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scoppio del carro a firenze
11 Aprile 2022

La storia dello Scoppio del Carro di Firenze

Dal volo della Colombina al Brindellone, tutto quello che dovete sapere sulla tradizione pasquale fiorentina

E’ uno spettacolo tra fede e tradizione che ogni anno richiama migliaia di persone da tutto il mondo. Un appuntamento con radici lontane nella storia ma sempre vivo nel cuore dei fiorentini. 

Una delle ricorrenze più amate e considerate imperdibili è senz’altro lo “Scoppio del carro” in piazza del Duomo che viene celebrato il giorno di Pasqua. Questa tradizione di origini antichissime ha come protagonista una reliquia, ancora oggi utilizzata durante questa ricorrenza, su cui si incentra tutto l’evento.

il tradizionale scoppio del carro

La leggenda narra che durante la prima Crociata del 1099, il nobile capitano fiorentino Pazzino De’ Pazzi riuscì a scalare per primo le mura di Gerusalemme e per primo alzò il vessillo crociato sulla città. Come riconoscimento per il suo coraggio, ricevette in dono alcune pietre focaie provenienti dal Santo Sepolcro, che portò a Firenze e che furono custodite dalla sua famiglia finché non fu cacciata dai Medici.

il brindellone che scoppia durante il giorno di Pasqua

Le reliquie furono allora trasferite nella Chiesa dei SS. Apostoli dove tuttora vengono conservate. Le pietre vengono ancora oggi utilizzate per accendere il fuoco sacro il sabato santo, che viene poi trasportato in processione sino al Duomo sotto la scorta dei Cavalieri dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro, riconoscibili grazie alla croce di Gerusalemme che campeggia sulla spalla sinistra del mantello bianco.

La Colombina che vola dentro la Cattedrale del Duomo


La domenica mattina parte invece la processione del carro chiamato affettuosamente “brindellone”, trasportato da buoi bianchi, che attraversa la città seguito dal corteo storico e dagli sbandieratori assieme alle massime autorità cittadine, per posizionarsi infine tra il Duomo ed il Battistero. Brindellone che viene custodito con amore da Giampiero Bernardini, da 40 anni custode del carro, leggi qui la sua imperdibile intervista.

Gianfranco Bernardini, custode del Brindellone

All’interno della cattedrale grazie alle pietre focaie di Pazzino, arde dal sabato il “sacro fuoco”, usato per accendere la miccia che farà sfrecciare lungo una fune collegata al carro, un piccolo razzo a forma di colomba.

La colomba, simbolo dello Spirito Santo, sfreccia all’esterno in mezzo alle scintille e genererà a sua volta una serie di scariche a ripetizione dei petardi del carro, culminante in un’esplosione di fuochi pirotecnici e scoppi.

L’inceppamento della colombina ed il mancato completamento della sua traiettoria è considerato di cattivo auspicio per l’anno in corso che sarà quindi nefasto.

I Cavalieri dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro, riconoscibili grazie alla croce di Gerusalemme che campeggia sulla spalla sinistra del mantello bianco

E in effetti i fiorentini ricordano che l’ultima volta che la “colombina” fallì la sua missione fu nel 1966 ovvero l’anno dell’ultima terribile alluvione che colpì la città di Firenze.

Un’ultima curiosità…il termine “grullo” a Firenze è proprio legato a questa celebrazione. I grulli erano i contadini che accompagnavano i buoi del carro ed il loro aspetto dimesso, lento e dall’aria un po’ assonnata li rendeva piuttosto ridicoli se paragonati allo sfarzo della sofisticata platea di presenti.

Non ci resta che augurarvi una Buona Pasqua e di augurarci un meraviglioso volo della colombina!

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