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Francesca Lombardi Photo Marco Russo

25 Luglio 2016

La Bottega dell'Opera del Duomo

Dal 1296 custode del complesso di Santa Maria del Fiore

Arriviamo la mattina presto all’indirizzo del nostro appuntamento: Firenze è ancora tranquilla e silenziosa.
Un raggio di sole taglia in due questo luogo meraviglioso, dove il tempo sembra aver deciso di fermarsi. Siamo in via dello Studio, a due passi da piazza del Duomo nella più antica bottega d’arte di Firenze. Sbirciamo dal vetro, pregustando quello che ci aspetta: lo sguardo si posa su due colonne ritorte, su una statua che sorprende per la morbidezza del panneggio, su strumenti antichi in tutto e per tutto uguali a quelli usati nel Rinascimento.

Quando arriva Marcello Del Colle, qui da oltre trent’anni e a capo di una squadra di 10 persone lo scrigno si apre e il viaggio in un tempo sospeso tra passato e presente inizia.
Questo laboratorio è l’attuale collocazione della Bottega dell’Opera del Duomo: l’antica sede era situata in un locale posto dietro l’abside della Cattedrale; successivamente fu trasferita nel cortile dell’edificio adiacente, oggi sede del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore.

Nel Settecento il cortile fu lasciato per trasferirsi in Piazza delle Pallottole. L’ultimo definitivo trasferimento alla sede attuale di via dello Studio avvenne intorno alla metà del XIX secolo. Nata per realizzare la decorazione scultorea e architettonica della Cattedrale e del campanile oggi la bottega si dedica al mantenimento e alla conservazione di questo patrimonio inestimabile.

A Marcello abbiamo chiesto di raccontarci la storia senza soluzione di continuità di questa Bottega, dove il Trecento diventa una cosa sola con il XXI secolo e si riassume in mani che hanno lavorato e lavorano su questi marmi, giorno dopo giorno senza stanchezza.

“E’ un grande onore lavorare per un luogo che produce dal 1296. Da qui sono passati tutti i grandi maestri che hanno reso unico il complesso monumentale di Santa Maria del Fiore. In questa Bottega veniva Filippo Brunelleschi con i suoi disegni per discutere con il capomastro…Sono qui da molto tempo, ma ci penso ogni mattina e questo mi rende orgoglioso”

In cosa consiste oggi il vostro lavoro?
Il restauro che facciamo è a 360°: si lavora sulla conservazione con strumenti tecnologici d’avanguardia, intervenendo anche su opere di grandissimo valore. Un esempio di un restauro recente? Le statue di Donatello del campanile. Altro aspetto importante del nostro lavoro è l’integrazione: una volta l’anno facciamo un controllo con ponteggi e piattaforme di tutti i marmi esterni dell’intero complesso. Con il passare del tempo il marmo si degrada e subisce un fenomeno comune che è la solfatazione: il marmo di sculture e colonne assume la consistenza del sale. Noi le sostituiamo con elementi identici fatti interamente a mano. Ognuno di noi, in questo momento siamo 10 – 8 veterani e 2 giovani apprendisti – deve conoscere perfettamente ogni singolo pezzo della struttura. Per arrivare a questo grado di conoscenza ci vogliono almeno 10 anni in Bottega.

Cosa si prova a toccare con mano e ricreare pezzi che hanno secoli di storia?
Noi che viviamo a stretto contatto con questo immenso patrimonio artistico abbiamo il privilegio di vedere i dettagli e i particolari minuziosi di alcune opere che sono stati creati solo per amore del proprio lavoro perché magari posizionate talmente in alto da non esser visibili dal pubblico.È questa passione che cerchiamo di mantenere viva ancora oggi.

Cosa vorrebbe trasmettere ai tanti turisti che si affacciano a questi vetri, rapiti dalla bellezza di questo posto?
L’importanza dell’impegno dei miei ragazzi e mio, intanto nel tutelare un patrimonio di grande valore storico e artistico. Ma anche ne tramandare generazione dopo generazione un savoir faire che richiede impegno e fatica ma dà vita a oggetti unici, di grande valore.  

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