta il suo nuovo lavoro 22:22 Free Radiohead, in cui la musica e le atmosfere della band di Thom Yorke diventano spunto per un mosaico sonoro, dove l’avanguardia incontra il post-rock e la pulsazione del flamenco si fonde con i suoni della natura sarda. Sempre in Sala Vanni di scena anche l’Horn Trio di Federica Michisanti (14/09), recente vincitrice del referendum Top Jazz come miglior artista emergente del jazz italiano, ed il musicologo (e musicista) Enrico Merlin (14/09), impegnato a presentare il suo monumentale lavoro su Miles Davis ed un anno cruciale della sua carriera e della sua evoluzione musicale: il 1959, l’anno, per intendersi, di Kind of Blue. 

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