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27 Aprile 2022

Giardino di Boboli: storia e curiosità sul polmone verde di Firenze

Tutto quello che devi sapere su uno dei più vasti ed eleganti giardini all'italiana al mondo

Con i suoi 45mila metri quadrati, Boboli è uno dei più spettacolari esempi di giardino all’Italiana e uno dei più belli di Firenze. Attraverso il Corridoio Vasariano, è direttamente collegamento agli Uffizi.

Costruito a partire dal 1418, quando Luca Pitti acquistò il terreno, fino alle modifiche fatte dai Savoia nell’800. Fontane e labirinti, ragnaie e gallerie di rami, statue agresti, grotte e casini fanno di Boboli un grande museo all’aperto. La parte più antica si sviluppa verso oriente dalla grotta di Mosè al Giardino del Cavaliere.

Il Giardino di Boboli

L’ampliamento, voluto da Cosimo II, scavalca idealmente la fortificazione creata da Cosimo I per la guerra contro Siena e, snodandosi verso meridione, lambisce porta Romana. Fu Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, fidato architetto di verzure di Cosimo, ad armonizzare il grande spazio dividendolo in comparti ortogonali con piante di bosso e frutto, ma si deve al genio di Ammannati la trasformazione della cava di pietraforte in anfiteatro prima di siepi e poi in muratura. 

Il Giardino di Boboli dal suo ingresso di Palazzo Pitti

È da lì che, con alle spalle la fontana del carciofo, si oltrepassa l’obelisco egizio, si passa la fontana del Forcone e si sale fino al bastione, costruito da Michelangelo durante l’assedio, su cui si adagia il giardino del Cavaliere e nel cui sottosuolo una grande cisterna d’acqua serviva per irrigare tutto il giardino. Ma la visita potrà dirsi completata solo dopo essere stati calamitati dalla Grotta Grande. Frutto della mente alchemica di Francesco I e del suo alter ego Buontalenti è una sorta di viaggio iniziatico verso la bellezza manierista capace di reinventare, superandola, la natura.

Giardino di Boboli

I tre ambienti, affrescati da Bernardino Poccetti, offrono scene agresti, le pareti, incrostate di stalattiti, venivano irrorate d’acqua da fontanelle nascoste; mentre i prigioni di Michelangelo (oggi in copia), introducono all’interno dove s’incontra prima la statua di Paride che rapisce Elena per poi finire al cospetto di una Venere pudica, di Giambologna, che esce dal bagno. Un percorso stupefacente salutato dal nano Morgante, giullare prediletto di Cosimo I, che si offre vecchio e nudo a cavallo della tartaruga granducale.

Il parco voluto nel Cinquecento dalla Duchessa Eleonora di Toledo quest'anno e nei prossimi anni diventa protagonista di un poderoso programma di interventi lo renderà ancora più bello, accessibile e sostenibile sotto il profilo ambientale.

Intanto è terminato il recupero architettonico della storica Kaffeehaus, lavoro che ha compreso il ripristino degli affreschi settecenteschi e la realizzazione di un nuovo impianto di condizionamento e illuminazione. La suggestiva caffetteria granducale, dopo anni di chiusura al pubblico, riaprirà ad ottobre, attrezzata con bancone, tavoli all’interno e all’esterno, servizi igienici, e sarà dotata di un ampio giardino e di una terrazza panoramica affacciata sul panorama mozzafiato di Firenze.

Kaffeehaus al Giardino di Boboli


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In questo articolo abbiamo parlato di Giardino di Boboli

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