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manifattura tabacchi

text Sabrina Bozzoni
photo Serena Gallorini, Giovanni Savi, Niccolò Vonci

18 Marzo 2020

Alla scoperta della Manifattura Tabacchi

Un incredibile centro urbano polivalente da vivere h24 tra coworking, buon cibo, musica e non solo

*articolo tratto da Firenze made in Tuscany n.54, uscito prima dell'emergenza coronavirus

A nord del centro storico, in prossimità del Parco delle Cascine, l’imponente complesso trapezoidale della Manifattura Tabacchi è il simbolo di un nuovo capitolo per Firenze, un capitolo dove la modernità va a braccetto con un contemporaneo che, finalmente, si distacca dall’idea del bello rinascimentale a cui la città è e sarà indissolubilmente legata, per inserirsi nell’ambito di una iper-connessione senza paragoni.

l'ingresso in stile razionalista

Un centro fuori dal centro installato nell’ex area industriale della Manifattura Tabacchi, la cui paternità progettuale è dei tecnici del Monopolio, ma l’eleganza e la modernità delle linee architettoniche ha fatto ipotizzare la mano di Pier Luigi Nervi, titolare dell’impresa di costruzioni che lo realizzò tra il 1933 e il 1940.
Sedici edifici in stile razionalista, elegantemente disposti su circa 100.000 mq di superficie, a creare una varietà di piazze, strade e passaggi.

l'edificio B9 comprende quattro atelier e quattro workshop, uno spazio eventi multifunzionale, una caffetteria, un bistrot, un'area per la degustazione di birra artigianale, un cortile all'aperto

Un locus amoenus di socialità dove, giovani, adulti, bambini, fiorentini e non, hanno la possibilità di respirare h24 (o quasi) il cambiamento, quello bello. Si perché alla Manifattura Tabacchi ci andiamo per mangiare e bere bene - con un bistrot e un’area degustazione di birra artigianale inserita in un contesto industrial-design che non ha niente da invidiare ad altre capitali dello stile - ascoltare buona musica, da non perdere le serate estive open air di musica elettronica, o, semplicemente, per scoprire.

un'intera comunità vive e lavora stabilmente negli atelier e nei laboratori dell'edificio B9

E’ difficile spiegare il peso culturale che la Manifattura Tabacchi ha sulla città in cui si staglia, senza interiorizzare i suoi concetti cardine di interazione, socialità, sostenibilità e crescita. Si tratta della prima piazza fiorentina del Nuovo Millennio dove spazi di coworking si uniscono a laboratori per artisti, artigiani e produttori di domani. Ma chi sono, oggi, gli attori principali di questo spettacolo di contemporaneità? Di fresca apertura l’edificio B6, affacciato sulla piazza dell’Orologio, ospita oltre 800 studenti internazionali del Polimoda e poi la nuova sede di DogHead Animation, uno studio di produzione di cartoni animati leader nel nostro paese.

atelier superduper hats

Già celebre la community di creativi e artigiani contemporanei che lavora negli atelier e nei laboratori dell’edificio B9, realtà fiorentine assolutamente da conoscere come Baba Ceramics, Canificio, Duccio Maria Gambi, Mani del Sud, Mòno, SuperDuper Hats, Birrificio Valdarno Superiore, Bulli & Balene, Soul Kitchen, Todo Modo con il suo Libri E-Lettrici e Loudlift, la prima cabina di registrazione a ‘gettoni’ d’Italia, ricavata in uno degli ex-montacarichi.

Ma non è finita qui. Nel corso del 2021 è prevista l’apertura degli edifici della Factory, cuore pulsante della Manifattura pensato per accogliere concept store, atelier, laboratori e spazi espositivi: un luogo dove moda, arte e artigianato contemporaneo, lifestyle e cibo possano creare una destinazione unica nel suo genere.

Loudlift

Entro il 2023, la Manifattura ospiterà 28.000 mq dedicati a formazione, uffici e spazi di co-working; 30.000 mq di residenza; 24.500 mq di ospitalità e co-living; 15.300 mq di atelier e laboratori. Ma Manifattura Tabacchi significa anche ecologia. Sembra un paradosso ma in una ex fabbrica di tabacco, vive la Fabbrica dell’Aria, il primo prototipo di una soluzione innovativa per ridurre l’inquinamento indoor, realizzato appositamente per Manifattura Tabacchi e ideata dal neurobiologo Stefano Mancuso e PNAT, un collettivo di designer, architetti e biologi.

Edificio 4

Questo dispositivo utilizza e migliora la capacità delle piante di assorbire e degradare gli inquinanti atmosferici. Si tratta di una vera e propria filtrazione botanica, con peculiarità proprie, diverse da quelle tipiche della filtrazione tradizionale. Un motivo in più, fra gli altri, per scoprire questo nuovo rinascimento fiorentino. Dal meraviglioso pianeta del contemporaneo, è tutto.

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