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Francesca Lombardi

17 Luglio 2015

Le mostre da non perdere dell’estate fiorentina

A Firenze dall’arte classica alle avanguardie

La Galleria degli Uffizi dedica l’estate a Piero di Cosimo (1462-1522). Pittore “fiorentino” eccentrico fra Rinascimento e Maniera (fino al 27 settembre).
Genio eccentrico del Rinascimento fiorentino, Piero di Cosimo è una figura quasi sconosciuta nonostante i tanti dipinti di tema sacro e profano oggi conservati in musei e collezioni di tutto il mondo.

Figlio di un fabbro di nome Lorenzo, Piero compì il proprio apprendistato nella bottega del pittore Cosimo Rosselli, affacciandosi nella scena artistica negli anni in cui Lorenzo il Magnifico era alla guida di Firenze e in città erano attivi pittori eccellenti, da Botticelli a Filippino Lippi, da Ghirlandaio a Leonardo da Vinci, mentre dalle Fiandre giungevano opere d’arte eseguite dai maestri fiamminghi altrettanto straordinarie.Da questo coacervo culturale Piero elaborò un linguaggio originalissimo, improntato ad una acuta osservazione del naturale.

Carlo Dolci (30 giugno - 15 novembre).
La mostra, che sarà allestita nella Sala Bianca e negli ambienti adiacenti della Galleria Palatina, intende celebrare il genio artistico di Carlo Dolci (1616-1687), il pittore fiorentino più importante del Seicento, le cui opere sono oggi conservate, in gran parte, nelle più note collezioni pubbliche italiane e in molti musei stranieri. Il taglio antologico si propone, attraverso una selezione di oltre settanta dipinti autografi dell’artista, di mettere a fuoco la bellezza e l’unicità dei dipinti di questo maestro, partendo dalle sue “prove” giovanili fino a giungere ai capolavori della piena maturità.

Nella moda imperversa il blu. Anche nell’arte, sempre per nel circuito del Polo Museale Fiorentino, con la mostra Lapislazzuli. Magia del blu (fino all’11ottobre) al Museo degli Argenti.
Prima mostra in assoluto dedicata a questo specifico argomento, il percorso documenta la passione per questo prezioso materiale e il suo uso nelle scienze e nelle arti dalle origini ai nostri giorni. Dopo secoli di vicende alterne, è stato solo nel XX secolo che si è ridato al lapislazzuli il suo ruolo aristocratico: nel 1956 l’artista francese Yves Klein mise a punto un particolare blu, molto profondo, utilizzando un pigmento oltremare sintetico mescolato ad una resina industriale.
Questo colore, ricordo quasi perfetto di quel lapislazzuli impiegato per dipingere i manti delle Madonne del Rinascimento, diventerà celebre con il nome di International Klein Blue («IKB»).

Al Museo Ferragamo si celebra invece la storia di Palazzo Spini Ferroni con la mostra Un palazzo e la città.
Nell’anno del 150esimo anniversario di Firenze Capitale d’Italia quale migliore occasione per dedicare una mostra al palazzo durante l’Ottocento che fu sede del Municipio, dopo secoli di proprietà privata, a cominciare da Geri Spini, banchiere del papa Bonifacio VIII, che volle manifestare, attraverso la costruzione, il potere della sua famiglia.
Nel Novecento, quando Salvatore Ferragamo acquistò l’edificio, il palazzo accolse laboratori artistici e atelier di moda, e famose gallerie d’arte.

Per chi non l’avesse ancora vista interessante la proroga fino al 20 settembre della mostra The Language of Flowers al Gucci Museo, richiamo a uno dei motivi più iconici della Maison Gucci: Flora.
Curata da Martin Bethenod, la mostra riunisce le opere di 4 artisti, realizzate tra il 1967 e il 2012, che giocano con l’iconografia dei fiori, un soggetto più complesso di quanto possa sembrare.
Gli artisti in mostra Irving Penn, Latifa Echakhch, Marlene Dumas, Valerie Belin.

Fino al 26 luglio gli spazi del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Palazzo Strozzi ospiteranno la mostra collettiva Anche le sculture muoiono che presenta una riflessione sul significato, le possibilità e le nuove sperimentazioni della scultura contemporanea, attraverso le opere e nuove produzioni di tredici artisti italiani e internazionali tra cui spiccano Francesco Arena, Giorgio Andreotta Calò Michael E. Smith Fernando Sánchez Castillo, Oscar Tuazon. In attesa della nuova bellissima mostra di Palazzo Strozzi Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana (dal 24 settembre). L’esposizione analizza e contestualizza quasi un secolo di arte sacra moderna, dagli anni Ottanta dell’Ottocento fino all’Anno santo 1950. 

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